Francis Cardinal Arinze Francis Cardinal Arinze
Function:
Prefect of Divine Worship and the Discipline of the Sacraments, Roman Curia
Title:
Cardinal Priest of S Giovanni della Pigna
Birthdate:
Nov 01, 1932
Country:
Nigeria
Elevated:
May 25, 1985
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Inviato papale trova in Ciad una Chiesa bisognosa ma felice
Jan 21, 2006
Il Cardinal Arinze presiede il I Congresso Eucaristico Nazionale nel Paese africano.

CITTA’ DEL VATICANO/MOUNDOU, giovedì, 19 gennaio 2006 (ZENIT.org).- Nonostante le enormi carenze tra le quali deve portare avanti la sua missione, la Chiesa cattolica in Ciad – che ha iniziato l’anno con la celebrazione del primo Congresso Eucaristico Nazionale – mostra una grande gioia.

Lo ha constatato il Cardinale nigeriano Francis Arinze – prefetto della Congregazione vaticana per il Culto Divino –, che ha presieduto l’avvenimento ecclesiale in qualità di inviato papale.

Il porporato ha condiviso ai microfoni della “Radio Vaticana” le sue impressioni al ritorno dal Ciad, dove le comunità vivono l’Eucaristia “insieme, condividendo la vita, le gioie della vita e quella di essere insieme come Chiesa”.

La Chiesa nel Paese è sorta 75 anni fa, e ne sono trascorsi appena 50 da quando il Vangelo è arrivato in alcune zone del Ciad, che ha otto diocesi; il primo sacerdote ordinato – 35 anni fa – è più giovane del porporato nigeriano.

Il Cardinal Arinze ha tracciato in questo modo il profilo ecclesiale del Ciad, dove ha trovato “un popolo sereno, pur nella loro povertà”. “Mi ha colpito molto il loro senso di pace, il loro desiderio di condivisione, la loro disciplina personale. Non ho notato la presenza della polizia, è un popolo molto disciplinato”, ha riconosciuto.

Moundou, la seconda diocesi del Paese – a cinque ore di macchina dalla capitale, N’Djamena –, è stata la sede del I Congresso Eucaristico Nazionale, i cui momenti principali – secondo il Cardinal Arinze – sono stati “l’apertura, il 5 gennaio, con la lettura del messaggio del Papa, con le manifestazioni di gioia dei fedeli, e il saluto di benvenuto del Vescovo”.

Per tre giorni, ogni mattina due Vescovi hanno offerto una catechesi sull’Eucaristia, centrata su tre temi: Eucaristia-Fede, Eucaristia–Vita, Eucaristia-Missione.

Il pomeriggio di venerdì 6 gennaio si è svolto un atto penitenziale seguito dalla confessione individuale. “Tanti sacerdoti si sono sacrificati per confessare i fedeli, un popolo meraviglioso”, ha riconosciuto il porporato.

Il giorno successivo, il pomeriggio e la sera ha avuto luogo la processione eucaristica che è partita da quattro punti, formando quattro processioni che arrivavano alla cattedrale, dove ci sono state mezz’ora di adorazione e la benedizione con il Santissimo.

Il Congresso si è concluso domenica 8 gennaio con una Santa Messa solenne durante la quale è stata letta la lettera del Cardinal Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione vaticana per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Durante l’offertorio sono state lette le proposte delle otto diocesi su ciò che vogliono raggiungere come risultato del Congresso. La colletta è stata raccolta per i malati di AIDS.

“Quando ho tenuto l’omelia ho visto che i fedeli veramente seguivano con attenzione”; “c’era davvero di che ringraziare il Signore”. “Il Vescovo, che al termine della Messa voleva ringraziare, ha avuto difficoltà a terminare il suo discorso a causa della grande commozione”, ha proseguito il Cardinal Arinze.

Ad ogni modo, il porporato ha ricordato all’emittente pontificia che la Chiesa in Ciad “ha bisogno di molto. Non ha, ad esempio, sufficienti sacerdoti, religiosi, religiose. Necessita di missionari e ne riceve”.

Alla guida delle otto diocesi (una è prefettura apostolica) ci sono sette presuli: tre del Ciad, due italiani, uno spagnolo e uno canadese. A questi si aggiunge un sacerdote francese, prefetto di Mongo.

“La Chiesa del Ciad, però, può anche dare, ad esempio, la gioia per ciò che si ha, perché per essere felici non è necessario possedere banche mondiali. Infatti, il successo non dà la gioia”, ha osservato il porporato.

“Questo non significa che noi vogliamo che i popoli del mondo restino poveri: piuttosto, occorre assicurare un minimo di benessere per vivere con dignità la vita. Ma è anche vero che si può dire che molti Paesi africani che sono poveri sono lieti (…). La gente canta di gioia. Infatti era difficile durante il Congresso fermare il coro. La loro gioia era trasparente e questo colpisce moltissimo”, ha riconosciuto.

La popolazione del Ciad è inferiore a 10 milioni di persone: il 51% è musulmano, il 35% cristiano, il 7% animista e il 7% professa altri culti. I cattolici rappresentano circa il 10% degli abitanti del Paese.
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