Camillo Cardinal Ruini Camillo Cardinal Ruini
Function:
Cardinal Vicar of Roma, Italy
Title:
Cardinal Priest of S Agnese fuori le mura
Birthdate:
Feb 19, 1931
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian L'opinione: a proposito del cardinale Camillo Ruini
Mar 22, 2006
Il cardinale Camillo Ruini, 75 anni, da Sassuolo, Vicario Generale del Papa per la Diocesi di Roma, e Presidente dei 250 Vescovi della Chiesa italiana, è l'uomo che, con il suo coraggioso e autorevole magistero, e la sua discesa in campo contro i referendum sulla fecondazione, contro aborto, divorzio e unioni di fatto, ha messo in crisi le certezze granitiche laiciste di tanti cattolici sinistrorsi e settari mandando all'aria i loro piani politici improvvidi e pericolosi. Da Alberto Giannino.

(imgpress.it, 21/03/2006) - Quei cattolici, tiepidi e molli, che hanno un'idea di Chiesa di minoranza, ghettizzata, chiusa nelle nuove catacombe del terzo millennio che taccia sempre, che rasenti i muri e che non parli. E in questo modo hanno sbagliato di grosso nel valutare l'operato del Presidente della CEI perchè egli volutamente non solo non ha dato indicazioni di voto per le prossime elezioni politiche del 9 aprile, ma non intende recedere dalle sue posizioni in materia etica e di di difesa dei valori cristiani: la vita, la famiglia e il matrimonio. Il Presidente CEI, Camillo Ruini, infatti, anche lunedi scorso, nella sua Prolusione davanti al Consiglio Permanente della CEI è andato "controcorrente", rispetto ai tanti cattolici pavidi e mediocri dell'Unione, e ha sbaragliato con le sue posizioni, forti e decise, (cogliendoli di sorpresa) i cattolici di sinistra come Prodi, Rosy Bindi, Monaco, Duilio, Monticone, i vertici dell'Azione cattolica nazionale, e altri ancora orfani del cattolicesimo filoprotestante che mette al centro solo la Parola, senza la sacra Tradizione e il Magistero della Chiesa. Questi cattolici, hanno rinunciato da tempo ad "essere nel mondo" per "essere del mondo", come dice efficacemente san Giovanni. Essi si sono "venduti" per un piatto di lenticchie ( un collegio elettorale sicuro nella coalizione dell'Unione), di fronte alle minacce verso i valori della vita e della famiglia e, in particolare, verso l'istituto del matrimonio, capeggiati dal loro leader Romano Prodi, per appoggiare i PACS (Patti di solidarietà fra coppie gay e non ) che darebbero una veste giuridica alle loro unioni. Ebbene, attraverso Prodi, alcuni cattolici della Margherita, hanno preso una posizione ambigua a favore delle unioni di fatto fra coppie gay e non , sia pure con i PACS, che è un modello di famiglia (?) esportato dalla Francia, che il deputato Grillini (DS), dell'Arcigay lo ha fatto proprio da tempo: lo vende e lo rivende come tale, e ha raccolto, su circa 1000 parlamentari, solo 161 adesioni, cioè il 15% del Parlamento. Davvero un po' poco per licenziare una legge abnorme che vuole frantumare la famiglia tradizionale! La sorpresa per i cattolici prodiani è stata enorme. Si aspettavano un Presidente dei Vescovi italiani, curiale, che desse solo buoni consigli di buona condotta, mite, ancora succube alla cultura di sinistra, simile a don Abbondio, ma si sono trovati di fronte a un successore degli Apostoli deciso, sicuro di sè e con la serena consapevolezza di svolgere un ministero episcopale al servizio della Chiesa conforme al Magistero , alla sacra Tradizione e alla sacra Bibbia. E il cardinale modenese Camillo Ruini, diplomatico quanto si vuole, raffinato teologo e filosofo, uomo di buone letture, coerente con il Vangelo, li ha spiazzati tutti, questi cattolici orfani dell'ideologia e della ex sinistra democristiana degli affari, della Rai, degli Enti pubblici, delle Banche, del Mezzogiorno e dei boiardi negli Enti di Stato. Sinistra che usava la faccia pulita di Zaccagnini, Moro e Martinazzoli, ma attivissima all'Eni, alla Cariplo e nei Ministeri per decenni. E, Prodi, ha fatto l'ennesima figuraccia con le gerarchie ecclesiastiche, chiedendo prima ospitalità a Famiglia Cristiana per rinnegare quanto aveva detto sui Pacs che favoriscono le coppie di fatto (solo per ragioni meramente economiche: intascare la pensione di reversibiltà del compagna/a e per le disposizioni testamentarie ma ovviamente senza alcun dovere come invece nel matrimonio tra un uomo e una donna che si impegnano a procreare e a educare i loro figli), poi scrivendo una lettera il 1 marzo scorso ai Presidenti Arcigay e Arcilesbica chiedendo tempo e voti per varare una legge sui PACS una volta Presidente del Consiglio. . Prodi, col suo comportamento politico anomalo per un cattolico, ha dimostrato, sostanzialmente, tre cose: 1) che per avere il consenso politico dei gay, delle coppie lesbiche e delle coppie eterosessuali egli era disposto ad andare nelle gambe del diavolo (ma è poi cosi vero che i gay in Italia sono tre-quattro milioni quando ai vari Gay Pride il popolo gay è quasi sempre composto da 100 mila persone?); 2) che la morale sessuale cattolica per il cattolico Prodi è opzionale, è facoltativa, è discrezionale; 3) che il Magistero dei Vescovi e del Papa è relativo e che lui non è tenuto, in quanto cattolico, ad attenervisi. E con queste idee anti cattoliche, egli intendeva girare le parrocchie d'Italia col suo pulmann per chiedere voti ancora una volta ai cattolici praticanti, stufi marci della sua politica degenere, i quali seguono fedelmente le indicazioni della Chiesa e sono attaccati seriamente ai valori della famiglia tradizionale. Ma Prodi non aveva fatto i conti con il Presidente CEI, cardinale Camillo Ruini che, da oltre 15 anni, è alla guida della Chiesa Italiana e non intende deflettere dai principi della morale cattolica che discende dalla Parola di Dio per presunti privilegi, concessioni varie, ammiccamenti e amicizie coi potenti dell'Unione. Al card. Ruini basta essere un Pastore che sta alla sequela di Gesù il quale ha detto: " il vostro sia un si si o un no no". E lo ha dimostrato anche diventando il bersaglio preferito de Il Manifesto, di Repubblica, del Corriere della Sera e de La Stampa. Dopo l'attacco sferrato alla famiglia, partito dai Radicali di Pannella, Bonino e Faccio, negli anni '70, che hanno introdotto aborto e divorzio in Italia, rovinando tante donne sole, spezzando tante famiglie e creando notevoli problemi ai loro figli, il cattolicissimo Prodi si apprestava a dare un'altra spallata all'istituto del matrimonio, ma sulla sua strada ha incontrato il Cardinale modenese che ha rovinato la festa a lui, a Grillini (DS) e all'Unione. E il cattolico Prodi insieme ai radicali, socialisti boselliani, e anticleriali vari, pretendeva pure che la Chiesa italiana stesse alla finestra, timida e guardinga, paurosa dei laicisti, con i soliti complessi di inferiorità culturale, a guardare una società italiana che ormai è sempre più avviata allo sfacelo morale, in balìa della "dittatura del relativismo" come hanno denunciato autorevolmente papa Benedetto XVI e il Presidente del Senato Marcello Pera, in tempi non sospetti.

Alberto Giannino
Presidente nazioanale Adc - Associazione docenti cattolici
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