Péter Cardinal Erdõ Péter Cardinal Erdõ
Function:
Archbishop of Esztergom-Budapest, Hungary
Title:
Cardinal Priest of St Balbina
Birthdate:
Jun 25, 1952
Country:
Hungary
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian La splendida relazione del Cardinal Péter Erdo al Sinodo sulla Famiglia
Oct 11, 2014
Il relatore generale gela le “aperture” con le quali il “furbo” Bergoglio vorrebbe sovvertire il Vero Vangelo di Cristo.

Roma, 7 ottobre 2014.   Mai come prima e durante questo Sinodo straordinario lo Spirito Santo è stato tirato in ballo a sproposito, l’ultima volta (si fa per dire…), proprio dallo stesso segretario generale del Sinodo stesso, cardinale Lorenzo Baldisseri, il quale se n’è uscito ieri con il togliattiano e fumoso auspicio che “il Sinodo sia il luogo privilegiato della collegialità , che annuncia il Vangelo camminando e sia permeato da una nuova apertura allo Spirito Santo, da un metodo e da uno stile di vita e di testimonianza, che garantisca l`unità nella diversità, l`apostolicità nella cattolicità.”

Ma con lo Spirito Santo non si scherza, ed in tanti devono aver recitato con cuore puro la bella preghiera composta da un Jorge Mario Bergoglio in versione naive:

“Santa Famiglia di Nazareth,

il prossimo Sinodo dei Vescovi

possa ridestare in tutti la consapevolezza

del carattere sacro e inviolabile

della famiglia,

la sua bellezza nel progetto di Dio.”

E lo Spirito Santo ha risposto a tutti, fin dal primo mattino di ieri, all’inizio della Santa Messa feriale, per bocca di San Paolo, che sulla via di Damasco, l’intervento di Gesù in Persona, trasformò da Suo implacabile persecutore nell’apostolo delle genti. Infatti, in tutte le chiese del mondo sono risuonate oggi queste sue Sante Parole:

Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo! [Gal 1,6-10]

Ora, proprio ieri, il teologo anticattolico, nonché prete spretato, Vito Mancuso ha pubblicato sulla solita Repubblica un editoriale illuminante, un cui passo vale anch’esso la vera e propria pena di citare:

“Che vi sia una dura opposizione al rinnovamento papale da parte dell’ala intransigente della Chiesa cattolica è sotto gli occhi di tutti: ne fanno parte cardinali importanti tra cui il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Gerhard Muller, vescovi, teologi, responsabili di rinnovamenti ecclesiali, opinionisti come il vaticanista dell’Espresso Sandro Magister, l’ateo devoto Giuliano Ferrara, il saggista Antonio Socci che è giunto a mettere in dubbio la legittimità dell’elezione di Bergoglio. […] Il Vaticano II rinnovò l’autocomprensione della Chiesa in ambiti importanti come la libertà di coscienza, l’ecumenismo, il dialogo interreligioso, la liturgia, la morale sociale, in genere il rapporto della Chiesa con la storia e la cultura. Non riuscì però a estendere tale rinnovamento anche all’ambito della morale individuale e familiare perché Paolo VI […] sottrasse all’assise conciliare la possibilità di dibattere sulle questioni sessuali avocando a sé l’intera materia e pubblicando nel 1968, a tre anni dalla chiusura del Concilio, la famigerata [il grassetto è mio!, ndr] enciclica Humanae vitae. Con essa, sia nel contenuto sia nel metodo, la Chiesa tornò al preconcilio.

Mi scuso per tutte queste lunghe citazioni, ma esse sono molto utili a farci capire come Bergoglio, definitosi lui stesso “furbo” nella famosa intervista alla sua Civiltà cattolica, indicendo questo Sinodo straordinario, le cui conclusioni tirerà lui stesso nell’ottobre 2015 – decidendo, dopo aver ascoltato “democraticamente” tutti, da despota assoluto, com’è ormai sua abitudine consolidata, e magari cominciando a scomunicare tutti gli eventuali Cardinali “tradizionalisti” e quindi disubbidienti – abbia di fatto aperto quel “Concilio Vaticano III” tanto auspicato dal suo maestro gesuita, il famoso Carlo Maria Martini, morto poco più di due anni fa.

Ma torniamo al segretario Baldisseri. Il 3 ottobre scorso egli aveva infatti preannunciato che Bergoglio “vuole aprire: c’è una porta che finora è stata chiusa e lui vuole che si apra”, aggiungendo che “il contesto attuale è diverso da 33 anni fa, quando uscì la Familiaris consortio”, scritta “soltanto” da quel gigante della Fede che fu Giovanni Paolo II.

Baldisseri riprende quindi l’assunto mancusiano secondo il quale è la Chiesa che deve seguire il lercio andazzo del Mondo – il cui Principe, Satana, i Massoni venerano con l’originario nome che aveva il più bello degli Angeli, prima di inorgoglirsi sfidando Dio, il suo Creatore -  e non viceversa.

Egli afferma infatti che “bisogna tenere conto della storia e calare [che chiaramente, mi permetto di tradurre dal “religionese”, sta per modificare o addirittura stravolgere, ndr] la dottrina autentica della chiesa nel momento attuale”.

Di ben diverso tenore lo splendido discorso in apertura del Sinodo del suo relatore generale, il Cardinale Péter Herdo, Primate d’Ungheria, che nel 2003, quando fu nominato da San Giovanni Paolo II, era il più giovane Cardinale vivente, essendo nato a Budapest nel 1952. Egli ha esordito con il tema più scottante di tutti: quello del “matrimonio” tra persone dello stesso sesso:

“Dall’Instrumentum Laboris emergono due aspetti chiari riguardo l’omosessualità. Prima di tutto, un ampio consenso riguardo al fatto che persone di tendenza omosessuale non devono essere discriminate, come ribadisce anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 2357-2359). In secondo luogo emerge con altrettanta chiarezza che da parte della maggioranza dei battezzati – e della totalità delle conferenze episcopali – non è attesa una equiparazione di questi rapporti con il matrimonio tra uomo e donna. Neppure le forme ideologiche delle teorie del gender trovano consenso presso la stragrande maggioranza dei cattolici.”

“Molti vogliono, invece, superare i tradizionali ruoli sociali, condizionati culturalmente, e la discriminazione delle donne, che continua a essere presente, senza con questo negare la differenza naturale e creaturale tra i sessi e la loro reciprocità e complementarietà”.

“Esiste un patrimonio di fede chiaro e ampiamente condiviso, dal quale l’Assemblea Sinodale può partire, di cui si dovrebbero rendere più universalmente consapevoli i fedeli attraverso una più profonda catechesi sul matrimonio e la famiglia. Sulla base di questa fondamentale convinzione è possibile una riflessione comune sui compiti missionari delle famiglie cristiane e sulle questioni della giusta risposta pastorale alle situazioni difficili.”

Quindi, svuotando molto opportunamente il cavallo di Troia degli innovatori in malafede che hanno il solo intento di disintegrare la Chiesa Cattolica: la vexata quaestio “Comunione sì, Comunione no ai divorziati risposati civilmente”, ha giustamente osservato che anch’essi “appartengono alla Chiesa: hanno bisogno e hanno il diritto di essere accompagnati dai loro pastori”, limitandosi a concludere però che essi “sono invitati ad ascoltare la Parola di Dio, a partecipare alla liturgia della Chiesa e alla preghiera, a compiere le opere buone della carità”.

“La famiglia incontra oggi molte difficoltà ma non è certamente un modello fuori corso”.

Ma il vero colpo di genio del Primate è in questa drammatica constatazione:

“Non è azzardato ritenere che non pochi dei matrimoni celebrati in chiesa possano risultare non validi”, dato che “per la larga diffusione della mentalità divorzista in molte società , accade frequentemente che le parti che celebrano un matrimonio canonico lo fanno riservandosi il diritto di divorziare e di contrarre un altro matrimonio in presenza di difficoltà nella convivenza: tale simulazione rende invalido il matrimonio”.

stemma-cardinalizio-erdo-wikipediaE come non condividere la seguente considerazione sul simmetrico e cinico egoismo di tante coppie contemporanee, che fa veramente onore al suo stemma cardinalizio?

“non è raro trovare coppie che scelgono deliberatamente di non avere figli; situazione paradossalmente simile a quella di chi fa di tutto per averne. In entrambi i casi, la possibilità di generare un figlio è appiattita sulla propria capacità di autodeterminazione, ricondotta ad un progetto che metta al centro se stessi: i propri desideri, le proprie aspettative, la realizzazione dei propri progetti che non tengono presente l`altro”.

Tutto questo dopo l’invito di Jorge Mario Bergoglio “ad ascoltare con umiltà e ad accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli”. Per quanto abbia ben poca fondatezza, auguriamoci per il momento che il “Bergoglio naif” prevalga sul “tiranno” che prende accurati appunti quando parla con i suoi interlocutori, ma che in ultima istanza decide in realtà in modo prepotente, immotivato e ferreo rispetto alle sue dichiarazioni apparentemente umili, remissive e francescane.

Giancarlo De Palo

http://www.liberoreporter.it/2014/10/primo-piano/la-splendida-relazione-del-cardinal-peter-erdo-al-sinodo-sulla-famiglia.html
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