Camillo Cardinal Ruini Camillo Cardinal Ruini
Function:
Cardinal Vicar of Roma, Italy
Title:
Cardinal Priest of S Agnese fuori le mura
Birthdate:
Feb 19, 1931
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il cardinal Ruini e il caso Eluana "E' stato un omicidio
Mar 11, 2009

Vicenza. Mai tanta gente così nel salone del palazzo delle Opere sociali. Molti restano in piedi. C'è il sindaco Variati. C'è il vescovo Nosiglia. C'è mons. Nonis. Camillo Ruini, vescovo, cardinale, teologo e filosofo, segretario generale e poi presidente della Cei, richiama sempre grande attenzione. È considerato l'uomo forte della Chiesa ma anche il più discusso. Secondo alcuni è stato lui a pilotare la Chiesa nel dopo-Dc. Lo hanno definito premier di quel governo ombra specialissimo che in Italia è la Chiesa. Gli hanno attribuito la vocazione della politica. Luciana Littizzetto lo chiama "eminems". Ma c'è pure chi gli riconosce di aver guidato con grande intelligenza la Chiesa italiana a superare la fase della resistenza e a vivere le fasi della attesa e della ripresa. Il vescovo Cesare Nosiglia rammenta l'amicizia di cui il cardinale lo ha onorato ai tempi romani della Cei. E Ruini ricambia.
«Il vostro vescovo di Vicenza mi è stato compagno di fatica alla Cei dal 1986 al 2003. Sì, c'è stata molta sintonia». Ma «altrettanta amicizia», aggiunge, «c'è stata per mons. Pietro Nonis, con il quale alla Conferenza episcopale ci sono state schermaglie, ma di cui ho sempre ammirato la finezza di parola e di pensiero». Poi inizia la sua prolusione. Sulla scia di quell'intelligenza creatrice che porta al logos di S. Giovanni, e che è in antitesi con "l'assolutizzazione e l'esclusivismo della scienza". Ed è il via anche al corso numero 102 della Scuola di cultura cattolica.
Eminenza, quali sono allora le priorità di papa Benedetto ?
Nell'omelia con cui ha cominciato il suo pontificato ha detto "Io non ho un programma, se non quello di sempre del Signore Gesù". Cristo è essenziale. È la stessa cosa che diceva Giovanni Paolo II, di cui fu il primo collaboratore, con il quale c'è continuità non di stile ma di sostanza. In questo quadro emergono alcune priorità, e la prima è quella di riportare Dio al centro della vita, di riaprire la strada a quel Dio che viene in cerca di noi e che ci fa conoscere il suo volto, facendosi dettare l'agenda del cammino da lui.
Rimettere Dio al centro della storia significa curare la frattura che c'è con il mondo di oggi…
Sì, Dio è stato messo ai margini della vita contemporanea, dalla tecnoscienza, è negato dalla metafisica evoluzionista, che riconduce tutto alla natura, all'energia, alle relazioni casuali. È la linea prevalente del pensiero moderno, del Dio non conoscibile, delle verità nascoste, del nichilismo che fa dire a Nietzsche che Dio è morto. E, allora, bisogna tornare a quel Dio che si manifesta nella natura, nelle coscienze, che appariva agli antichi profeti, e, che come Benedetto XVI spiega nella sua prima enciclica Deus Caritas est, si rivela in modo inaudito nella incarnazione e nella morte in croce del proprio figlio.
E le altre priorità ?
Promuovere l'attrazione del Concilio come novità nella continuità. E poi quella cristologica, anzi cristocentrica. Il papa lo dice bene nel suo libro Gesù di Nazareth, un libro impegnativo anche per me. Il pericolo più esiziale è staccare Gesù dalla storia. È la fede a dare la libertà più autentica all'uomo contro quella che il papa, con una formula inventata da lui, definisce la dittatura del relativismo. Bisogna avere lo sguardo fisso in Dio. Solo con lui si può trovare un posto nel mondo. Anche per coloro che non credono, bisogna vivere come disse Benedetto XVI nel discorso di Subiaco, come se Dio esistesse.
Per il caso Englaro lei ha parlato di omicidio.
Mi è stato rinfacciato di aver usato parole violente. In effetti io l'ho dichiarato al Tg 1 e al Tg 5. Non si accusa nessuno. Ma se si fa morire una persona di fame e di sete cos'è ? Non si possono usare parole diverse. Io sono figlio di un medico. So che quando si sta bene si vogliono tante cose e quando si sta male se ne vogliono molto di meno. Sono sicuro che a Eluana bastava ciò che le veniva dato e che le è stato sottratto.
C' è stata ingerenza della Chiesa ?
Il Vaticano non è mai intervenuto sul principio di legalità. ma ha adempiuto a una sua missione. Come ha detto Giovanni Paolo II nell'enciclica Redemptor hominis "sulla via che conduce da Cristo all'uomo la Chiesa non può essere fermata da nessuno". Ogni essere umano è degno di rispetto e amore; tanto più gli innocenti, gli inconsapevoli, i colpiti dal destino.
E il dialogo interreligioso?
Bisogna assicurare la libertà religiosa a tutti. Come segno di rispetto e come dialogo per valorizzare i valori comuni. Non bisogna però concedere ciò che deroga dalle strutture della nostra vita sociale. Ai musulmani si deve dire che qui da noi la poligamia non si può praticare come in Arabia Saudita o in Marocco.
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