Paul Joseph Jean Cardinal Poupard Paul Joseph Jean Cardinal Poupard
Function:
President of Culture, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of S Prassede
Birthdate:
Aug 30, 1930
Country:
France
Elevated:
May 25, 1985
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian S.E. il Cardinale Paul Poupard ed il Mediterraneo: l'intervista
Mar 06, 2011
Mentre in queste ore si stanno decidendo le sorti dell'Egitto e del suo governo, oggi pomeriggio abbiamo intervistato S.E. il Cardinale Paul Poupard, invitato dalla MONACO

MEDITERRANEE FOUNDATION per dibattere sul tema « La rencontre des cultures en Méditerranée : un défi pour la Paix».
D: Cardinale, che senso ha parlare di pace e sviluppo tra i paesi dell'Europa mediterranea mentre sono in corso conflitti importanti in alcuni stati del nord Africa?
R: Innanzitutto bisogna fare una giusta premessa. E' ormai chiaro a tutti che viviamo in un mondo globalizzato. Non c'è evento, positivo e negativo, che non si ripercuota ovunque. E' altresi' evidente che quando parliamo del Mediterraneo intendiamo paesi che appartengono all'Europa, al nord, e quelli costieri africani, al sud. Questi ultimi pero', essendo i piu' deboli economicamente, giocoforza hanno risentito maggiormente della crisi dei paesi del nord e quindi subiscono gli effetti e l'esasperazione di tanti problemi sociali ed economici che si stanno rivelando fatali.
D: ...come il caso della Tunisia e dell'Egitto.
R: Beh, il caso dell'Egitto, è emblematico. Lo definirei quasi il 'pivot' , il paese cardine del Mediterraneo. Osservando meglio la situazione del paese egiziano capiamo che sta subendo le inquietudini che scuotono anche la vicina l'Europa: l'aumento del prezzo dei cereali e la disoccupazione inarrestabile, caratterizzata da una forte percentuale di giovani che non hanno prospettive di lavoro e neppure un futuro da sperare, oltre all'aumento del costo della vita. A ben vedere, come dicevo, non sono argomenti estranei agli altri paesi del Mediterraneo, solo che in Egitto le conseguenze sono portate all'estremo, con la rivolta popolare.
D: Allora, quale potrebbe essere in futuro la chiave per accedere a progetti di pace nel Mediterraneo?
R: La prima cosa da ricordare è che per avere la pace bisogna conquistarsela, come ogni causa che ha valore. Chi potrà riuscirsi è una nuova figura di cittadino, l'uomo mediterraneo, che dovrà diventare consapevole di abitare questo bacino d'acqua chiuso, da secoli facilitatore di scambi commerciali e culture diverse. Solo cosi' potrà sentirsi parte integrante del processo di pace per le popolazioni che abitano questo mare, inteso come vera e propria culla di grandi civiltà come quelle ebraica, mussulmana e cristiana.
D: Eminenza, come pensa di adempiere alla sua missione di facilitatore nel dialogo tra i paesi del Mediterraneo?
R: Credo che il modo piu' semplice sia quello di avviare composti dialoghi interculturali ed interreligiosi, che possano trasmettere informazioni, oltre a permettere confronti aperti. C'è bisogno di etica nella vita e di chiarezza sulle incomprensioni che spesso ci sono tra popoli di diverse culture e confessioni. Purtroppo l'ignoranza è spesso causa di reazioni violente e di conflitti immotivati.
D: Uno sguardo al futuro?
R: Non sono un indovino, vivo ed osservo il presente che studio e cerco di comprendere al meglio. Certamente pero', in questo fase di transizione ed in attesa di un nuovo periodo di stabilità, sono convinto che il ruolo che avranno le forze armate in questi conflitti rapresentino la sola garanzia per evitare la degenerazione di crisi profonde, esattamente come si sta dimostrando in Egitto.

http://www.ventimiglia.biz/201102105063/Costa-Azzurra-cronaca/se-il-cardinale-paul-poupard-ed-il-mediterraneo-lintervista.html
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