Paul Joseph Jean Cardinal Poupard Paul Joseph Jean Cardinal Poupard
Function:
President of Culture, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of S Prassede
Birthdate:
Aug 30, 1930
Country:
France
Elevated:
May 25, 1985
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Una religione svincolata dalla ragione diventa “preda del fondamentalismo”
Nov 07, 2005
Il credente, ma in particolare il teologo, deve mantenere sempre aperto il dialogo con la moderna scienza secolare, perché una religione che si svincola dalla ragione rischia di cadere “preda del fondamentalismo”, ha affermato il Cardinale Paul Poupard, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 3 novembre 2005 (ZENIT.org).- Così ha parlato, questo giovedì nella Sala Stampa della Santa Sede, il porporato durante la conferenza di presentazione del I Congresso Internazionale del Progetto STOQ (Science Theology and the Ontological Quest)) sul tema: "L’Infinito nella scienza, nella filosofia e nella teologia", che si terrà dal 9 all’11 novembre 2005, presso la Pontificia Università Lateranense.

L’iniziativa, patrocinata dal Pontificio Consiglio della Cultura, e sostenuta economicamente dalla John Templeton Foundation insieme ad altri sponsor, è stata realizzata in questi primi tre anni di attività in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense (PUL), la Pontificia Università Gregoriana (PUG) e il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum (UPRA).

Tuttavia, come spiegato nel corso della conferenza stampa da monsignor Gianfranco Basti, Direttore del Progetto STOQ, per i prossimi anni saranno coinvolte anche altre Università Pontificie, come la Salesiana e la Santa Croce, ma anche alcune Università Europee come l’Università di Navarra in Spagna, quella di Lublino in Polonia, quella di Namur in Belgio.

Il Progetto STOQ, erede della “Commissione di Studio del Caso Galileo”, istituita da Giovanni Paolo II nel 1981 e presieduta dal Cardinal Poupard, “mira a creare un nuovo clima di dialogo all’interno della Chiesa cattolica tra la cultura scientifica e […] la cultura della fede, che si nutre della Rivelazione e dell’umanesimo cristiano”, ha detto il porporato francese.

Il Progetto si articola su tre livelli: il primo livello riguarda l’“insegnamento” e prevede la partecipazione di professori appartenenti alle Università scientifiche di maggior prestigio mondiale; il secondo livello è quello della “ricerca”, che si divide in aree e Università di specializzazione; mentre il terzo prevede la realizzazione di attività di divulgazione e di programmi congiunti con altre Università Statali e private, con la possibilità di ottenere un doppio riconoscimento e borse di studio per la realizzazione di tesi dottorali.

Nel suo intervento il Cardinal Poupard ha affermato che questo Progetto è “l’attuazione di una delle grandi intuizioni del Concilio Vaticano II”, delineate in particolare dalla Costituzione Pastorale Gaudium et spes – di cui si festeggia il 40° anniversario della promulgazione – e che fanno riferimento “al servizio di quel mutuo apprendimento tra la Chiesa e la società contemporanea, senza il quale sarebbe difficile costruire un mondo pienamente umano”.

“Sappiamo dove può condurre una ragione scientifica fine a sé stessa – ha constatato il porporato –: la bomba atomica e la possibilità di clonare essere umani sono frutto di una ragione che si è voluta liberare da ogni vincolo etico o religioso”.

“Ma siamo anche consapevoli dei pericoli di una religione che recide i suoi vincoli con la ragione e diventa così preda del fondamentalismo”, ha poi aggiunto.

“I credenti, perciò, hanno l’obbligo di mettersi all’ascolto di ciò che la moderna scienza secolare offre, così come chiediamo lealmente che la sapienza della fede sia presa in considerazione come voce esperta in umanità”, ha quindi sottolineato.

“L’attenzione che il credente rivolge alla scienza, però, non è solo strumentale”, ha chiarito il Cardinale, perché “la scienza moderna ci dice anche qualcosa sulla struttura dell’universo e della materia, sull’uomo. Sono cose di cui ogni credente, specialmente il teologo, non può fare a meno”.

Nel suo intervento il professor Rodolfo Guzzi, dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha spiegato che “questo convegno vuol fare il punto sui concetti di infinito che emergono dalla fisica, dalla cosmologia e dalla matematica cercando di dare delle risposte alle domande che emergono dalle varie teorie scientifiche a dalle misure che i moderni radiotelescopi ci forniscono in una visione più unitaria possibile”.

“Questo preludio scientifico avrà un suo prosieguo nell’ontologia e nella filosofia della mente fino a chiudersi nella sessione dell’infinità di Dio nelle diverse tradizioni teologiche, a dimostrazione che il concetto di infinito che permea i vari gradi della scienza, nasce dall’esigenza dell’uomo di conoscere prima di tutto l’infinità di Dio”, ha quindi aggiunto.

Secondo i dati riferiti dal Direttore del Progetto STOQ, nei primi due anni di attività di questa iniziativa: “sono stati istituiti 35 nuovi corsi e seminari sul tema scienza-filosofia-religione con professori – scienziati innanzitutto – invitati da tutto il mondo”.

“I corsi sono stati seguiti complessivamente da oltre 650 studenti da 56 nazioni di tutto il mondo, con 11 nuove tesi di dottorato (PhD), di cui 6 con borsa di studio, e decine di tesi di licenza (MD), su temi riguardanti la scienza e il rapporto con filosofia e teologia”, ha quindi aggiunto.

Mentre sono state organizzate oltre 70 conferenze pubbliche e 12 workshop pubblici, seguiti da migliaia di partecipanti.
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