Paul Joseph Jean Cardinal Poupard Paul Joseph Jean Cardinal Poupard
Function:
President of Culture, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of S Prassede
Birthdate:
Aug 30, 1930
Country:
France
Elevated:
May 25, 1985
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian 50.mo abbraccio tra Paolo VI e Atenagora
May 31, 2014
Poupard: svolta storica per la Chiesa.

“Il mondo ha aperto gli occhi davanti ad un avvenimento totalmente imprevisto”. Così il cardinale Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e per il Dialogo interreligioso, alla presentazione, nella sede della Radio Vaticana, del libro “L’Abbraccio di Gerusalemme - Cinquant’anni fa lo storico incontro tra Paolo VI e Athenagoras”, edito dalle Paoline. Il testo scritto da Valeria Martano si sofferma sulla grande svolta avvenuta nella storia della Chiesa, attraverso i volti dei protagonisti dell’epoca e guarda con entusiasmo al prossimo viaggio di Papa Francesco in Terra Santa. Ce ne parla Massimiliano Menichetti:

E’ la Terra Santa, da dove parte la salvezza del mondo, ad essere segno ancora una volta di unità, di speranza. In pieno Concilio Vaticano II, il 5 gennaio del 1964, su una collina davanti alla città di Gerusalemme, tutti assistono all’abbraccio tra Paolo VI e il Patriarca Atenagora di Costantinopoli. Un evento pensato da Papa Giovanni XXIII, che segna la storia per sempre. Con questo semplice gesto, infatti, le due Chiese rompono secoli di distanza, riconoscendosi di nuovo sorelle. Il cardinale Paul Poupard, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura e per il dialogo interreligioso, che già nel 1963 lavorò alla preparazione dell’incontro:

“Io ricordo che accadde un avvenimento totalmente imprevisto nel mondo e che ha cambiato la storia del mondo! E’ il fatto che dei mondi che si ignoravano - se così posso dire - si sono incontrati: allora il mondo ha aperto gli occhi, da una parte e dall’altra. E’ una cosa che è rimasta unica! E’ l’unico viaggio nella storia dei lungi viaggi pontifici fatto da un Papa in Motu Proprio. E’ lui che si è invitato. Tutti ritenevano che sarebbe stato impossibile, così è stato possibile".

“Biografie parallele”, quelle di Atenagora e del giovane Roncalli che arriveranno a comporre un incontro capace di allargare i polmoni della Chiesa. Valeria Martano, autrice del libro: “L’Abbraccio di Gerusalemme”:

“All’incontro tra Atenagora e Paolo VI si arriva con un lungo cammino parallelo, che vede l’anelito all’unità nascere da una parte ad Oriente, in Atenagora che è un cristiano orientale, che assiste alla disgregazione della coabitazione ottomana e soffre della divisione che diventa ostilità, diventa violenza, del nazionalismo, che comprende, e intuisce la necessità dell’unità, però anche un uomo che fa l’esperienza della moderna coabitazione: 20 anni negli Stati Uniti, uno Stato multietnico, plurireligioso; dall’altra parte, parallelamente, noi abbiamo un cristiano occidentale, un prete bergamasco, che passa 20 anni - quasi gli stessi anni in cui Atenagora era in Occidente - in Oriente. Come diceva Papa Giovanni: ‘Imparai ad amare i loro canti, i loro riti, la venerazione delle icone, a comprendere che questi fratelli, diversi da noi, avevano il nostro stesso cuore’. C’è un kairos all’inizio della stagione conciliare di queste due figure, che si trovano a capo delle rispettive chiese, che hanno respirato con due polmoni, come poi dirà Giovanni Paolo II: il polmone orientale ed occidentale della Chiesa. Si cercano e non si incontreranno mai, per la biografia di Giovanni XXIII, che è molto anziano: quindi non fanno in tempo ad incontrarsi. Paolo  VI però raccoglie il testimone nell’arco di pochissimi mesi dall’elezione al Pontificato e porta a termine questa grande storia con l’incontro di Gerusalemme. Quindi con la possibilità che, senza nessuna sottomissione e senza nessun cedimento, da nessuna delle due parti, i cristiani si potessero ritrovare fratelli laddove la fede era nata.”

Un ponte tracciato cinquant’anni fa, che sorreggerà anche il prossimo viaggio di Papa Francesco in Terra Santa e che vedrà la celebrazione ecumenica al Santo Sepolcro, il 25 maggio prossimo. Ancora il cardinale Paul Poupard:

“Il collegamento con questo viaggio è molto importante, perché è la memoria e la speranza del futuro: e lo stiamo vivendo con questo viaggio nuovo”.

http://it.radiovaticana.va/news/2014/05/22/card_poupard_50_anni_fa_il_mondo_ha_aperto_gli_occhi/1100780
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