Camillo Cardinal Ruini Camillo Cardinal Ruini
Function:
Cardinal Vicar of Roma, Italy
Title:
Cardinal Priest of S Agnese fuori le mura
Birthdate:
Feb 19, 1931
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il testo integrale dell'intervista del Cardinale Ruini alla rubrica "A sua immagine"
Oct 23, 2006
Ieri - 22 ott 2006 - nella prima parte della puntata di "A Sua Immagine", rubrica religiosa di "Rai Uno", Andrea Sarubbi ha ospitato, in collegamento in diretta dal Vicariato di Roma, S.E. Card. Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a conclusione del IV Convegno Ecclesiale Nazionale tenutosi a Verona.

Qui sotto il testo integrale dell’intervista trasmessa da Rai Uno.

D: Laici, sacerdoti, religiose e vescovi seduti allo stesso tavolo… hanno scambiato opinioni paritarie nei gruppi di lavoro… adesso, però, che cosa succede? Quale messaggio è venuto da Verona per la Chiesa?
R: Avete visto quello che capita normalmente nelle nostre diocesi e nelle nostre parrocchie, questo scambio fraterno. Quello che succederà è la missione comune che riprende con maggiore vigore e in questa missione ciascuno ha il ruolo suo proprio.

D: Tra gli ambiti di Verona c’era quello della cittadinanza… nei gruppi si è parlato molto del rapporto con gli immigrati, spesso di altre religioni… lei stesso ha citato nel suo intervento conclusivo il “risveglio dell’Islam”… Due identità, quella cristiana e quella musulamana, che possono convivere secondo Lei?
R: Ho citato il risveglio dell’Islam e anche di grandi nazioni e civiltà come la Cina e l’India. Tutto questo pone dei problemi di ordine sociale, politico ed economico e a noi cristiani un problema di ordine religioso, che si affronta attraverso il dialogo cordiale nel rispetto reciproco. Ho detto anche che in questo dialogo noi dobbiamo proporre con sincerità e chiarezza i contenuti e le motivazioni della nostra fede in Gesù Cristo.

D: L’Islam non fa paura alla Chiesa in Italia?
R: No, non fa paura, naturalmente deve stare dentro alla cornice delle leggi che riguardano tutti.

D: I giornali, a Verona,  hanno titolato: “Ruini accusa i cattolici di aver mancato l’obiettivo  sull’unità sui valori”. Il papa ha detto che la politica spetta ai laici ma illuminati dal magistero della Chiesa.
R: Ho letto i giornali e i titoli più che i contenuti sono davvero uno strano equivoco. Non ho assolutamente detto che è stata mancata l’unità dei cattolici sui contenuti essenziali. Sarebbe stato ben strano che lo dicessi proprio io, soprattutto dopo il referendum sulla procreazione assistita. Ho parlato invece del discernimento comunitario che si fa nelle parrocchie e nelle diocesi e ho detto che questo deve riguardare i temi che attengono alla pastorale, alla cultura e alla formazione delle coscienze.
Mentre, secondo quello che ci ha detto il Papa,  l’azione propriamente politica deve trovare i suoi luoghi di confronto non in ambito ecclesiale ma in altri spazi nei quali  svilupparsi e produrre le opportune convergenze sia tra cattolici sia anche tra coloro che condividono alcuni valori fondamentali.

D: A Verona si è riaperto il dibattito sugli atei devoti… Lei ha detto che “La Chiesa italiana apprezza una laicità sana e positiva”… che cosa intende per laicità sana e positiva?
R: Vuol dire una laicità che anzitutto tiene conto di quella che il Concilio chiama l’autonomia delle realtà terrene, delle professioni, del lavoro, dell’economia, della politica, delle scienze, ecc. Una laicità che tiene conto dell’autonomia e dell’indipendenza dello Stato dall’autorità ecclesiastica. Ma anche una laicità che non significa per lo Stato e per la politica, prescindere da quei grandi valori morali che sono inseriti nella natura dell’uomo e nemmeno da quella apertura a Dio, quel bisogno di Dio che pure è inserito nella struttura e nella realtà profonda di ogni essere umano.

D: Il Papa ha ribadito il no della Chiesa a forme deboli e deviate dell’amore. Il Papa si riferisce alle coppie di fatto, al matrimonio tra  omosessuali. Certo, la Chiesa si mette in una posizione un po’ scomoda. Lei ha detto: meglio le critiche dell’indifferenza!
R: Esattamente, quando c’è l’indifferenza vuol dire che Dio è messo ai margini della vita, che la fede non è ritenuta importante. Quando la fede sta al centro della vita, (arrivano) le critiche che ci sono sempre state sempre ci saranno, ma dobbiamo accoglierle con quello spirito che ci ha insegnato il Signore Gesù Cristo.

D: Benedetto XVI ha menzionato espressamente il ruolo della scuola cattolica… Lei ha chiesto una “parità effettiva”… Concretamente significa qualcosa o era solo un principio?
R: No, no, significa concretamente qualcosa e vorrei spiegarlo non dal punto di vista specifico cattolico ma  dell’interesse generale della società italiana. Dare forza alla scuola cattolica significa migliorare la qualità dell’educazione in Italia e renderla economicamente meno costosa, perché la scuola cattolica costa meno dell’altra. Questo è il significato pratico.

D: Il suo sogno per la chiesa italiana nei prossimi dieci anni…
R: Il mio sogno è che la Chiesa italiana continui ad essere anzitutto fedele al Signore Gesù Cristo e a porre Dio al centro, renda sempre più visibile il primato di Dio nella vita della Chiesa e così possa contribuire davvero al bene della società.

D: Lei è contento della Chiesa oggi?
Sì, sono contento e ringrazio il Signore, ma vedo anche che abbiamo tanto cammino da fare e per questo anch’io prego il Signore che ci dia la forza di compierlo.
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