Llu Cardinal Mart Llu Cardinal Mart
Function:
Archbishop of Barcelona
Title:
Birthdate:
Apr 29, 1937
Country:
Spain
Elevated:
Nov 24, 2007
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Italian Il nuovo Cardinale di Barcellona sostiene la corresponsabilità dei laici
Nov 30, 2007
Intervista a monsignor Lluís Martínez Sistach
.

CITTÀ DEL VATICANO, giovedì, 29 novembre 2007 (ZENIT.org).- “Tutti partecipiamo all’unica missione della Chiesa che si realizza in forme diverse”, spiega il Cardinale Lluís Martínez Sistach, Arcivescovo di Barcellona, che ricorda come “la Chiesa senza popolo di Dio non sarebbe Chiesa”.

In questa intervista rilasciata a ZENIT presso la Chiesa nazionale spagnola di Santiago e Monserrato a Roma, dopo la messa di ringraziamento per la sua nomina cardinalizia, il nuovo poporato constata che “in questi tempi di forte e intensa secolarizzazione, di scristianizzazione, soprattutto in Europa occidentale, i laici devono annunciare Cristo ovunque si trovino, normalmente in prima linea”.

Qual è la sua reazione di fronte a questo dono e a questa responsabilità derivante dalla partecipazione al Collegio cardinalizio?

Cardinale Martínez Sistach: È una nomina importante per la diocesi di Barcellona e anche per il suo pastore. È una dimostrazione di stima da parte del Papa di cui siamo molto grati; è un dono di Dio.

Un dono di Dio nel senso che aumenta la nostra responsabilità e realmente il Signore ci affida delle missioni, vuole che diamo frutto e noi confidiamo nel suo aiuto.

La Chiesa a Barcellona deve anche rispondere con gratitudine, come un servitore, al Santo Padre. Significa aumentare, intensificare, la già grande comunione affettiva ed effettiva con il successore di Pietro, con la sede di Pietro che è parte integrante della Chiesa e che è un servizio a ciascuna delle chiese diocesane.

Dobbiamo ringraziarlo perché mi ha voluto legare maggiormente al suo ministero, perché in qualche modo l’intera diocesi di Barcellona, e con essa la Catalogna, è più intimamente stretta al ministero di Pietro.

Lei ha sempre sostenuto la corresponsabilità dei laici...

Cardenal Martínez Sistach: La Chiesa senza popolo di Dio non sarebbe Chiesa. Esistono ministeri diversi, servizi diversi, doni e carismi diversi... Noi, la gerarchia, abbiamo una missione importante, ma non siamo tutta la Chiesa.

Tutti gli altri membri, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, laici, laiche, formano parte della Chiesa e devono collaborare molto attivamente perché attraverso il battesimo tutti partecipiamo all’unica missione della Chiesa che si realizza in forme diverse.

L’apporto dei laici, dopo il Concilio Vaticano II, è attivo e responsabile, e ciascuno offre i doni che ha ricevuto da Dio nostro Signore. Vi sono poi quei compiti che derivano dai sacramenti. Dal sacramento dell’ordine, certamente, ma i laici, con il sacramento del battesimo, della cresima, dell’eucaristia e del matrimonio, apportano moltissimo.

Penso anche che in questi tempi di forte e intensa secolarizzazione, di scristianizzazione, soprattutto in Europa occidentale, i laici devono annunciare Cristo ovunque si trovino, normalmente in prima linea.

Ovunque essi vivono possono fare Chiesa e parlare di molte cose, leggere la Parola di Dio, pregare, perché la sofferenza, la malattia, esiste sempre nella vita delle persone, delle famiglie, e questo è già fare Chiesa.

Ci può confessare il suo sogno?

Cardinale Martínez Sistach: Il mio sogno è quello di riuscire a fare ciò che il Santo Padre desidera, avendomi affidato questo servizio. E di riuscirlo a realizzare, aiutandolo con tutto me stesso - già ho detto al Santo Padre che sono pienamente a sua disposizione - a seconda delle mie possibilità e capacità; alla Chiesa ho sempre cercato di dare, e continuo a dare, tutto ciò che posso.

Ora mi ha chiesto questo gradito servizio che veramente mi onora moltissimo. Gli ho detto: “Santo Padre disponga di me, di tutte le mie possibilità e di tutte le mie capacità”. Questo, insieme al Collegio cardinalizio - ovviamente siamo in tanti - e insieme a tutta la Chiesa che aiuta e con la diocesi di Barcellona.

Questo è il mio sogno: dare il massimo perché lui possa realizzare la sua missione; io, apportando il mio piccolo granello di sabbia, per la sua missione così delicata, così importante, al servizio della Chiesa che si estende da Oriente a Occidente, come successore di San Pietro. E che io lo possa realizzare con affetto, con comprensione, con efficacia. Non gli mancherà mai la mia preghiera, non gli mancherà mai il mio affetto, come l’ho avuto anche per i suoi predecessori.
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