Giovanni Battista Cardinal Re Giovanni Battista Cardinal Re
Function:
Former Prefect of Bishops, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of St Patrick
Birthdate:
Jan 30, 1934
Country:
Italy
Elevated:
Feb 21, 2001
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Conclave in casa Angiolillo
Apr 17, 2005
Il cardinale Re incontra la regina (dei salotti) d’Urso Camerlengo, Rossella il Papalino, Matteo apre New Entry

(Dagospia.com, 26 Ottobre 2003) Seratona, seratissima, da consegnare al caro diario. Ma austera e impegnativa. Il cazzeggio angiolillesco è rimasto per una volta acquattato nei tovaglioli davanti alla ieratica presenza del cardinale Giovan Battista Re. Ecco attovagliato un gigante di diplomazia applicata e scienza della politica apparecchiata che dimostra a Lor Signori – se ancora ce ne fosse bisogno – come Santa Madre Chiesa Apostolica e Romana di Andreotti e di Letta, messi insieme, ne può sfornare a mazzi. Col fiocco e controfiocchi.

Il carisma-clerical di Re – non a caso sempre torreggiante nella top-ten dei papabili – è calato sopra il capino cotonato dei Volti Noti chiamati a raccolta dalla Sora Maria. E più il porporato si intratteneva con tutti, tranquillo e sereno, e più la porpora della soggezione si impadroniva delle gote di gente che è scafatissima a tutto e a tutti. "Dio, dammi un assegno della tua presenza", avrebbe scherzato il sommo Marcello Marchesi agli ospiti residenti del Villino Maria.

Invece quel mix di mentalità «manageriale» coniugata allo spirito del Vangelo, senza rovesciare protocolli secolari e tirando avanti come un bulldozer, con la sua figura franca e ironica, i modi pacati e solenni del suo ruolo, il prelato ha tenuto a bada tutti. Da Fedele Confalonieri a Maurizio Costa, Francesco B. Caltagirone con la sposa Rita Rovelli (la mejo del cucuzzaro femminile) al sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli, Vittoria Leone e Vincenzo De Bustis, Carraro e Benelli, da Elio Catania a Matteo Arpe (che ha fatto la sua new entry nell’Angiolillo salottomatico).

Tutti al loro posto. Eccetto, l’ineffabile Rossella. Subito nomignolato “Carlino il Papalino”. Non appena ha visto il prelato gli ha messo in mano una copia-staffetta di “Panorama” con in copertina un terribile Papa Wojtyla disegnato a mo’ di icona bizantina. Roba kitsch, modello oltretomba, che il Papa si sarà subito toccato lì. Ma anche la Sora Cesira Buonamici ha fatto la sua parte non staccandosi un attimo dalle sottane cardinalizie. Ma, come dicevamo, Re è un genio della svicolata, non rispondendo a un cazzo. Come sta il Pontefice? “Bene, grazie. L’altra settimana ho pranzato con Lui. (pausa) Mangia e beve…”

Avvisate, meglio:precettate, dall’Angiolillo, le signore si sono presentate alla cena in gramaglie. Niente abitini can-can con imbastiture frou-frou ma uno stile Vatican-black. La Sora Maria, ad esempio, era impizzotta di pizzi nero-chic; sembrava l’Infanta di Spagna. La bombastica Santelli non ce l’ha fatta del tutto ad osservare il diktat della sobrietà e un po’ di scollatura ha fatto capolino. Chi ha ricevuto una medaglia sul petto dal porporato è stato Brunello Vespa: “Sono un fedelissimo della sua trasmissione”, ha comunicato all’ego ipertrofico del conducator di “Porta a Porta”.

L’uomo forte del mini-conclave Angiolillo è stato comunque Marione D’Urso, grande amico di Re (habitué alle scampagnate con messa a Campagnano) e subito si è seduto al suo fianco, nel ruolo di camerlengo assistente al soglio pontificio. Francesco Micheli, da meneghino, si è divertito del concistoro Angiolillo, meravigliato della bellezza stilè della sicula Stefania Prestigiacomo. L’ingresso di Matteo Arpe è stato valutato in maniera interrogativa: è sempre sorridente, ha i labbroni da Naomi, si capisce che è sveglio, garbato sì ma che pesce è? Re si è intrattenuto a lungo con l’Ad fighettone di Capitalia.

A tavola veniva rovesciato il corrispettivo di Arpe, cioè un salmone freddo fatto a Mont-Blanc, seguito da cappone tartufato e crepe suzette, con finale discorso di Gianni Letta in onore di Re. Che ha replicato benedicendo tutti, augurando serenità e buona digestione a tutti, non dimenticando le gesta di Letta-Letta al quotidiano “Il Tempo” diretto dal marito della Regina Maria, l’indimenticabile viveur Renato Angiolillo.

Dileguatosi Sua Eminenza, è ripartito il cazzeggio angiolillesco. Bersaglio: le dichiarazioni di Gad Lerner a “Sette”, che vorrebbe tutti i sessantenni potenti seduti a una panchina dei giardinetti pubblici. Ma pensasse piuttosto al suo futuro, hanno detto in coro gli inviperiti vecchiaroli presenti: se Prodi, come tutti profetizzano, finirà a Reggio Emilia a fare salsicce, cancellato dall’outsider Veltroni, per Gad resterà la mera speranza di un baracchino per hot-dog…
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