Cl Cardinal Hummes, O.F.M. Cl Cardinal Hummes, O.F.M.
Function:
Prefect of the Congregation for the Clergy
Title:
Cardinal Priest of Sant'Antonio da Padova in Via Merulana
Birthdate:
Aug 08, 1934
Country:
Brazil
Elevated:
Feb 21, 2001
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Dalla teologia della liberazione alla Curia Romana. La parabola del card. Hummes
Nov 08, 2006
Con la nomina del card. Claudio Hummes, arcivescovo di São Paulo, a prefetto della Congregazione per il Clero si aggiunge un nuovo tassello alla riorganizzazione della Curia romana che Benedetto XVI sta attuando.

(CITTÀ DEL VATICANO-ADISTA, 08 novembre 2006) Dopo la Congregazione per la Dottrina della Fede (al cui vertice è stato messo lo statunitense card. William J. Levada, v. Adista n. 39/05), quella per l'Evangelizzazione dei popoli (con a capo il cardinale indiano Ivan Dias), quella per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (dove è stato nominato segretario il cingalese mons. Albert Malcom Ranjith Patabendige Don, v. Adista n. 3/06) e la scelta del card. Tarcisio Bertone come nuovo Segretario di Stato (v. Adista n. 49/06), è toccato ora al dicastero che si occupa degli oltre 400mila preti cattolici in attività in tutto il mondo. Il brasiliano Hummes prende il posto del cardinale colombiano Dario Castrillón Hoyos, che abbandona la guida della Congregazione per raggiunti limiti di età (ha compiuto 77 anni nello scorso mese di luglio e quindi ha conservato l'incarico due anni oltre la scadenza canonica, fissata a 75), mantenendo però la presidenza della Commissione pontificia "Ecclesia Dei", istituita da Giovanni Paolo II nel 1988 per tentare di ricucire lo strappo con la Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata dall'arcivescovo scismatico Marcel Lefèbvre subito dopo il Concilio per opporsi alle ‘novità' introdotte dal Vaticano II (nel 1976 il Lefebvre era stato sospeso a divinis da Paolo VI e nell'88 scomunicato da Wojtyla per avere consacrato quattro vescovi, nonostante il divieto papale). Tutti i neo-nominati da Benedetto XVI nel suo primo anno di pontificato – tranne Ranjith Patabendige Don, di sicuro orientamento tradizionalista, (v. Adista n. 33/06) – facevano parte della Congregazione per la Dottrina della Fede guidata da Ratzinger per 25 anni: segno che il papa sta collocando nei posti chiave della Curia uomini di sua fiducia.

Nato a Montenegro (nel sud del Brasile) l'8 agosto del 1934 da una famiglia di immigrati tedeschi, Hummes è entrato giovanissimo nell'ordine dei minori francescani, è stato ordinato sacerdote nel 1958 e consacrato vescovo di Santo André (nello Stato di São Paulo) nel 1975. Ed è in questi anni, in cui in Brasile c'era la dittatura militare, che Hummes si conquistò la fama di vescovo progressista e amico degli operai, tanto che fu assistente nazionale della pastorale degli operai dal 1979 al 1990: consentiva ai sindacalisti dei metalmeccanici (nella sua diocesi c'erano le fabbriche di Ford e Volkswagen) di intervenire durante le messe, appoggiava gli scioperi dei lavoratori e, proprio durante questa stagione di lotte, respinse le richieste della locale Federazione delle industrie di fare da mediatore con il sindacato dei metallurgici (allora guidato dall'attuale presidente brasiliano, appena riconfermato, Luiz Inacio "Lula" da Silva, v. notizia su questo numero) sostenendo che "la Chiesa non può svolgere il ruolo di mediatrice perché è fermamente al fianco di una delle due parti, i lavoratori". Parallelamente, cresceva anche l'ostilità nei suoi confronti da parte del regime militare: nel 1978, mentre celebrava una messa allo stadio di São Paulo, elicotteri militari cominciarono a volteggiare sul luogo della celebrazione, per intimidire il vescovo che però continuò a chiedere il ripristino delle libertà democratiche.

Poi però, durante il lungo pontificato di Giovanni Paolo II caratterizzato dalla lotta alla teologia della Liberazione e dalla normalizzazione della Chiesa latinoamericana (avviata dopo la terza conferenza del Celam svoltasi Puebla nel 1979), Hummes si adegua alla linea wojtylana, spostandosi su posizioni moderate, quando non decisamente conservatrici, e avvicinandosi al movimento carismatico. E infatti, nel luglio 1996, viene nominato arcivescovo di Fortaleza, con il mandato di rimettere in ordine la diocesi, fino allora guidata dal cardinale progressista Aloísio Lorscheider. Hummes svolge bene il suo compito e nemmeno due anni dopo, il 15 aprile 1998, viene promosso arcivescovo di São Paulo (nel febbraio 2001 verrà anche creato cardinale), in sostituzione del card. Paulo Evaristo Arns, uno degli esponenti di punta dell'ala progressista della Chiesa latinoamericana sopravvissuti alla restaurazione di Wojtyla (v. Adista n. 31/98). A São Paulo, come prima a Fortaleza, Hummes lavora per mantenere l'ordine nell'arcidiocesi, alternando interesse per alcune tematiche sociali – ma senza la radicalità di 20 anni prima – e rigida intransigenza sui temi morali cari al Vaticano. Due esempi per tutti: nel luglio 2000, condanna duramente, con una "Nota di ripudio", un suo parroco, p. Valeriano Paitoni, che aveva consigliato ai malati e ai poveri della sua parrocchia l'uso del preservativo come strumento di prevenzione contro l'Aids (v. Adista n. 51/00).

Nel febbraio 2006, invece, prende pubblicamente le difese di p. Julio Lancellotti, uno dei preti più amati del Brasile per il suo incessante lavoro al fianco dei poveri e dei ragazzi di strada, che era stato duramente attaccato da un settimanale conservatore: "qui al mio fianco c'è padre Julio Lancellotti che in questi giorni è stato ingiustamente accusato da una rivista in modo duro e bieco – dice il card. Hummes durante la messa in cattedrale per il 450.mo anniversario della nascita della città di São Paulo –. Ebbene, tutti debbono sapere che padre Julio porta avanti le scelte pastorali della diocesi della quale io sono il pastore. Tutto il suo lavoro ha il mio appoggio e l'appoggio della Chiesa. Il popolo della strada è la perla agli occhi di Dio, padre Julio è il suo tutore. La Pastorale della Strada è l'espressione della nostra Chiesa" (v. Adista n. 15/06).

Quanto al suo nuovo incarico vaticano, il card. Hummes promette in primo luogo l'applicazione di una linea intransigente nella questione della formazione dei seminaristi, per contenere la piaga dei preti pedofili. In un'intervista del 31/10 al quotidiano brasiliano O Globo, Hummes afferma che "è necessario che nei seminari vi sia una selezione più rigorosa, una formazione più esigente, per avere la certezza morale che essi, i futuri sacerdoti, abbiano i requisiti per vivere il celibato così come la Chiesa chiede che lo vivano". Scegliendo lui, tuttavia, Ratzinger potrebbe aver puntato su un paladino della rinascita cattolica: durante lo scorso Sinodo dei vescovi, nell'ottobre 2005, fu proprio Hummes a denunciare la diminuzione della presenza cattolica, in Brasile, dell'1% ogni anno, a tutto vantaggio delle Chiese avengeliche e pentecostali. In Brasile, ma non solo, disse allora, per ogni sacerdote cattolico ci sono già due pastori protestanti: a lui, ora Ratzinger attribuisce il compito di restituire all'America Latina il suo volto cattolico.

Oltre al nuovo prefetto della Congregazione per il Clero, Benedetto XVI ha anche nominato mons. Angelo Comastri nuovo arciprete della basilica di San Pietro, al posto del 77enne card. Francesco Marchisano. Una nomina attesa visto che Comastri, dal febbraio 2005, era già vicario generale per lo Stato della Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro.
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