Camillo Cardinal Ruini Camillo Cardinal Ruini
Function:
Cardinal Vicar of Roma, Italy
Title:
Cardinal Priest of S Agnese fuori le mura
Birthdate:
Feb 19, 1931
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
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Italian Congresso alla Cattolica sulla procreazione responsabile
Dec 04, 2005
Cardinal Ruini duro: no ai Pacs e alla clonazione. «Le unioni di fatto attentano al valore del matrimonio». Appello a una scienza più etica

(La Padania, 27/11/2005) Le unioni di fatto attentano «al valore del matrimonio», mentre le nuove tecniche di clonazione vanno «ben al di là del legittimo aiuto della procreazione umana» e aprono «inquietanti scenari» sul futuro dell’uomo.

E’ un nuovo intervento in difesa dei valori della vita e della famiglia quello pronunciato ieri dal cardinale Camillo Ruini nell’ambito del congresso «Scienza ed etica per una procreazione responsabile», svoltosi dell’Università Cattolica di Roma. «C'è una diffusa tendenza a depotenziare il valore dell’ istituto del matrimonio - ha detto Ruini sul tema delle coppie civili e di fatto - assimilando ad esso altri tipi di unioni e convivenze, con il risultato che il matrimonio non viene più percepito come espressione e garanzia della natura stessa dell’ amore umano, ma come frutto di convenzioni e accordi facilmente modificabili».

«Alla fragilità e instabilità interna di molte unioni coniugali - ha denunciato, citando il discorso di Benedetto XVI ai vescovi italiani in occasione dell’Assemblea generale della Cei del 30 maggio scorso - si assomma infatti la tendenza, diffusa nella società e nella cultura, a contestare il carattere unico e la missione propria della famiglia fondata sul matrimonio», ha proseguito il cardinale.

La condanna del porporato è andata, più in generale, al «pericoloso virus dell’autoreferenzialità», cioè «dell’ esaltazione delle esigenze, dei bisogni o dei diritti individuali». «E' un processo - ha rilevato - che sta conducendo l’uomo contemporaneo verso una china pericolosa, che ha come principale indicatore la difficoltà a riconoscere e vivere l’esperienza fondamentale dell’amore in tutte le sue dimensioni: coniugale, genitoriale, filiale, solidale».

A questo si lega anche l’altra denuncia del presidente della Cei, quella relativa alla clonazione e alla ricerca genetica, con cui ha messo in guardia contro il «dominio sui processi generativi, frutto di nuove capacità tecnologiche», che «andando ben al di là del legittimo aiuto alla procreazione umana, apre inquietanti scenari sulla produzione di esseri umani da usare come cavie o sulla clonazione».

«E' in via di ultimazione la mappatura del genoma umano - ha spiegato - che certamente rappresenta una grande acquisizione con conseguenze di estremo interesse per il futuro dell’uomo, ma proprio ora sembra che si stia smarrendo la mappa dell’esistere umano, che si stiano perdendo le coordinate della dignità e del destino della vita umana».

«Conoscere di più l’uomo dal punto di vista scientifico - ha proseguito Ruini - non equivale automaticamente a saperne di più sul valore e sul senso della sua esistenza, anzi, la molteplicità degli approcci con la tendenza ad assolutizzare il punto di vista di ciascuno di essi può far perdere di vista ciò che è essenziale». L’appello del cardinale è andato dunque agli «uomini di scienza responsabili della cosa pubblica, alla necessità di non disgiungere mai una riflessione sull'uomo e sulla sua dignità dalle delicate scelte che si stanno compiendo nel campo della ricerca scientifica, in particolare - ha ribadito il vicario di Roma - per quanto concerne le tecniche di riproduzione».

E un appello anche sul versante educativo e informativo, rivolto all’«opera dei consultori e dei centri specializzati» per quanto riguarda il settore della fertilità naturale. Secondo Ruini, comunque, «l'impegno per favorire una maggiore e più corretta attenzione ai temi della vita umana e della famiglia non è e non può essere esclusivo dei cattolici, proprio perché tali problematiche non sono questioni cattoliche, ma rappresentano - ha concluso - aspetti decisivi per la vita di tutti».

«Il cardinale Ruini scambia la volontà di due persone che si amano e che vogliono costruire un progetto di vita comune con gli atteggiamenti individualistici e d’edonismo che attraversano le società moderne», ha ribattuto il segretario nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso.

«Quest’enorme errore di valutazione non fa vedere, ad una gerarchia cattolica sempre più lontana dalle aspirazioni concrete delle persone, che c'è una diffusa richiesta di sostegno e di tutela di relazioni affettive, che oggi non sono riconosciute come tali», ha proseguito Mancuso. «Mettere in conflitto la difesa dell’istituzione matrimoniale con il riconoscimento delle convivenze - secondo Mancuso - acuisce le discriminazioni, rigetta nell’oscurità e nella solitudine milioni di persone, che invece vorrebbero essere aiutate a costruire relazioni stabili, utili ad elevare il grado di solidarietà e partecipazione responsabile della casa dell’uomo».

«Perché voler alzare steccati e creare contrapposizioni inesistenti? Assegnare responsabilità e diritti alle milioni di coppie di fatto non significa, come è ovvio, mettere in discussione la famiglia», ha affermato la coordinatrice donne dei Ds Barbara Pollastrini.
«In Italia oltre due milioni di persone vivono in coppie di fatto, ed è impossibile per la società, ma soprattutto per il legislatore, non prendere atto di un fenomeno così corposo e così rilevante. Sbaglia, quindi, il cardinale Camillo Ruini ad affermare che un’estensione dei diritti alle coppie di fatto rappresenterebbe una deminutio per le famiglie tradizionali», ha detto Franco Grillini (Ds), presidente onorario di Arcigay.

«La cosa davvero inquietante è che si vogliano proibire terapie ed imporre sofferenze», ha dichiarato Daniele Capezzone della segreteria della Rosa nel pugno. «Prosegue - ha sottolineato una campagna di mistificazione volta a confondere “clonazione riproduttiva” (che nessuno vuole, ovviamente) e clonazione terapeutica, che servirebbe invece a ridare una speranza di vita e di guarigione a milioni di malati».

Per Riccardo Pedrizzi, presidente della Consulta etico-religiosa di AN, «con una legge come quella sul Pacs saremmo di fronte ad una deriva individualistica in stile Zapatero, perché la norma non può essere il prodotto dei desideri e delle rivendicazioni individuali, ma deve guardare al bene comune».
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