Camillo Cardinal Ruini Camillo Cardinal Ruini
Function:
Cardinal Vicar of Roma, Italy
Title:
Cardinal Priest of S Agnese fuori le mura
Birthdate:
Feb 19, 1931
Country:
Italy
Elevated:
Jun 28, 1991
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Gli 80 anni di Ruini: fuori dal conclave ma ancora influente
Mar 06, 2011

Si presenterà al ricevimento a Palazzo Borromeo puntuale, come sempre. Venerdì all'ambasciata presso la Santa Sede si festeggerà l'anniversario della firma dei Patti lateranensi, e all'incontro con il presidente Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi ci sarà l'intero stato maggiore della Chiesa, in testa i cardinali Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, e Angelo Bagnasco, presidente della Cei. E ci sarà lui, il cardinale Camillo Ruini, che il giorno dopo, sabato 19 febbraio, compirà 80 anni. Questa data per un cardinale significa la perdita di ogni carica e soprattutto lo status di elettore in un eventuale Conclave. Ruini dal 2007 non era più presidente della Cei e dal giugno 2008 aveva lasciato la carica di Vicario di Roma (la regola canonica impone le dimissioni al 75° compleanno, poi decide il papa quando accettarle). Conservava la carica di membro della Congregazione dei vescovi, il dicastero di Curia che nomina i capi delle diocesi, da dove poteva avere una visione diretta sui processi decisionali. Ma la verità – si dice nei Sacri palazzi – è che "don Camillo", nonostante il superamento della soglia fatidica, continuerà ad avere autorevolezza e influenza. In ogni caso resterà alla guida della Commissione vaticana sulle apparizioni di Medjugorje, manterrà la guida del comitato scientifico della Fondazione Ratzinger e avrà ancora almeno per un anno la presidenza del Comitato per il progetto culturale della Cei.
Cariche a parte, la forza del "cardinal sottile" risiede in altro. Per un quindicennio ha assistito al dissolvimento di un sistema politico imperniato nella Dc e ha saputo ridisegnare il ruolo dei cattolici in politica. Capì per primo, o forse meglio di altri, che non sarebbe più esistito un partito di riferimento della Chiesa e dopo aver rotto con l'amico Romano Prodi attuò una strategia di lungo termine che avrebbe portato i cattolici a essere presenti e influenti nei due schieramenti. Insomma, la vecchia ingerenza non bastava più, bisognava essere presenti direttamente nel dibattito, all'interno del bipolarismo all'italiana. Con un'opzione preferenziale per il centrodestra di Berlusconi dove era maggiore lo spazio di manovra. E così si arriva ai teo-dem della Margherita, all'asse con Pierferdinando Casini, all'intuizione antireferendaria del 2005, al Family day del 2007 contro i Dico. Dopo l'uscita dalla Cei – dove la guida della linea politica è stata ormai presa saldamente in mano da Bagnasco – Berlusconi, insieme a Gianni Letta, lo ha spesso visto e consultato, e lui "a titolo personale" (lo ribadisce ogni volta che parla pubblicamente di politica) non ha mai mancato di illuminare gli angoli oscuri della politica italiana.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-02-16/anni-ruini-fuori-conclave-063951.shtml?uuid=AaP7nf8C
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