Camillo Cardinal Ruini Camillo Cardinal Ruini
Function:
Cardinal Vicar of Roma, Italy
Title:
Cardinal Priest of S Agnese fuori le mura
Birthdate:
Feb 19, 1931
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
More information:
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Italian Camillo Ruini, il cardinale che ha fatto gli interessi della Chiesa
Mar 08, 2007
Da Alberto Giannino
Presidente Ass. culturale docenti cattolici

Culture(05/03/2007) - Il Cardinale Camillo Ruini lascia, dopo 16 anni la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ma restera' Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma. E' questo il compromesso trovato tra lui e il Segretari di Stato cardinale Tarcisio Bertone che ha proposto il nome di msg. Angelo Bagnasco, attuale arcivescovo di Genova, 63 anni, di origini bresciane, una laurea in Filosofia, già Vescovo di Pesaro ed ex Arcivescovo Ordinario Militare per l'Italia. Bagnasco fara' la spola tra Roma e Genova (sede cardinalizia, ambitissima dal vescovo di Como che ha mobilitato mezza Italia per averla) dove resterà Arcivescovo e guidera' i 668 sacerdoti, 278 parrocchie e 826 mila abitanti. Il suo impegno extradiocesano sara' la presidenza CEI affiancato dal Segretario generale mons. Betori. Il cardinale di ferro, Camillo Ruini, 76 anni, licenza in filosofia e teologia alla Pontificia Universita' Gregoriana, proveniente dalla diocesi di Reggio Emilia dov'era Ausiliare, si occupera' invece della capitale: 6.000 sacerdoti, 336 parrocchie e due milioni e 800.000 abitanti. Sara' quindi sempre a contatto col Papa e potra' esprimere le sue valutazioni e i suoi orientamenti come Vicario generale per la diocesi di Roma avendo il vantaggio di conoscere i giornalisti e i vaticanisti e potra' partecipare al Consiglio Permamente della Cei in rappresentanza di Roma.
Fattore decisivo per il suo impegno è senza dubbio la famiglia. Per il vicario generale di Roma occorre incrementare la pastorale delle famiglie, non limitandola al periodo della preparazione al matrimonio o alla cura di qualche specifico gruppo. E' indispensabile che le famiglie stesse diventino maggiormente protagoniste, nell'evangelizzazione e nella vita sociale, affinché sia tutelata la loro autentica fisionomia e sia adeguatamente riconosciuto il loro ruolo. Per Ruini dovranno ovviamente essere salvaguardati i diritti della famiglia fondata sul matrimonio, senza confonderla con altre forme di convivenza. Un'organica politica per la famiglia, idonea a sostenerla nei suoi compiti essenziali, a cominciare dalla procreazione e dall'educazione dei figli. Oltre all'impegno per la famiglia c'è quello a favore della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale. Oggi poi, con lo sviluppo delle biotecnologie, si allargano le frontiere sulle quali è richiesta la nostra vigile presenza e la coraggiosa proposta della verità sull'uomo. Ruini ha già detto che le accuse che oggi vengono rivolte alla Chiesa di difendere posizioni ormai superate sono destinate, prima o poi, a lasciare il passo al riconoscimento che la Chiesa ha saputo guardare avanti e discernere, alla luce del Vangelo di Cristo, ciò che è indispensabile per l'autentico progresso umano. Altro punto importante su cui Ruini continuera' a battersi sara' ' quello relativo all'educazione delle nuove generazioni rappresenta a sua volta una nostra fondamentale preoccupazione pastorale. Le parrocchie, oratori, associazioni svolgono al riguardo un servizio prezioso, che va sostenuto e incrementato. Importantissimo, inoltre, è il compito della scuola: la Chiesa offre perciò la più convinta collaborazione, anche attraverso i docenti di religione cattolica, per il miglioramento dell'intero sistema scolastico italiano. Essa rinnova un forte appello perché sia finalmente realizzata un'effettiva parità scolastica, superando vecchie concezioni stataliste per procedere alla luce del principio di sussidiarietà e della valorizzazione, anche in ambito scolastico, delle molteplici risorse della società civile.
Il cardinale Ruini si attivera' per la promozione del bene comune che non può, poi, costruirsi al di fuori di una prospettiva di concreta solidarietà, che si esprime anzitutto sviluppando nuove possibilità di lavoro specialmente in quelle aree della citta' di Roma tuttora pesantemente afflitte dalla piaga della disoccupazione. Di fronte all'aggravarsi delle situazioni di povertà, che coinvolgono numerose famiglie precedentemente in grado di condurre un'esistenza normale, le comunità ecclesiali della Diocesi di Roma saranno chiamate ad impegnarsi in prima persona, sollecitando al contempo una più solerte e concreta attenzione da parte delle pubbliche istituzioni. Tutto ciò vale, in particolare, per quell'opera difficile ma doverosa che è l'accoglienza degli immigrati e dei nomadi, nella quale sono molte le testimonianze esemplari offerte dagli organismi del volontariato cristiano, in primis della Caritas. Ruini oserà indicare ai suoi 6 mila sacerdoti lo studio dei nuovi rapporti che sorgono fra loro, il loro ministero, e l'uomo contemporaneo. È del resto ciò che tutti fanno: la ricerca della fenomenologia della vita moderna: questa è in fase di cambiamento, o almeno di maggiore conoscibilità. È questa mobilità, è questa nuova conoscenza che talvolta sconcertano, spaventano, o almeno intimidiscono. Bisogna osservarla, bisogna conoscerla la vita moderna; è un dovere nuovo, che fa uscire dall'abitudine (non intendiamo dire dalla tradizione!), dall'empirismo, dal formalismo consuetudinario. I preti devono diventare migliori conoscitori delle anime, degli spiriti del nostro tempo. Vi è il pericolo che questa osservazione prevalga sulla norma della fede e della legge di Dio; oggi il relativismo è grande tentazione. Ma superata questa tentazione, cioè attribuito il valore relativo e subordinato al dato sperimentale (vedi statistiche, vedi quadri psicologici e sociologici, vedi certi determinismi storici), la nuova conoscenza degli uomini e del mondo (ricordiamo la parola del Cristo: Cognosco oves meas) (Gv. 10, 14) dà modo di fronteggiare con maggiore coraggio l'insorgente problematica delle situazioni nuove e minacciose.In questo modo essi scopriranno molte cose con questa vigilanza, ora quanto mai richiesta ai sacerdoti; due principali: le nostre verità come inalienabili, alle quali non dovremo rinunciare in alcun modo, la fede soprattutto; e le possibilità nuove, che lo spirito umano presenta alla iniziativa del nostro ministero; ricordiamo: quanto più l'uomo è lontano da noi, cioè dal nostro annuncio di verità e di speranza, tanto più egli ha bisogno di noi. Si tratta di scoprire, e possibilmente di svegliare questo segreto bisogno, e di offrirgli sapientemente il nostro dono di carità e di letizia. Chi ama, scopre, chi ama inventa l'arte di riavvicinare le anime e di rivelare loro il Cristo. E tutti nella Chiesa sono convinti che una nuova fiducia deve confortare il ministero sacerdotale: la fiducia anche negli uomini e nelle donne , che in fondo, quando non sono coscientemente fuorviati nel pensiero e nel costume, sono spesso più buoni di quanto non appariscano, più infelici, che cattivi; più illusi, che ostinati; più bisognosi di verità, e di amore, che di abbandono e di rifiuto. Infatti il dramma spirituale che il Concilio Vaticano II considera tra i più gravi della nostra epoca (Gaudium et spes n. 19) è costituito dall'allontanamento silenzioso dalla pratica religiosa di intere popolazioni, e perfino da ogni riferimento alla fede. La Chiesa oggi è chiamata a confrontarsi più con l'indifferenza e con la non credenza pratica che non con l'ateismo in regresso nel mondo. L'indifferenza e la non credenza si sviluppano negli ambienti culturali impregnati di secolarismo. Non si tratta più della professione pubblica di ateismo, fatta eccezione per qualche Stato del mondo, ma di una presenza diffusa, quasi onnipresente, nella cultura. Essa è meno visibile, ma più pericolosa, perché la cultura dominante la diffonde in modo subdolo nel subconscio dei credenti, dall'Ovest all'Est dell'Europa, ma anche nelle grandi metropoli dell'Africa, dell'America e dell'Asia: vera malattia dell'anima che induce a vivere «come se Dio non esistesse», è un neopaganesimo che idolatra i beni materiali, i benefici della tecnica e i frutti del potere. Da qui secondo Ruini l'esigenza di una nuova evangelizzazione che si basi sulle indicazioni di Benedetto XVI che si trovano nella sua prima Enciclica "Deus caritas est". La testimonianza della carità è l'argomento più convincente che i cristiani offrono come prova dell'esistenza di Dio Amore, è la «via migliore» di cui parla San Paolo (1Cor 13). Nell'arte cristiana e nella vita dei santi rifulge una scintilla della bellezza e dell'amore di Dio che si incarna in modo sempre nuovo nella vita degli uomini. Alla fine sarà la bellezza a salvare il mondo: la bellezza intesa come una vita morale riuscita che, sull'esempio di Cristo, attiri gli uomini verso il bene. Jacques Maritain ha fatto del bello un trascendentale, alla stregua del buono e del vero: ens et unum et bonum et verum et pulchrum convertuntur. Questa sintesi si manifesta nella vita del cristiano, e soprattutto della comunità cristiana: non si tratta di dimostrare ad ogni costo, ma di condividere la gioia dell'esperienza della fede in Cristo, Buona Novella per gli uomini e per le loro culture. Così i nostri contemporanei possono essere interpellati al cuore della loro non credenza o della loro indifferenza. I grandi santi del nostro tempo, specialmente coloro che hanno offerto la vita per i più poveri, uniti alla schiera di tutti i santi della Chiesa, costituiscono l'argomento più eloquente per suscitare nel cuore degli uomini e delle donne la domanda su Dio e per trovarvi una risposta: La testimonianza del perdono e dell'amore fraterno, condiviso tra i cristiani, si estende a tutti gli uomini come una preghiera ardente. E' una chiamata rivolta a tutti i cristiani, secondo la raccomandazione di sant'Agostino: «Fratelli, vi esortiamo ardentemente a questa carità, non soltanto verso i vostri compagni di fede, ma anche verso quelli che si trovano al di fuori, siano essi pagani che ancora non credono in Cristo, oppure siano divisi da noi ... Fratelli, proviamo dolore per essi, come per i nostri fratelli ... E' tempo che usiamo una grande carità verso di loro, una infinita misericordia nel supplicare Dio per loro perché conceda finalmente ad essi idee e sentimenti di saggezza per ravvedersi e per capire che non hanno assolutamente nessun argomento da opporre alla verità» (Commento ai salmi) Il cardinale Ruini vigilera' infine sui cattolici che si considerano "adulti" e ritengono di avere un'autonomia dalla Chiesa, non si accontentera' di un "cristianesimo minimo", ma chiedera' a tutti un esigente cattolicesimo popolare. Come testamento degli anni passati alla CEI il cardinale Ruini ha dichiarato che il cattolico deve essere forte, proprio come ci ha insegnato San Pietro: "Siate forti e saldi nella fede" e se qualcuno contestera' ? Meglio, dice il cardinale di ferro, significa che abbiamo centrato l'obiettivo. E poi meglio essere contestati che annullati.
Grazie cardinale Ruini per i tuoi 16 anni spesi per il bene della Chiesa e dell'Italia. Ti rimpiangeranno anche i tuoi detrattori e sai perche'? Non c'e gusto misurarsi con un "avversario" che e' arrendevole, che cerca una mediazione o un compromesso. Sui valori, come ci hai insegnato, non si negozia a costo di essere impopolari.
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