Miloslav Cardinal Vlk † Miloslav Cardinal Vlk †
Function:
Former Archbishop of Praha, Czechia
Title:
Cardinal Priest of S Croce in Gerusalemme
Birthdate:
May 17, 1932
Country:
Czechia
Elevated:
Nov 26, 1994
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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German Tschechien: Vlk-Begr
Mar 25, 2017
Der tschechische Pr

Schon als Zeman Ministerpr
English Coffin with Cardinal Vlk's remains displayed before funeral
Mar 23, 2017
People will have an opportunity to pay their last respects to the Cardinal, former Prague Archbishop and Czech Catholic Church Primate, Miloslav Vlk, who died aged 84 on March 18, in two churches in Prague on Thursday and Friday, Stanislav Zeman, told CTK on Wednesday.

23 March 2017

Prague, March 22 (CTK) - Stanislav Zeman, spokesman for the Prague Archbishopric, said on Thursday, Vlk's remains will be displayed in an open coffin at the St Vitus Cathedral at Prague Castle from 17:00 until 20:00 CEST.

On Friday, the closed coffin will be displayed in the St Benedict's Church at Hradcany from 15:00 until 21:00.

The funeral in the St Vitus Cathedral on Saturday is to be unpretentious. Vlk's relatives and collaborators are preparing it in harmony with his attitude to similar ceremonies and life.

No large baroque Requiem accompanied by the smell of frank incense will be played during the funeral, but rather folk music, Zeman said.

Before the funeral, a liturgical procession will leave the seat of the Prague Archbishopric at Hradcany Square at 11:00. It will pass through the castle courtyards to the St Vitus' Cathedral. The coffin will not be carried, it will be ready and decorated in the cathedral.

After the funeral, Vlk's remains will be placed in the Archbishops' tomb in the cathedral.

Along with Cardinal and Prague Archbishop Dominik Duka, who will celebrate the requiem mass for Vlk, Olomouc Archbishop Jan Graubner and Plzen Bishop Emeritus Frantisek Radkovsky will attend the funeral.

Bishops of the Bohemian and Moravian dioceses as well as cardinals and bishops from abroad and from the Focolare movement will concelebrate the mass, Zeman told CTK on Wednesday.

The Prague Archbishopric said German Emeritus Archbishop of Cologne Joachim Meisner and Emeritus Archbishop of Cracow Stanislaw Dziwisz, former personal secretary of the late Pope John Paul II, will attend the funeral.

Bangkok Archbishop Cardinal Francis Xavier Kriengsak Kovitvanit, a representative of the Focolare movement, to which Vlk claimed allegiance, is also expected to arrive.

In addition to clergymen and political and cultural representatives, many pilgrims will attend the funeral.

Special entries in the Prague Castle complex will be opened for them. The cathedral will be open from 9:45 CEST. The funeral will be broadcast live by public Czech Television (CT).

President Milos Zeman will not take part in the funeral, he will send a wreath instead. Cardinal Vlk criticised Zeman several times in the past.

http://www.praguemonitor.com/2017/03/23/coffin-cardinal-vlks-remains-displayed-funeral
Italian
Mar 23, 2017
Sono stato a Praga a visitare il cardinale Miloslav Vlk, quasi 85enne, seriamente malato.
English Czech cardinal who washed windows and defied communist regime dies at 84
Mar 21, 2017
Pope Francis has paid tribute to Cardinal Miloslav Vlk's 'tenacious fidelity to Christ despite privation and persecution'

Czech Cardinal Miloslav Vlk, who washed windows and ministered underground during communism, died of cancer on March 18 in Prague at the age of 84.

The retired archbishop of Prague was elected the first East European president of the Council of European Bishops
Czech Kardin
Mar 19, 2017
Ode

19. března 2017 ● 05:00

Pět let str
English Cardinal and Archbishop Emeritus of Prague Miloslav Vlk to undergo treatment for cancer
Jan 24, 2017
Czech Cardinal Miloslav Vlk, 84, suffers from lung cancer with bone metastases and he will undergo chemotherapy, his website www.cardinal.cz has announced.

ČTK |

24 January 2017

Prague, Jan 23 (CTK) - Vlk's health troubles appeared last spring and he had to be hospitalised before Christmas. Doctors diagnosed him with cancer in early January. Now he is staying in home care.
"He accepted the diagnosis calmly, when the professors announced it to him. It was he who supported them and assured that he is following the right path, since he believes that his departure is the best solution," the web writes.
In the autumn, Vlk stayed in a spa with joint pains, but his trouble further worsened afterwards. His left shoulder swelled and he suffered from dizziness.
On Christmas Eve, he was admitted to a coronary unit with heart rhythm disorder.
A CT scan and bronchoscopy confirmed lung tumor with bone metastases.
Vlk was born in Lisnice, south Bohemia, on May 17, 1932. In 1968, he was ordained priest, but ten years later, the communist regime banned him from working as a priest. He started celebrating masses secretly for small groups of believers.
A historian, archivist and theologian by training, he was forced to earn his living as a window cleaner for political reasons in the 1980s.
In the early 1990s, he was appointed bishop of Ceske Budejovice, south Bohemia.
After the resignation of Frantisek Tomasek, he became the Czech Catholic primate in 1991.
He was appointed cardinal in October 1994.
On June 1, 1991, Vlk became archbishop of Prague. Pope Benedict XVI accepted his resignation in February 2010 when he also appointed his successor, Dominik Duka.

http://www.praguemonitor.com/2017/01/24/cardinal-and-archbishop-emeritus-prague-miloslav-vlk-undergo-treatment-cancer
Italian "Dio ci è vicino"
Jun 21, 2015
Toccante testimonianza del porporato, già arcivescovo di Praga e presidente del Ccee negli anni '90. Parole che evocano quelle del Papa.

"Nonostante tutto credo che la gente sia in ricerca, alla ricerca di Dio. E così Dio ritorna, ci accompagna nella storia, ci dà sempre una nuova speranza". Il cardinale Miloslav Vlk, 83 anni, non ha certo alle spalle una vita comoda. Nato nella Cecoslovacchia tra le due guerre mondiali, ha vissuto la vita adulta e la vocazione sacerdotale sotto il regime comunista. Ordinato - dopo infinite traversie - nel 1968, ha lavorato in fabbrica e a lungo come lavavetri per potersi mantenere. Caduta la Cortina di ferro, è stato consacrato vescovo nel 1990, per divenire l'anno dopo arcivescovo di Praga e cardinale nel '94. È stato, dal 1993 al 2001, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee: e proprio al Ccee ha ripercorso la sua storia, per poi trarne alcune indicazioni sulla presenza dei cristiani nell'attuale Repubblica Ceca (tra i Paesi ritenuti a più forte connotazione ateista) e nell'Europa di oggi. L'occasione è stata offerta dall'incontro dei portavoce delle conferenze episcopali del continente (Praga, 17-19 giugno) e da quello dei segretari generali (18-21 giugno), concentratisi sulle nuove frontiere della comunicazione ecclesiale, sull'enciclica del Papa sull'ambiente, sull'Anno della misericordia, sulla "trasparenza nella chiesa".

Aria nuova, un'altra tappa. "Dopo 40 anni di comunismo, abbiamo avuto aria nuova, una nuova tappa nella nostra storia". Il card. Vlk - tra i personaggi ecclesiali più noti in Europa per la sua tenace testimonianza cristiana - utilizza un linguaggio sempre molto misurato, abbonda di sorrisi; si direbbe che abbia già fatto propria la categoria della misericordia, tanto cara a Papa Francesco. "Però - puntualizza - dopo il 1989 non abbiamo fatto a sufficienza i conti con il nostro passato", così da considerarne ombre, luci ed eredità. "Ad esempio, sappiamo che il secolo scorso ha visto due conflitti mondiali e due sistemi come il nazismo e il comunismo che hanno oppresso l'uomo ed erano fondati sull'odio. La storia ci insegna, a questo proposito, che questi due regimi sono crollati, perché sull'odio non si costruisce qualcosa di solido". Lo sguardo del porporato si posa sull'attualità, caratterizzata - come segnala - da egoismi, razzismo, individualismi, i quali "offuscano la solidarietà, della quale c'è sempre bisogno".

Nel futuro dell'Europa. Il racconto affronta la situazione della chiesa cattolica nei decenni del Patto di Varsavia. "I governi hanno incarcerato tutti i vescovi, tanti sacerdoti e parroci sono stati isolati e non era permesso ai fedeli di frequentare liberamente la comunità. Hanno capito che la comunione crea la chiesa e così hanno colpito questo aspetto". Quindi aggiunge: "Siamo stati provati nella fede. Sono stati anni duri, ma abbiamo sentito Dio vicino a noi. E questo è il tema della mia vita: in ogni difficoltà, il Signore ci sostiene, non ci fa mancare il suo conforto. Con lui vicino possiamo affrontare tutte le prove". E qui riflette di nuovo sull'attualità, con un'Europa che appare segnata da "una specie di eclissi" della fede e una crescente secolarizzazione: il Vangelo e la fede cristiana, dice convinto, sono "nel futuro dell'Europa. Dio ci è vicino". Un messaggio in linea con le parole portate da Papa Francesco durante il viaggio a Strasburgo, nel cuore dell'Ue, a fine novembre.

"Dio chiede la nostra collaborazione". Il cardinale non tralascia una valutazione sul suo Paese: "La Repubblica Ceca è un Paese ateo?", si chiede, stando a varie indagini statistiche, secondo cui i credenti sarebbero una piccola minoranza. "Non è vero - risponde lo stesso Vlk -, io vedo semmai un risveglio, si notano dei germogli". "God is back", dice, citando il titolo di un libro di successo. "Vedo persone, fra cui tanti giovani, in ricerca. Però è necessario portare limpide testimonianze di vita cristiana", segnala, "così come fa il Papa, con la sua testimonianza evangelica, ricca di gesti comprensibili da tutti". Un "Papa comunicativo", indica il cardinale, proprio dinanzi a una quarantina di addetti stampa e portavoce delle conferenze episcopali che afferiscono al Ccee. E sottolinea: "Io sono pieno di fiducia. Con la mia vita alle spalle vedo questo futuro in cui Dio stesso agisce, anche se richiede la nostra convinta disponibilità e collaborazione".

Nessun compromesso. Dinanzi a un testimone di questa statura le domande si moltiplicherebbero. Eminenza, quale il significato del sacrificio di Jan Palach, simbolo della resistenza antisovietica? "Jan palach si è dato fuoco" il 16 gennaio 1969, in piazza San Venceslao, non lontano dalla sede dell'incontro Ccee, "quando ha visto che la Primavera di Praga stava per svanire. Un gesto che voleva richiamare ognuno a un'assunzione di responsabilità". E oggi? "Il messaggio è sempre lo stesso. Come ai tempi del comunismo, non bisogna fare compromessi. Bisogna restare fedeli a Cristo e al vangelo".

http://www.agensir.it/sir/documenti/2015/06/00315673_il_cardinale_vlk_dio_ci_e_vicino.html
English Cardinal Vlk: Catholics seek reconciliation with Hus
Jun 15, 2015
The Monday reconciliation mass in Rome can be considered the completion of the efforts for which late Pope John Paul II called, Cardinal Miloslav Vlk, former Prague archbishop (1991-2010), said Sunday.

15 June 2015

Prague, June 14 (CTK) - The mass will be held on the forthcoming 600th anniversary of the death of John Huss, burnt at the stake over his efforts to reform the church in the early 15th century.

The Czech delegation, that will include representatives of the Czech Hussite and Evangelical churches, will be received by Pope Francis, Vlk said.

Pope Francis said on Friday by Huss' immolation, the Roman Catholic church had been hurt, too.

Vlk took part in the preparations of the meeting. He said he had written a letter to Rome and was about to introduce the delegation to the Pope.

At the time Pope John Paul II prompted the efforts at Catholics' reconciliation with Huss and his legacy, Vlk headed Czech bishops.

"Both events that expect us in the Vatican confirm the shared tendency to understand Huss' work as a work that is to serve our testimony of the salvation in Christ," Joel Ruml, head of the Czech Brethren Church, said.

Ruml said further divine services were also to "alleviate the burden of the past."

Vlk stressed that during his first visit to Czechoslovakia after the fall of the Communist regime in 1990, Pope John Paul II had called on Czech Catholic bishops to deal with the personality of John Huss who "should no longer divide us, but become a figure that unites us."

"When Pope John Paul II came for another visit in 1995, he returned again positively to Huss and expressed his apology for Huss's immolation," Vlk said.

Huss criticised the contemporary arbitrary church practices and called for a return to the poor church, for which he was anathematised.

He, however, refused to revoke his teaching and he was burnt at the stake by a decision of the Catholic Church Council in Constance, south Germany, on July 6, 1415.

Late Pope John Paul II expressed regret at Huss's death, but this does not amount to his complete rehabilitation since the Catholics still consider some of Huss's ideas erroneous.

The anniversary of Huss' death on July 6 is a national holiday in the Czech Republic.

http://www.praguemonitor.com/2015/06/15/cardinal-vlk-catholics-seek-reconciliation-huss
Czech Ke sdělení Svatého stolce ohledně přijetí mons. Roberta Bezáka u Svatého otce
May 29, 2015
Sdělení, zveřejněné dne 18. května t.r. na stránkách slovenské biskupské konference, je nadepsáno: „Státní sekretariát Svatého stolce požádal Apoštolskou nunciaturu na Slovensku, aby prostřednictvím Konference biskupů Slovenska zveřejnila následující“.

24. 5. 2015

Následuje sdělení, pod nímž není uvedeno žádné jméno zodpovědné osoby, která uvedené žádá, žádný podpis, žádné číslo jednací. Pod textem je jen anonymně uvedeno několik institucí.

Nehodlám znovu vstupovat do diskuse s těmito poněkud nejasnými formulacemi vatikánských úřadů. Chci pouze sdělit, i když ze znění komunikátu není jasné, jestli se jeho obsah týká také mne, že vše, co jsem o předmětné audienci v médiích sdělil, je plná pravda. Jsem jen velmi překvapen, že podle zmiňovaného „sdělení“ Státní sekretariát Svatého stolce není informován o postupu Svatého otce, když píše, že při audienci „se nevstupovalo do jeho (Bezákových) předchozích záležitostí“. Pravdu, kterou jsem o audienci napsal, může dosvědčit i Mons. R. Bezák. Svatý otec sám udával směr a obsah audience a vyzval Mons. Bezáka, aby vyprávěl, „jak to bylo“. On hovořil a papež pozorně naslouchal.

Zdá se, že z výše citovaného sdělení vyplývá, že Státní sekretariát Svatého stolce není obeznámen se skutečnostmi. Je proto zvláštní, kdo tedy formuloval ono „sdělení“ a s jakým úmyslem, když nikdo ze zmíněných institucí audienci přítomen nebyl.

Takovýto způsob jednání nikterak nepřispívá k vyjasnění a uklidnění celé situace.

Komunikát dává mnoho impulsů k dalším spekulacím, do kterých se nikterak nehodlám pouštět.

kardinál Miloslav Vlk

http://www.kardinal.cz/index.php?cmd=article&articleID=826
Italian Mons. Bezak in udienza privata da Papa Francesco. Con lui il Cardinale ceco Vlk
Apr 15, 2015
Come abbiamo scritto venerdì in un articolo dell’ultimo minuto, Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano in udienza privata l’arcivescovo emerito di Trnava Robert Bezak, con il quale è rimasto faccia a faccia, pare, per 50 minuti.

La cosa è avvenuta nello stretto riserbo e con la sorpresa dei media slovacchi, e l’udienza è stata resa nota nell’agenda della sala stampa vaticana soltanto in seguito nella giornata di venerdì.

Ad organizzare l’incontro per il sacerdote slovacco, rimosso dalla sua diocesi con decreto della Santa Sede nel luglio 2012 e che da fine 2013 si trova nel monastero redentorista di Bussolengo, in provincia di Verona, sarebbe stato il Cardinale Miroslav Vlk, già arcivescovo di Praga per un ventennio, a lungo capo della Conferenza Episcopale della Chiesa ceca e in seguito anche del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, unico testimone dell’incontro con il pontefice come si vede da una fotografia dell’Osservatore Romano. I prelati cechi non sono nuovi a un’opera di riconciliazione in questo caso che ha diviso parte della società cattolica slovacca: già nel febbraio 2014 i vescovi di Boemia e Moravia avevano intercesso presso il papa per un incontro con mons. Bezak.

I vescovi slovacchi, quando Benedetto XVI decise di allontanare Bezak dalla guida della diocesi sulla base di una visita apostolica che ebbe luogo tra gennaio e febbraio 2012, avevano accettato la decisione senza opporre resistenza «in spirito di fede e di obbedienza filiale». Oggi si dicono contenti di questo nuovo passo in avanti. Il portavoce della Conferenza Episcopale Slovacca (KBS) Martin Kramara ha sottolineato venerdì in una nota che «Siamo lieti che il Santo Padre abbia ricevuto mons. Bezák. Noi apprezzare e rispettiamo pienamente tutte le decisioni e le azioni del Santo Padre».

Secondo quanto avrebbe detto il Cardinale Vlk a Sme, lui avrebbe scritto al papa perché incontrasse Bezak nel settembre 2014. Ricevette la risposta dalla sua segreteria all’inizio di marzo 2015, con la data dell’udienza: 10 aprile 2015, alle 11.15. Ma nella lettera non si faceva il nome del sacerdote slovacco. Vlk dice di aver subito compreso che la cosa era intenzionale, e che era stata fatta in modo da non mettere a conoscenza dell’incontro alcuni alti prelati vicini al papa. Insomma, un vero lavoro di cesello della diplomazia vaticana.

Il caso Bezak era stato tra gli argomenti di discussione nell’incontro tra Papa Francesco e il Presidente slovacco Andrej Kiska avvenuto appena il giorno precedente. Di quanto abbiano parlato i due, tuttavia, nulla è trapelato. Non si sa quindi se Kiska fosse a conoscenza dell’incontro previsto per il giorno successivo.

Bezak era riuscito ad incontrare il papa lo scorso giugno, quando ottenne qualche minuto durante una udienza generale del Papa, insieme ad alcune decine di altri sacerdoti, e lì consegnò a Francesco una sua lettera.

Secondo il vaticanista slovacco Imrich Gazda l’udienza papale è il maggior avvenimento in questo caso dalla rimozione del luglio 2012. A prescindere da quello che si sono detti, l’importante è che si sono incontrati e abbiano avuto modo di conoscere le rispettive intenzioni. In ogni caso, nota l’analista, è da sottolineare che Bezak è tutt’ora considerato dalla Santa Sede “arcivescovo emerito”, come si legge chiaramente dal bollettino della sala stampa vaticana.

http://www.buongiornoslovacchia.sk/index.php/archives/54718
German Vom Fensterputzer zum Kardinal
Nov 01, 2014
Mit elf Jahren spürt der Gymnasiast Miloslav Vlk aus dem böhmischen Budweis, dass er Priester werden möchte.

Viele Jahre wird er warten müssen, bis diese Berufung Realität wird. Matura 1952, fortwährende Drangsalierung der Kirche durch die kommunistischen Machthaber, notgedrungen Studium der Archivistik.

Erst 1968 erfolgt die Priesterweihe. Doch die „Lizenz“, als Gemeindepriester zu wirken, nehmen ihm die Parteibonzen immer wieder ab. So verdingt sich Vlk als Fensterputzer: „Wir wollten auf der Straße unter den Menschen sein!“, sagte der emeritierte Erzbischof jetzt auf dem spannenden Forum „Zeugen für Gott – Glauben in kommunistischer Zeit“ im Franz-Hitze-Haus in Münster.

Erst mit der Wende 1989 ist die Kirche in der Tschechoslowakei wirklich frei. Vlk steigt 1990 zum Bischof von Budweis auf, wird 1991 Erzbischof von Prag und 1994 Kardinal. Er gilt später sogar als papabile. Ein wundersamer Lebensweg.

25 Jahre nach dem Fall der Mauer haben offenbar schon viele vergessen, welch teuflischen Methoden der Verfolgung Millionen Christen jenseits des Eisernen Vorhangs ausgesetzt waren. Um so wichtiger ist es, Zeugnisse aus jener Zeit weiterzugeben, die von den Mühen und Drangsalen berichten. Solche Zeitzeugnisse finden sich in einem neuen Buchprojekt, das die Aktion Renovabis und der Verlag Aschendorff in Münster am Donnerstagabend bei einem Forum im Franz-Hitze-Haus in Münster präsentierten, in dessen Verlauf auch die orthodoxe Schwester Anuvia Vinogradova aus Moskau von ihrem Lebensweg in atheistischer Umgebung bis hin zu später Taufe und Klostereintritt erzählte.

Doch zurück zum Buch: Der münsterische Theologe, Ökumene- und Ostkirchenexperte Prof. Thomas Bremer sowie Renovabis-Geschäftsführer Burkhard Haneke stellen in dieser Publikation 17 Lebensläufe von überzeugten Christen aus Osteuropa vor. „Die in diesem Band präsentierten Frauen und Männer legen eindrucksvoll Zeugnis davon ab, wie Christen in schweren Zeiten ihren Glauben bekannt haben und für ihn eingestanden sind“, schreibt Bremer in dem Vorwort des ersten Bandes, dem noch ein zweiter folgen wird.

„Gerade in der jüngeren Generation ist zu wenig bekannt über diese Schicksale“, unterstreicht Pater Stefan Dartmann, Hauptgeschäftsführer des Hilfswerks Renovabis, die Bedeutung einer schriftlichen Überlieferung dieser Glaubenszeugen und Glaubenszeugnisse. Eine der spannendsten Geschichten im Buch rankt sich um den tschechischen Arzt Silvester Krčméry, der als junger Mann das Johannesevangelium in russischer Sprache auswendig gelernt hat. Das ist ihm Kraftquelle in vielen Jahren von Haft und Folter. In einer Zeit grassierender Gleichgültigkeit und Wohlstandsverwahrlosung stimmen solche anrührenden Glaubenszeugnisse zutiefst nachdenklich.
Zum Thema

Thomas Bremer/Burkhard Haneke (Hg.): Zeugen für Gott. Glauben in kommunistischer Zeit. Aschendorff-Verlag, 276 Seiten, 19.95 Euro.

http://www.wn.de/Welt/Kultur/1775013-Zeitzeugen-berichten-ueber-ihren-Glauben-in-Zeiten-kommunistischer-Diktatur-Vom-Fensterputzer-zum-Kardinal
German Kardinal Vlk wird 80: Feiern in Prag und südböhmischer Heimat
May 06, 2012
Zum Festgottesdienst im Veitsdom am 18. Mai werden zahlreiche ausländische Gäste erwartet

Prag, 30.04.2012 (KAP) Der Alterzbischof von Prag, Kardinal Miloslav Vlk, vollendet am 17. Mai sein 80. Lebensjahr. Aus diesem Anlass lädt Vlks Nachfolger, Kardinal Dominik Duka, am 18. Mai um 18 Uhr zu einem Festgottesdienst in den Prager Veitsdom ein. Dazu werden auch zahlreiche ausländische Gäste erwartet. Bereits am 8. Mai zelebriert Kardinal Vlk einen Festgottesdienst in der Prager Herz-Jesu-Kirche: Das Gotteshaus wurde am 8. Mai 1932 geweiht und ist daher fast gleich alt wie der Prager Alterzbischof.

An zwei Orten, die mit Kardinal Vlks Lebenslauf verbunden sind, feiert der Jubilar seinen Geburtstag mit den örtlichen Katholiken nach: am 28. Mai im nahe gelegenen Budweis (Ceske Budejovice), wo Vlk als Monteur in der Fabrik "Motor Union", später als Archivdirektor und schließlich als Sekretär von Bischof Josef Hlouch gearbeitet hat. Ihm folgte Vlk nach 18-jähriger Sedisvakanz 1990 auch im Amt nach. 1991 wurde er zum Erzbischof von Prag ernannt. Kurz vor dem Termin in Budweis feiert Vlks in Chysky (Südböhmen), seiner Heimatpfarre.

Bestandteil der Geburtstagsfeiern ist auch ein Symposion am 28. Mai, das die Katholisch-Theologische Fakultät der Prager Karlsuniversität ausrichtet. Kardinal Vlks wird selbst daran teilnehmen. Diskutiert werden Themen, die mit seinem Leben und seelsorglichen Wirken als Christ, Priester und Bischof zusammenhängen.

Im Verlag Popron erscheinen die Audio-Memoiren des Jubilars, die auch Erinnerungen an seine Begegnungen mit Papst Johannes Paul II. umfassen.

Kardinal Miloslav Vlk wurde am 17. Mai 1932 im südböhmischen Liznice geboren. Seine Kindheit erlebte er in Chysky, wo er die Volksschule besuchte und in der kleinen Landwirtschaft seiner Eltern helfen musste. Nachdem er sich früh entschlossen hatte, Priester zu werden, konnte er nach der Matura nicht Theologie studieren; der Staat hatte sämtliche Seminare aufgelöst. Vom Besuch eines "Staatsseminars" rieten die Bischöfe ab.

Vlk arbeitete in einer Fabrik und absolvierte den Militärdienst. Danach gewährte ihm der Staat den Besuch einer Hochschule: So studierte er Archivwissenschaften und wurde schließlich Direktor des Bezirks- und Staatsarchivs in Budweis.

Doch Vlks Wille, der Priester-Berufung zu folgen, bestand nach wie vor. So nahm er 1964 nach Beratungen mit seinem Bischof das Theologiestudium in Litomerice auf. Danach wurde er im Juni 1968 zum Priester geweiht und arbeitete als Sekretär des Bischofs von Budweis.

Anschließend war Vlk in der Seelsorge tätig. 1978 belegten ihn die Behörden mit einem Berufsverbot. Er schlug sich mit Gelegenheitsarbeiten durch und arbeitete u. a. als Fensterputzer. Heimlich wirkte er als Seelsorger im Untergrund. Erst 1986 erhielt er wieder die staatliche Erlaubnis, als Priester arbeiten zu dürfen.

Nach der "Samtenen Revolution" wurde Vlk 1990 Bischof der Diözese Budweis. Ein Jahr später ernannte ihn Papst Johannes Paul II. als Nachfolger von Kardinal Frantisek Tomasek zum Erzbischof der Hauptstadt. 1994 verlieh ihm Johannes Paul II. die Kardinalswürde.

Vlk hatte von 1993 bis 2001 auch den Vorsitz des "Rates der Europäischen Bischofskonferenzen" (CCEE) inne. Seit der politischen "Wende" von 1989 setzte er sich mit ganzer Kraft für den Wiederaufbau der katholischen Kirche seines Landes ein. Von 1993 bis 2000 war er Vorsitzender der Tschechischen Bischofskonferenz.

Gemäß dem Kirchenrecht hatte Vlk 2007 Papst Benedikt XVI. mit Erreichen der Altersgrenze seinen Rücktritt angeboten. Der Papst wollte jedoch, dass Vlk noch einige Zeit im Amt bleibt - nicht zuletzt ging es auch um dessen Gastgeberrolle beim Papstbesuch 2009 in Prag und Stara Boleslav.

Nach dem 80. Geburtstag Vlks sinkt die Zahl der wahlberechtigten Kardinäle auf 122 - sie dürfen das 80. Lebensjahr noch nicht erreicht haben.

Vlks spirituelle Heimat ist die Fokolar-Bewegung. Ein großes Anliegen ist ihm die Zuwendung zu den der Kirche Entfremdeten. Bald nach dem Fall des Eisernen Vorhangs schrieb er einen "Versöhnungsbrief" und verurteilte die Vertreibung der deutschsprachigen Bewohner Böhmens und Mährens nach dem Zweiten Weltkrieg. Mehrfach thematisierte er die Herausforderung des Materialismus und kritisierte den westlichen Konsumismus.

Die Prager Herz-Jesu-Kirche, die am 8. Mai 1932 geweiht wurde, ist der markanteste Bau im Stadtteil Vinohrady. Sie ist ein Hauptwerk des slowenischen Architekten Josef Plecnik, der in Wien-Ottakring die Heiligen-Geist-Kirche geschaffen hat. Derzeit läuft die Bewerbung der Prager Kirche um Aufnahme ins Verzeichnis des UNESCO-Welterbes.

http://www.kathweb.at/site/nachrichten/database/46559.html
English Pope's message inspiring Czechs to engage secular society, says Cardinal Vlk
Nov 15, 2010

Vatican City, Nov 11, 2010 / 03:01 am (CNA).- Pope Benedict XVI "opens new and unexpected channels of communication and makes believers more aware of their mission," according to Czech Cardinal Miloslav Vlk, the Archbishop emeritus of Prague.

Cardinal Vlk told L'Osservatore Romano that the Pope’s 2009 visit to his country had made the Church stronger and more courageous. He made his remarks in Rome after attending the Pope’s Nov. 10 general audience.

The Holy Father visited the largely atheist Eastern European nation on a three-day trip last September. The Czech Republic ranked second after Estonia in a 2005 Eurobarometer study of Europe's least religious countries. Just 19 percent of Czech’s polled said they believe in God. Half of those polled, however, expressed belief in a "spirit or life force."

As he did on his recent pastoral visit to Spain, the Pope encouraged Czech’s to return to their Christian roots during his 2009 trip.

"The presence and words of Benedict XVI in the Czech Republic have made our Church, which is a minority, psychologically stronger, giving us the opportunity and the courage to sit down at the dialogue table with secularized society," Cardinal Vlk said.

Around 1,500 pilgrims from the Czech Republic accompanied the cardinal to Rome for the audience. The former Vatican ambassador to the country, Cardinal Giovanni Coppa, and government representatives, including the wife of president Vaclav Havel, were among the group.
German „Die Gnade hier besteht darin, an den Wurzeln zu leben“
Jun 25, 2010
Kardinal Vlk über seinen Ruhestand

Der Prager Kardinal Miloslav Vlk hat im April die Amtgeschäfte seiner Erzdiözese an seinen Nachfolger Dominik Duka abgegeben. Derzeit verbringt er einige Monate im Heiligen Land. „Eine Gnade“, findet der 78-jährige. Von der bevorstehenden Nahost-Bischofssynode erwartet er viel.

KNA: Herr Kardinal, wie geht es Ihnen, seit Sie Ihren sogenannten Ruhestand angetreten haben?
Vlk: Das alles ist noch zu frisch, um es beurteilen zu können. Ich bin ja hier im Heiligen Land, um Zeit für die Meditation und das Gebet zu haben. Ich möchte die heiligen Orte unseres Glaubens tiefer kennenlernen. Erst nach dieser besonderen Erfahrung und nach der Rückkehr beginnt für mich der Ruhestand.

KNA: Ihr Nachfolger wurde im April als Erzbischof von Prag eingeführt. Ist das Ausscheiden aus einem solch bedeutsamen Amt für Sie leicht gewesen?
Vlk: Ich habe mit 75 Jahren dem Heiligen Vater, wie es üblich ist, meinen Rücktritt angeboten. Die mir dann vom Papst gewährten weiteren drei Jahre waren eine Möglichkeit zur Vorbereitung auf das Ausscheiden - genug, um das Loslassen psychologisch einzuüben.

KNA: Sie sind ein Spätberufener, der erst mit 36 Jahren zum Priester geweiht wurde. Können Sie mit wenigen Worten die Situation der Kirche in der Tschechischen Republik im Jahr 2010 umschreiben?
Vlk: Ich bin kein „spätberufener Priester“. Bereits 1943, im Alter von elf Jahren, fühlte ich mich berufen. Der Kommunismus hat mich nur daran gehindert, früher Priester zu werden. Es war mir unmöglich, Kompromisse mit dem kommunistischen Regime einzugehen; und ich hielt mich an die Weisung meines Bischofs - deswegen bin ich nicht sofort in das von Kommunisten gegründete Seminar eingetreten.
Das Regime wollte die Kirche systematisch zerstören: die Einheit der Kirche vernichten, Bischöfe als Garanten der Einheit entfernen, die Kontakte und die Mitarbeit der Laien mit den Priestern auslöschen. Mit einem Wort, das Ziel war die Zerschlagung der „Communio“ der Kirche. Dagegen half nur ein langer Erziehungsprozess, etwa durch das theologische Studium von Laien, das früher nicht möglich war. Laien sollten in die Lage versetzt werden, auch verantwortliche Posten zu übernehmen, etwa in Räten für wirtschaftliche und pastorale Fragen.
Leider konnten wir den Religionsunterricht an den staatlichen Schulen nicht durchsetzen. Es gab zu wenige Familien, die ihn forderten, und nicht genug geeignete Lehrer. 40 Jahre Kommunismus haben letztlich die Umsetzung des Zweiten Vatikanischen Konzils blockiert. Ich glaube, dass uns zumindest der Aufbau der Caritas recht gut gelungen ist. Die Rückgabe kirchlichen Eigentums steht noch aus. So dauert die Abhängigkeit der Kirche vom Staat an. Ziel muss ein Konkordat zwischen dem tschechischen Staat und dem Vatikan sein. Erst danach könnten wir von völliger Freiheit und Unabhängigkeit der Kirche sprechen.

KNA: Welches Signal geht von den jüngsten Parlamentswahlen in Ihrer Heimat aus, bei denen sowohl die Sozialdemokraten als auch die Konservativen kräftige Stimmeinbußen hinnehmen mussten?
Vlk: Das erste Zeichen ist das Bewusstsein, dass die Wahl ein wirkliches Instrument der Änderung der politische Lage sein kann. Es hatte sich nämlich zuletzt die Meinung ausgebreitet, dass es eh vergebens sei, zur Wahl zu gehen. Dieser Pessimismus ist überwunden. Zudem scheinen vor allem die jungen Wähler entschlossen gegen höhere Schulden und für sparsameres Wirtschaften votiert zu haben. Die Versprechungen populistischer Politiker hatten letztlich keine Chance gegen rationale Argumente. Auch der Aggression in der Politik wurde eine Absage erteilt. Es gibt Anzeichen dafür, dass geistliche Werte im öffentlichen Leben wieder mehr respektiert werden. Zugleich scheint eine gewisse Orientierung nach Rechts einzusetzen.

KNA: Nun nach Jerusalem. Im Oktober findet die Bischofssynode für den Nahen Osten statt. Welche Impulse können von diesem Treffen für die Kirche im Heiligen Land ausgehen?
Vlk: Man kann sicher nicht von der politischen Situation im Nahen Osten absehen. Aber man sollte verstärkt über die Einheit der christlichen Konfessionen sprechen, besonders wenn sie an Ort und Stelle im praktischen Leben so hautnah miteinander verwoben sind.

KNA: Sie sind Mitglied der vatikanischen Kongregation für die Ostkirchen. Wann und wie kamen Sie auf den Gedanken, für einige Monate ins Heilige Land zu kommen?
Vlk: Ich habe mich gefragt, wie ich die erste Zeit nach der Übergabe der Erzdiözese Prag am besten nutzen könnte. Und da spürte ich, dass es notwendig ist zu beten, zu meditieren und zu danken. Ich habe mich entschieden, zu den Wurzeln unseres Glaubens ins Heilige Land zu gehen und die Freude aus dem Glauben ohne offizielle Verpflichtungen und Äußerlichkeiten frei und ungestört zu leben.

KNA: Wie erleben Sie die Situation der Christen in Palästina und Israel?
Vlk: Mir gefallen sehr die Vielfalt und der Reichtum der christlichen Traditionen, die ich hier erlebe. Die Christen können sich noch besser gegenseitig kennenlernen. Andererseits besteht eine bleibende Herausforderung und Chance darin, in dieser Vielfalt immer neu die Einheit zu versuchen. Die besondere Gnade hier besteht darin, an den Wurzeln zu leben. Angesichts der im Heiligen Land vertretenen Weltreligionen sehe ich die Herausforderung für uns Christen, dem eigenen Glauben im öffentlichen Leben treu zu bleiben und ihn immer neu zu bekennen. Die Notwendigkeit, den Dialog zu suchen, wird auch zu einer Herausforderung für die gegenseitige Liebe. Sie ist die einzige Möglichkeit, miteinander leben zu können. Gott gebührt die erste Stelle, nicht der Macht oder der Politik.

KNA: Welche heiligen Stätten sind Ihnen bei Ihrem Pilgeraufenthalt in Jerusalem und in Galiläa besonders wichtig?
Vlk: Das ist schwer zu sagen. Vielleicht die Basilika der Auferstehung, die Grabeskirche, dann Bethlehem mit der Geburtskirche und die Stätten Jesu in Galiläa: der See Genezareth etwa und Kapharnaum.

KNA: Gibt es nach Ihrem Eindruck Hoffnung für die Nachfolgerin der Urgemeinde?
Vlk: Jesus selbst hat auf diese Frage geantwortet: „Fürchte dich nicht, kleine Herde!“

Das Gespräch führte Robert Jauch OFM.

http://www.domradio.de/aktuell/64865/die-gnade-hier-besteht-darin-an-den-wurzeln-zu-leben.html
German Jerusalem: Kardinal Vlk feierte Pfingstmesse im Österreich-Hospiz
May 30, 2010
Früherer Prager Erzbischof nahm vor Abreise noch einmal zum Staat-Kirche-Konflikt um den Veitsdom Stellung

Jerusalem, 25.05.2010 (KAP) Der frühere Prager Erzbischof Kardinal Miloslav Vlk hat zu Pfingsten eine Pilgerfahrt ins Heilige Land angetreten. Den Pilgergottesdienst zum Pfingstfest feierte er im Österreichischen Hospiz an der Jerusalemer Via Dolorosa. Vor seiner Abreise nach Israel nahm Vlk in einem Interview mit "Bayern-online" noch einmal zu dem Staat-Kirche-Konflikt um den Veitsdom Stellung; am Pfingstmontag war der seit 1954 herrschende Konflikt durch ein Abkommen zwischen Prager Präsidentschaftskanzlei und Erzdiözese Prag zumindest in Grundzügen gelöst worden.

In dem Interview sagte Vlk wörtlich: "Eine Diözese ohne Kathedrale ist eine Diözese ohne Herz"; er habe "den Streit schweren Herzens ungelöst" an seinen Nachfolger übergeben müssen. Der Veitsdom "mag als Krönungsort und Begräbnisstätte der böhmischen Herrscher für den Staat wichtig sein"; als Sitz der Prager Erzbischofe sei er aber "das Zentrum der Kirche". "Wir haben sie gekrönt, die Könige. Ein Erzbischof, der einen König krönt, kann nicht dessen Untermieter sein", so Vlk.

In Jerusalem erinnerte Vlk, dass sein Kardinalstitelkirche in Rom - Santa Croce in Gerusalemme - auf die Heilige Stadt verweist. Sein jetziger Aufenthalt in Jerusalem schließe daher einen Bogen. Den Informationen zufolge soll der Kardinal etwa drei Monate in Jerusalem bleiben.

Miloslav Vlk wurde nach dem Fall des Eisernen Vorhangs 1990 Bischof von Budweis; 1991 wurde er Nachfolger von Frantisek Tomasek als Erzbischof von Prag. Vlk wurde 1994 Kardinal. Zum Nachfolger Vlks als Prager Erzbischof wurde im Februar Dominik Duka ernannt.
German Kardinal Vlk besucht Jan-Hus-Geburtshaus in Husinec
Jan 31, 2010

Prag, 27.01.2010 (KAP) Die tschechische Geschichtswissenschaft arbeitet an einer Neubewertung des Vorgängers der Reformatoren, Jan Hus (1370-1415), und will dazu insbesondere die katholische Kirche einbeziehen. Aus diesem Grund findet am Freitag ein Besuch des Prager Erzbischofs Kardinal Miloslav Vlk zur Vorstellung des Projekts zum Ausbau eines Kultur-, Bildungs- und Forschungszentrums über Jan Hus in dessen Geburtsort Husinec statt. Das dortige Hus-Geburtsort ist "Nationales Kulturdenkmal". Allerdings ist die Geschichte des Hauses nur bis ins 17. Jahrhundert zuverlässig belegt. Das Gebäude befindet sich in schlechtem Zustand.

Die Hus-Ausstellung in Husinec spiegelt trotz einiger Korrekturen noch immer die Sichtweise des 1989 untergegangenen kommunistischen Regimes wider. Dieses betrachtete Hus einseitig als Vorläufer radikaler Sozialreformen und blendete seine religiöse Bedeutung weitgehend aus.

Kardinal Vlk, dessen Rücktritt als Erzbischof von Prag seit Längerem erwartet wird, hatte zu Beginn der 1990er-Jahre eine Kommission errichtet, die den Stellenwert von Hus unter den Kirchenreformatoren neu bestimmen sollte. Als Ergebnis der mehrjährigen Arbeit dieser ökumenischen Kommission fand 1999 an der Päpstlichen Lateranuniversität in Rom ein großes internationales Symposion statt, das als Meilenstein in der Aufarbeitung der historischen Hypothek gilt. Unter dieser hatte die Wahrnehmung des tschechischen Religionsführers des 15. Jahrhunderts insbesondere seit dem 19. Jahrhundert gelitten.

Auf der akademischen Ebene konnten viele Vorurteile und Klischees bereits ausgeräumt werden. Nunmehr soll in Husinec auch eine breite Öffentlichkeit mit den aktuellen Einsichten der Theologen und Historiker bekannt gemacht werden.
Spanish Arzobispo de Praga advierte sobre "amenaza" de islamización de Europa
Jan 18, 2010

El cardenal Miloslav Vlk, arzobispo de Praga y primado de Bohemia, advirtió que existe "una amenaza" de que Europa caiga "en la islamización" si los cristianos "no se despiertan", en una entrevista publicada el martes.

"Si la relación de Europa con sus propias raíces no cambia, Europa se islamizará", declaró el cardenal Vlk, de 77 años, en una entrevista publicada en su página web www.kardinal.cz.

"Como la vida de los europeos está sistemáticamente desprovista de contenido cristiano, se ha creado un espacio vacío que los musulmanes llenan muy fácilmente", declaró.

Según él, Europa ha "renegado sus raíces cristianas" que podrían, estima, darle al viejo continente "una fuerza para desafiar el peligro de ser conquistado por los musulmanes".

En esa entrevista afirma también que "el Islam no conquistó a Europa por medio de las armas de guerra a fines de la Edad Media y a comienzos de los tiempos modernos, pero el combate es librado actualmente con armas espirituales que Europa no posee".

"Los musulmanes están provistos de ellas a la perfección", insistió el cardenal Vlk, para quien existe "una amenaza de una caída de Europa".

Perseguido bajo el antiguo régimen comunista desaparecido en 1989, Miloslav Vlk fue nombrado arzobispo de Praga por el papa Juan Pablo II en 1991.

http://www.univision.com/contentroot/wirefeeds/world/8114680.shtml
German Kardinal warnt vor Islamisierung Europas
Jan 18, 2010
Prag, 05. Jänner 2010 Der Tscheche sagte, dass Europa von seinen christlichen Wurzeln abgewichen sei.

Der Prager Erzbischof Kardinal Miloslav Vlk (77), der bald in seinem Amt ersetzt werden soll, hat in einem Abschiedsinterview vor der Islamisierung Europas gewarnt. In dem Gespräch, das auf seinen Website (www.kardinal.cz) am heutigen Dienstag veröffentlicht wurde, sagte er, Europa sei von den christlichen Fundamenten, auf denen es gebaut worden sei, abgewichen und habe sich säkularisiert. Damit habe sich ein Raum für seine Islamisierung geöffnet.

Christliche Wurzeln geleugnet
Die Muslime sind laut Vlk perfekt mit geistlichen Waffen ausgerüstet, die Europa nicht habe. "Mit einer systematischen Entleerung des christlichen Inhalts des Lebens der Europäer wird ein Raum geschaffen, den sie (die Muslime) einfach füllen", warnte der Kardinal. Europa habe seine christlichen Wurzeln geleugnet, die ihm die Kraft geben könnten, der Gefahr zu begegnen, dass es von den Muslimen "erobert" werde, "wie es übrigens schon schrittweise geschieht".

In Anspielung auf die Immigration der Muslime nach Europa sagte Vlk, sie würden die Mehrheit nicht nur in den Schulen gewinnen, weil die muslimischen Familien viel Kinder hätten. "Und sie haben eine Wachstums-Perskeptive, sodass hier die Perspektive klar ist", sagte Vlk.

http://www.oe24.at/welt/weltpolitik/Kardinal-warnt-vor-Islamisierung-Europas-0610553.ece
German Kardinal Vlk - das exklusive Interview
Jan 18, 2010

In Prag schaut man gespannt nach Rom. Dort soll Papst Benedikt XVI. in diesen Tagen einen Nachfolger von Kardinal Miloslav Vlk ernennen. Seit 1991 ist der 77-jährige Erzbischof des größten tschechischen Bistums. Wie wenige andere war er dabei eine treibende und auch mahnende Stimme in der tschechischen Kirche, gerade in der Zeit nach dem Ende des Kommunismus. Im Gespräch mit Dominik Skala zieht er eine Bilanz seiner Amtszeit und spricht über die Herausforderungen, vor denen sein Nachfolger steht.

Die Situation der Kirche in Tschechien bleibt auch zwanzig Jahre nach der politischen Wende schwierig, sagt uns Kardinal Vlk. Der Erzbischof selbst hatte unter der kommunistischen Herrschaft zu leiden. Weil es ihm verboten war, als Priester zu wirken, musste er unter anderem acht Jahre lang als Fensterputzer arbeiten. Nach hoffnungsvollen Jahren der Zusammenarbeit zwischen Staat und Kirche in den Wendejahren scheint er heute aber fast ein wenig ernüchtert. Aber nicht nur Entwicklungen im Verhältnis von Kirche und Staat bleiben für Kardinal Vlk eine Herausforderung. Sorge bereitet ihm auch die Situation der Kirche selbst. Auch sie habe vor großen Umbrüchen gestanden, die noch immer nicht abgeschlossen seien.

„Was aber das Schwierigste war, war die alte Mentalität der Glaubenden, die im Kommunismus sehr stagnierte, in eine neue Mentalität des aktiven Glaubens zu verwandeln. Der Prozess der Erneuerung läuft immer noch. Wir haben einen großen Mangel an Priestern. In der ganzen Republik sind ca. neunzig polnische Priester tätig. Es gibt sehr wenige Priesterberufungen, aber mehrere verheiratete Diakone. Und in den Pfarreien helfen viele pastorale Assistentinnen und Assistenten.
Das größte Problem ist es aber, die Mentalität der Glaubenden, ihr traditionelles Selbstbild zu ändern, damit sie mehr den neuen Aufgaben der Evangelisierung in der säkularisierten Welt gerecht werden. Also sich nicht nur um sich selbst zu kümmern, sich selbst zu retten. Die Öffnung nach außen, die fehlt noch.“


Diese Öffnung, so Kardinal Vlk, sei die einzige Möglichkeit, ins Gespräch zu kommen und die Kirche und ihre Anliegen dialogfähig zu machen.

„Die Leute haben gegenüber uns Vorurteile und wir müssen sie durch diese Öffnung, das Gespräch, den Dialog entfernen und so auch das politische Klima zu verbessern. Und wenn diese Öffnung, also das Vertrauen kommt, kann man auch über die geistlichen Themen sprechen.“

Hoffnungsvoll stimmen den Kardinal die Reaktionen auf den Besuch Papst Benedikts im letzten Herbst. Nach den Besuchen von Papst Johannes Paul sei bereits zum dritten Mal ein Papst zu Gast in Tschechien gewesen. Die Reaktionen seien auch für ihn so nicht absehbar gewesen.

„Der Besuch des Papstes war fast wie ein Wunder, das haben alle gesagt. Der Papst wurde vom Klima unserer Gesellschaft überrascht. In einer Republik, die für sehr säkularisiert gehalten wird. Der Papst wurde überall sehr positiv empfangen. Nicht nur von den Gläubigen, sondern auch von der Gesellschaft, von den Politikern. Die Medien hatten einen überraschend großen Dienst der Kirche geleistet. Der Papst hat sehr positive Spuren hinterlassen und der Besuch hat sicherlich das Image der Kirche verbessert. Für uns als Kirche war es also ein großes Geschenk. Ich spüre, dass die Gesellschaft in einer anderen Weise annimmt.“

Mit seiner Ablösung durch einen Nachfolger rechnet der Prager Kardinal in diesen Tagen. Genaueres wisse aber auch er noch nicht.

„Ich bereite mich vor, das Palais zu leeren, weil ich spüre, dass es nicht gut ist, hinter dem Rücken des Nachfolgers noch zu räumen. Und man bereitet mir schon eine Wohnung vor nicht weit von hier, in einem Haus der Kanoniker. Schritt für Schritt ziehe ich um.“

http://www.oecumene.radiovaticana.org/ted/Articolo.asp?c=349381
German Prag: Kardinal Vlk enthüllte Denkmal für Bekenner-Kardinal Beran
Dec 13, 2009

Prag, 09.12.2009 (KAP) Kardinal Miloslav Vlk hat in Prag ein Denkmal für den Bekenner-Kardinal Josef Beran (1888-1969) enthüllt. Das Denkmal befindet sich im Prager Stadtteil Dejvice vor dem Gebäude des Erzbischöflichen Seminars, dessen Rektor Beran vor seiner Ernennung zum Erzbischof gewesen war.

Kardinal Vlk stellte die Feier in einen Zusammenhang mit dem Sturz des kommunistischen totalitären Regimes, der sich am 17. November zum 20. Mal gejährt hatte. Beran, der 1946 zum Erzbischof von Prag ernannt worden war, habe die Gefahr des Kommunismus gesehen, die sich schon zwei Jahre später bei der Machtergreifung der Kommunisten als begründet erwiesen habe.

Der Vizepräsident der Tschechischen Akademie der Wissenschaften, der Historiker Jaroslav Sebek, würdigte Kardinal Beran als Glaubenszeugen, dessen "Verankerung im Glauben und dessen Grundsatztreue" sich zuerst bei der Festnahme durch die Nationalsozialisten, der Deportation nach Theresienstadt und Dachau sowie später in den "schweren Prüfungen zur Zeit des Kommunismus" bewährt habe. Beran habe sich für die Rehabilitierung des Reformators Jan Hus eingesetzt, zu der es schließlich im Pontifikat Johannes Pauls II. im Jahr 1999 gekommen sei. Der "Bekenner Beran" sei "ein Symbol der Hoffnung, eines tiefen Glaubens und der Wahrnehmung der Bedürfnisse der anderen"; in dieser Linie seien seine Nachfolger Kardinal Frantisek Tomasek und jetzt Kardinal Miloslav Vlk weiter gegangen.

Der Generalvikar der Erzdiözese Prag, Msgr. Michael Slavik, der in seiner Kindheit Beran persönlich begegnet war, erläuterte die Intentionen des Denkmals, das den knienden Kardinal als "Mann des Gebets und geistlichen Wirkens" zeigt. Das geöffnete Tor im Hintergrund sei "Ausdruck der für Gott offenen Türen des menschlichen Herzens".

Schöpfer des von der Erzdiözese Prag in Auftrag gegebenen Denkmals ist Stanislav Hanzik, der u.a. eine hölzerne Christusstatue und eine Büste der seligen Mutter Teresa in dem nach ihr benannten Gemeindezentrum in der Prager Südstadt geschaffen hat. Der 1931 geborene Bildhauer studierte in den sechziger Jahren an der Pariser Ecole des Beaux-Arts bei Ossip Zadkine und Henri Adam.
French Cardinal Vlk : "Nous devons entrer en dialogue avec la société civile"
Sept 29, 2009
Pour l’ancien laveur de vitres sous le communisme, devenu archevêque de Prague, le nouveau pouvoir a donné la liberté à l’Église, mais l’a empêchée de retrouver une influence dans la société

mardi 29 septembre 2009 - Saint Michel

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25/09/2009 10:03
Cardinal Vlk : "Nous devons entrer en dialogue avec la société civile"

Pour l’ancien laveur de vitres sous le communisme, devenu archevêque de Prague, le nouveau pouvoir a donné la liberté à l’Église, mais l’a empêchée de retrouver une influence dans la société

La République tchèque est le pays le plus sécularisé d’Europe, voire le plus athée. Comment l’expliquez-vous ?
Cardinal Miloslav Vlk : Notre pays est très certainement sécularisé. Cela vient de loin, de notre passé religieux divisé et d’une tradition marquée par le hussitisme. Il ne faut pas oublier que, pendant 150 ans, l’archevêque ne pouvait plus habiter Prague ! Ensuite, sous l’Empire austro-hongrois, est venue l’influence du positivisme. L’industrialisation a aussi influé sur la sécularisation. Enfin, il y a eu le communisme qui réfutait les valeurs chrétiennes et fut une période de vide spirituel. Mais il est faux de dire que les Tchèques sont athées. Ils sont plutôt déistes : pour eux, Dieu existe, même si c’est quelque chose de lointain…

Pourtant, de nombreux prêtres ont joué un rôle dans la chute du communisme…
Il faut bien comprendre la situation religieuse sous le communisme : seule une partie des prêtres a pu travailler publiquement. Cela, ajouté au fait que nombre d’évêques et de prêtres ont été emprisonnés, nous a séparés des laïcs, forcés à rester passifs. Nous n’avons pas pu, non plus, mettre en œuvre Vatican II, car les communistes avaient peur d’une modernisation de l’Église ; ils ont alors renforcé leur contrôle.

Après la chute du communisme, beaucoup de gens sont revenus vers l’Église. Mais ensuite, le gouvernement a surtout insisté sur un développement économique sans référence à des valeurs, auquel nous n’avons pas été invités à collaborer. L’Église a été marginalisée : il ne fallait pas qu’elle devienne forte sur le plan politique et économique ! C’est une des raisons pour lesquelles on n’arrive pas à résoudre la question de la restitution des biens ecclésiastiques confisqués par les communistes.

Vouloir récupérer ces biens n’a-t-il pas donné l’impression que l’Église voulait retrouver sa puissance ?
L’Église aujourd’hui dispose d’une large liberté, mais elle n’a pas les moyens pour la concrétiser. Par exemple, nous sommes libres de fonder des écoles catholiques, mais nous n’avons pas d’argent pour le faire. Nous voulons être libres économiquement, mais l’État ne nous le permet pas ! On a fait croire aux gens que nous voulions retrouver une puissance. En fait, le régime communiste a détruit toute idée de droit et justice dans ce pays. Nous demandons juste le respect du droit et de la justice !

Comment l’Église peut-elle agir contre la sécularisation ?
Il nous faut absolument faire disparaître les préjugés contre l’Église. Pour cela, il est nécessaire d’entamer un dialogue avec tout le monde, d’ouvrir l’Église vers la population. Aujourd’hui, quand les évêques visitent les paroisses, ils vont à la rencontre des maires et ceux-ci sont surpris de voir que nous sommes des gens normaux ! Nous devons nous ouvrir à la société civile, entrer en dialogue avec elle. Quand cela se fait, cela porte des fruits. Il ne faut pas d’abord prêcher, mais témoigner : ce monde sécularisé veut voir et toucher. Il est nécessaire de permettre aux gens de faire l’expérience de l’Église, qu’ils la touchent vraiment.

http://www.la-croix.com/article/index.jsp?docId=2394505&rubId=55352
German Kardinal Vlk: "Katholiken erhoffen sich Stärkung durch Papstbesuch"
Sept 28, 2009
Entwicklung eines lebendigen Laienapostolats primäre Aufgabe für die katholische Kirche in der Tschechischen Republik

Prag, 21.09.2009 (KAP) "Die Katholiken in der Tschechischen Republik erhoffen sich durch den Papstbesuch eine Stärkung des Glaubens im Land", betonte der tschechische Primas, Kardinal Miloslav Vlk, in einem Interview mit dem slowakischen katholischen TV-Sender "Tele Lux". 40 Jahre der Repression und Verfolgung unter dem Kommunismus hätten besonders die Entwicklung eines lebendigen Laienapostolats behindert, so Kardinal Vlk. Es sei deshalb notwendig, diese Aktivität anzukurbeln und die Laienchristen an der Seelsorgearbeit zu beteiligen.

In einem Interview mit der "Passauer Neuen Presse" sagte der Erzbischof von Prag, dass die Kirche in der Tschechischen Republik auf den Freiraum, den sie nach der "Wende" erlangte, nicht genügend vorbereitet war. Der Kommunismus habe sie sehr in Schach gehalten: "Das kirchliche Leben konzentrierte sich strikt auf die Kirchen und Sakristeien, Priester und Laien durften nicht zusammenarbeiten. Dieses Erbe heißt es zu überwinden. Laien müssen aktiv werden, und Priester müssen sich klar darüber sein, dass predigen nicht ausreicht. Es ist notwendig, das Evangelium zu leben und Zeugnis abzulegen. Eine säkularisierte Gesellschaft will sehen, nicht hören".

Der tschechische Primas verwies darauf, dass die Nachwirkungen der kommunistischen Herrschaft auch im Bereich der Aussöhnung mit den deutschen Nachbarn noch zu spüren seien. Wörtlich sagte Vlk: "Die Bischofskonferenzen wechselten Briefe, in denen um Vergebung für vergangenes Unrecht gebeten und die Hand zur Versöhnung ausgestreckt wurde. Es gab die 'Marienbader Gespräche', wo versucht wurde, Wunden der Vergangenheit aufzuarbeiten. In kirchlichen Kreisen war die Bereitschaft zur Aussöhnung spürbar, und wir hofften, damit ein Zeichen für die Zivilgesellschaft zu setzen. Doch das ist leider nicht gelungen".

Der Kommunismus habe ein Feindbild gebraucht und die Idee des vermeintlichen deutschen Revanchismus genährt, so Vlk. Den Menschen wurde eingeflößt, dass auf der anderen Seite der Grenze Leute leben, die ihre Sicherheit bedrohen, die kommen wollen, um ihnen alles wegzunehmen: "Das blieb haften". Zudem hätten Politiker auf beiden Seiten, aber speziell in der Tschechischen Republik den Nationalismus als Trumpf bei den Wahlen und bei anderen Gelegenheiten benutzt.

Vlk erinnerte zugleich daran, dass die tschechischen Bischöfe nach 1945 die Prager Regierung aufgefordert hatten, bei der Vertreibung der deutschsprachigen Bewohner Böhmens und Mährens nicht das Prinzip der Kollektivschuld anzuwenden und Humanität walten zu lassen. Das gehe aus einem Hirtenbrief und aus einem an die Regierung adressierten Memorandum hervor. Leider sei wenig davon in der Öffentlichkeit bekannt. Kürzlich sei aber auch aus einigen Dokumenten der einstigen Geheimpolizei StB ersichtlich geworden, dass während des "Prager Frühlings" im Jahre 1968 der tschechische Bischof Stepan Trochta und der deutsche Bischof Adolf Kindermann die Möglichkeit eines Versöhnungstreffens deutscher und tschechischer Katholiken in Litomerice (Leitmeritz) besprachen.

In dem Interview dankte Vlk den bayrischen und österreichischen Christen für deren Hilfe bei der Erneuerung von verwahrlosten Kirchen und Friedhöfen im Grenzland. Die Diözesen Passau und Linz hätten bereits in Zeiten des Kommunismus auf diskrete Weise ideell und auch finanziell geholfen. 1990 habe er als Bischof von Budweis (Ceske Budejovice) sofort Kontakt mit den Nachbarbischöfen aufgenommen, erinnerte sich Vlk. Mit den damaligen Bischöfen Franz Eder (Passau) und Maximilian Aichern (Linz) sei er persönlich befreundet.
English The German shepherd bids farewell to a 'wolf in winter'
Sept 25, 2009
Pope Benedict XVI, the first German pontiff since the 16th century (or the 11th, depending on whether you count Adrian VI, born in Utrecht while it was still part of the Holy Roman Empire), has sometimes playfully been dubbed "the German shepherd."

The German shepherd bids farewell to a 'wolf in winter'
National Catholic Reporter, Sep. 25, 2009
By John L Allen Jr

Pope Benedict XVI, the first German pontiff since the 16th century (or the 11th, depending on whether you count Adrian VI, born in Utrecht while it was still part of the Holy Roman Empire), has sometimes playfully been dubbed "the German shepherd." To extend that zoological pun, this weekend in the Czech Republic, the German shepherd will share his stage with a wolf -- albeit a wolf by now in winter.

At 77, and struggling with spotty health, Cardinal Miloslav Vlk of Prague (whose last name in Czech means "wolf") has announced that this will be his last major public event, and that he expects to be replaced by the end of the year. In effect, Benedict's visit is also Vlk's swan song.

One of the most remarkable Catholic prelates of the 20th century, Vlk is that rare figure whose biography seems to perfectly crystallize the larger dramas of his time. He's also perhaps the closest thing to an alter ego of the late Pope John Paul II on the European scene, so a look at Vlk's story may also offer some insight about the state of the church, and John Paul's legacy, in the early 21st century.

A circuitous path

Like John Paul, Vlk's path to ecclesiastical prominence was circuitous, shaped by the vicissitudes of life behind the Iron Curtain. Born in South Bohemia in 1932, Vlk's original dream was not of the priesthood. Unlike the young Karol Wojtyla, however, who aspired to the theatre, Vlk's fantasy was to be an airplane pilot. By the time he got to middle school, a sense of vocation to the priesthood had begun to flower instead.

Following the 1948 Communist takeover of what was then Czechoslovakia, entering the seminary wasn't an option. Vlk therefore worked in a car factory and completed his military service, before earning a Ph.D. in library science and becoming a professional archivist. It wasn't until 1964 that he could begin studies for the priesthood, leading to ordination in 1968 during the short-lived "Prague Spring".

After that brief window of hope was slammed shut by a flotilla of Soviet tanks, Vlk was marked as a potential enemy of the regime. In 1971, he was exiled to a string of remote mountain parishes; by 1978, he was denied permission to act as a priest altogether.

For the next decade, "Citizen Vlk" ministered in an underground catacombs church, while working during the day as a window-washer in downtown Prague. He later said that he was sustained during this period by the spirituality of the Focolare movement, founded by Italian laywoman Chiara Lubich and emphasizing unity across political and religious divisions. Vlk would later become one of Focolare's best friends, chairing its annual meeting of bishops.

His taste of repression inclined Vlk to be skeptical of the Vatican policy of Ostpolitik, or outreach to the Soviets, under Pope Paul VI and his Secretary of State, Cardinal Agostino Casaroli. Papal biographer George Weigel, however, said that Vlk's critique was always "more thoughtful than you'd get from a true wild man of the resistance church." If nuanced, Vlk's anti-Communism was no less steadfast; as recently as 2006, he suggested that Communist parties perhaps ought to be banned in the same way that being a Nazi is against Czech law.

While he wasn't a protagonist of the 1989 "Velvet Revolution," which swept the Communists from power, Vlk was sympathetic to its aims. He would later carve out a warm relationship with dissident intellectual Vaclav Havel, an avowed agnostic who became the last president of Czechoslovakia and the first president of the Czech Republic. (Despite his agnosticism, Havel also has some common ground with Pope Benedict XVI. The pope's motto is "co-workers of the truth," while Havel described his political philosophy, shaped in the context of an Orwellian regime, as "living in truth.")

After the fall of the Berlin Wall, Vlk's upward movement was swift. John Paul II named him the Bishop of Ceské Budĕjovice in Budweis in 1990 (so yes, Vlk was briefly a "Budweiser"), and then in 1991 tapped him as the archbishop of Prague. Vlk became a cardinal in 1994, by which time he was already a heavyweight in the global church. Elected president of the Council of European Bishops' Conferences in 1993, he would hold that post for almost eight years, succeeding the legendary Cardinal Carlo Maria Martini of Milan.

For the next decade, Vlk was widely tipped as a possible successor to John Paul II. In the end, however, his role in the conclave of April 2005 that elected Pope Benedict XVI was mostly as a footnote: he was the lone cardinal-elector whose last name didn't contain a single vowel.

Two streams of criticism

In another parallel to John Paul II, Vlk rocketed to international influence and celebrity status while never being quite able to shake two persistent streams of criticism: Catholic traditionalists, who see him as a liberal modernizer, in his case literally a wolf in shepherd's clothing; and liberals of both the Catholic and secular variety, at least some of whom who regard Vlk as a conservative stick-in-the-mud.

Perhaps fueled by his formation with Focolare, unity has been a central passion of Vlk's career. His episcopal motto is Jesus' prayer from the Gospel of John, "That they may all be one."

Vlk took a lead role in promoting reconciliation between Czechs and Germans, no small challenge given that, in some ways, Czech nationalism has been defined over the centuries in terms of resistance to perceived German (and Austrian) aggression. Czechs and Germans still fall into cycles of mutual recrimination for the German occupation of Czechoslovakia during World War II and the post-war expulsion of more than two million ethnic Germans from the Sudetenland. An estimated 300,000 Germans died in what is today regarded as a classic instance of "ethnic cleansing."

Vlk pioneered an exchange of letters between the Czech and German bishops in the early 1990s, apologizing for past wrongs and offering forgiveness. Vlk styled that exchange as a model for civil society. For his efforts, Vlk was awarded the Grand Cross of Merit by then-German President Roman Herzog in 1999.

In a recent interview, Vlk acknowledged that Czech-German tensions are, despite his best efforts, still very much alive, reflected in speculation in some Czech media that Benedict XVI is coming to their country as "the voice of Sudeten Germans." (To this day, the Germans who were expelled, and their descendants, seek compensation from the Czech government.) In what is arguably a sign of sensitivity, organizers have announced that Benedict XVI will not speak German while in the Czech Republic, but rather English and Italian. (For the record, Vlk says that's because English is more familiar to young Czechs, and Italian is "closer to the liturgy.")

Vlk has also been an ardent champion of Christian unity. His breakthrough success on that front came in 1999, when Vlk was instrumental in crafting an apology by John Paul II for the "cruel death" of the famed medieval Czech reformer Jan Hus. Burned at the stake as a heretic in 1415 during the Council of Constance, Hus is considered a forerunner of the Protestant Reformation as well as a father of the Czech nation. In his 1999 speech, John Paul expressed "deep sorrow" for Hus' death and praised his "moral courage."

That act, which built upon consistent statements and gestures from Vlk, was widely praised for ushering in a new ecumenical climate, not just in the Czech Republic but across Eastern and Central Europe.

Vlk's interest in unity also naturally led him to broad support for European unification and for the Czech Republic's entry into the European Union, a position which at times put him at odds with conservative leaders. (For some European Catholics, anti-EU activism is a signature issue, analogous to the anti-abortion struggle for Catholics in the United States. In those circles, the EU is seen as a vehicle for imposing secularism. Vlk is not unsympathetic; in a recent interview, he said that the rejection of an EU treaty by Irish voters came because the EU has "dropped its Christian roots." He also warned that the religious tone in Europe will increasingly be set by Muslims unless Christian values are restored.)

Shock therapy

A defining feature of Catholicism in Vlk's part of the world is that the tensions which shaped the church elsewhere after the Second Vatican Council (1962-65), between reformers and traditionalists, were largely frozen in place during the Communist era. As long as Catholics were struggling to keep the church alive vis-à-vis a hostile regime, they simply didn't have time to fight amongst themselves.

After the fall of the Berlin Wall, the church thus experienced its own form of "shock therapy," as developments and fissures that evolved over several decades in the West erupted all at once in the 1990s -- which meant, in practice, that they all happened on Vlk's watch.

In many ways, Vlk came down on the side of the reformers. One small example: Communion in the hand wasn't widely introduced in the Czech Republic until the mid-1990s, and even then a coalition of traditional priests tried to discourage it. Vlk shot them down, saying it had become normal practice elsewhere, and there was no reason why the Czech Republic should stand apart.

Vlk has been a champion of lay activism, again informed by his experience of the Focolare. He's also been an outspoken proponent of the need for the church to come to terms with its own failures. In 2007, when a scandal erupted in Poland based on revelations that some clergy had collaborated with the secret Communist-era police, Vlk condemned the popular conservative radio outlet Radio Maryja for trying to "sweep the whole thing under the carpet." For his part, he's called for the Czech church to be a "house of glass," including cooperating with government inquiries about the role its clergy played under the Soviets.

Vlk has been sharply critical of the rise of far-right and xenophobic sentiment in Central Europe, joining Jewish protests in 2007 when right-wingers planned a march through Prague's Jewish quarter on the anniversary of Kristallnacht. In 2006, Vlk criticized a group of Lefebvrite Catholics who staged a conference in Prague, accusing them of sympathies for "anti-Semitism and neo-Nazism." Local organizers fired back that Vlk showed "ill will to socially ostracize Catholics who point to the negative consequences of liberalization processes in the church."

Vlk's reputation as a "man of the council" was cemented by his role in changing the theological climate at Prague's Charles University. During the 1990s the Catholic theological faculty under Fr. Vaclav Wolf was seen as a bastion of traditionalism. According to local sources, Wolf had discouraged the admission of laity to theology programs, and had insisted upon a largely pre-conciliar curriculum -- a situation which not only produced intra-Catholic division, but also led to threats in 2001 of a loss of accreditation from the state's Education Ministry.

In 2002, Vlk withdrew Wolf's canonical license as a theologian. That led to the appointment of a new Jesuit dean who, as Vlk put it, would preside over "an open faculty which will cooperate with church and civil authorities in the spirit of the Second Vatican Council." (Wolf appealed to Rome, but Vlk's action was upheld.)

Inevitably, however, Vlk didn't move far or fast enough for everyone's taste. In 1999, one of the Czech Republic's best-known progressive priests, Dominican Fr. Odilo Stampach, announced that he was abandoning Roman Catholicism to affiliate with the Old Catholic Church in protest over what he described as harassment about his orthodoxy. (Stampach taught at Charles University, where he repeatedly clashed with Wolf. Stampach has also been perhaps the most flamboyant voice calling upon the church to come clean about its role during the Soviet era, including the alleged collaboration of priests with the secret police.)

Early success, later frustration

Again to some extent like John Paul II, many of Vlk's defining successes came early, while his later years have been more ambivalent, marked as much by frustration as triumph.

Most notably, Vlk has fought a decade-long, and still unsuccessful, battle to work out a new legal framework for the Catholic church in the Czech Republic, which would include resolution of some $6 billion in church property confiscated under the Communists and never returned. That includes almost a million acres of forest which formed the church's traditional economic base. In 2004, Vlk agreed to waive restitution of much of that property in exchange for financial compensation, and at one stage a deal seemed within reach that would have paid the church roughly $4.8 billion over sixty years (with interest, the final total would have been close to $15 billion).

That plan fell apart in parliament due to opposition from leftist forces -- including, naturally, the Communists. It was merely the latest setback for Vlk, who seemed initially optimistic about a new climate for the church post-1989, but who has since grown increasingly bitter.

More than once, Vlk has suggested that Czech politicians actually prefer the status quo, since in the absence of compensation or restitution of its property, the church remains financially dependent upon the state. Priests' salaries in the Czech Republic, for example, are paid by the government. A serious compensation package, Vlk has hinted, would give the church an independence which some politicians fear.

(By the way, that suspicion is not simply paranoia. When the Communists began paying priests' salaries in 1949, it was with the explicit aim of making them more compliant. One consequence of the proposed compensation deal is that salary subsidies would be gradually phased out.)

To date, the Czech parliament has also not ratified a new concordat, or basic treaty, with the Vatican, making it the lone Central European state to fail to do so. Things became so testy that in 2005, when John Paul II died, Vlk spurned suggestions that he call for a national day of mourning. "If this government wants to make a gesture," he snapped, "let it approve the Czech-Vatican treaty."

In 2006, the Czech government claimed the power to approve, or to reject, the opening of church facilities such as parishes and charities, a move Vlk strenuously opposed. One year later, Vlk publicly defined church-state relations in the Czech Republic as the worst of all Central European post-communist societies.

At a deeper level, Vlk shared John Paul's dream that the newly liberated nations of the Soviet sphere, where Catholics paid in blood to keep the faith alive, would awaken the West from its spiritual torpor, and he has also shared John Paul's disappointment that this dream has gone largely unrealized.

"We discovered that God was near when the rest of the world had forgotten us," Vlk said a decade ago. "Today, people are searching for religion the world over … not just religious theories, but the true living God. That's where our experiences may prove helpful in a Western context."

Instead, both John Paul and Vlk watched as the missionary tide in Europe flowed mostly in the opposite direction: the East assimilated Western values, lifestyles and patterns of consumption, without shipping much spiritual energy in the other direction (except, perhaps, for the growing number of Polish priests serving abroad.)

Truth to be told, the Czech Republic probably wasn't ever destined to become a spiritual exporter. According to Austrian sociologist Fr. Paul Zulehner, the Czech Republic and the former East Germany are the only two zones of the erstwhile Soviet sphere where state-sponsored atheism was an unqualified success. Today, some 60 percent of Czechs say they have no religious affiliation, and while a third of the population is nominally Catholic, levels of Mass attendance and other indicators of religious vitality are notoriously low. For the last several years, more priests have died in Prague each year than were ordained.

Meanwhile, Czech society is rapidly embracing a Dutch-style ethos of tolerance. A domestic partnership law for gay couples was adopted in 2006, legal abortion is inexpensive and widely accepted, and polls show growing support for the legalization of euthanasia. Echoing John Paul once more, Vlk has warned Czechs about divorcing freedom from truth -- becoming intoxicated with liberty, but failing to ask what ultimate ends that liberty ought to serve.

"All kinds of things have been transformed," Vlk rued not long ago, "but no one bothered about the transformation of hearts."

Faced with these disappointments, local observers say that Vlk has become a bit more withdrawn, especially in the face of health difficulties. (Vlk took an extended convalescence in 2008 due to heart problems, which he said were compounded by exhaustion.)

At least in terms of Vlk's public image, the populist prelate who once merrily revealed that as a young man, "various girls swirled around me, and one fell in love with me," has to some extent receded. Czech journalist Petr Tresnak lamented in 2007 that Vlk has become a "crashing bore," and that in Vlk's twilight, the Czech church "shows zero internal life, movement or creativity."

Not quite done

As the clock winds down on Vlk's tenure, speculation inevitably has turned to who might come next as Archbishop of Prague. Local media have pointed to three names: Bishop Dominik Duka of Hradec Králové, a Dominican who spent time in Czech jails with Vaclav Havel during the Communist era; Archbishop Jan Graubner of Olomouc, widely seen as the leader of the local church's conservative wing; and Norbertine Abbot Michael Josef Pojezdný of Prague's Strahov Monastery.

While there's certainly something to be said for each, most observers concede that none is likely to capture the same international spotlight as Vlk.

That's not to suggest, however, that the "wolf in winter" is quite done yet. Vlk seems eager to use this weekend's visit of a German pope to deepen healing between Czechs and Germans. With typical candor, Vlk recently said that neither society has done enough to promote reconciliation, because nationalist resentments remain too valuable a "trump card" for politicians.

Vlk is also hardly sitting out the current political crisis in the Czech Republic, which has seen a deal to allow new elections to replace an unpopular interim government fall apart at the last minute. This week, Vlk published a column urging Czech voters to scrutinize the moral character of political candidates, looking past their "often nonsensical and naive promises for which there is no ground."

The current crisis, Vlk opined, is a logical consequence of the entire course of post-1989 development, which prioritized economic development over moral renewal.

Whatever balance sheet historians eventually draw, Vlk will inevitably loom as one of the great Catholic personalities of his time. If his batting average of success and failure isn't quite as high as that of his mentor, John Paul II, it's worth recalling that John Paul got to take his swings all over the world, while Vlk was fated to play in what is, by Catholic standards, definitely not a hitter's park -- the thoroughly secularized Czech Republic, where atheism, for all intents and purposes, is the state church.

One suspects that most Czechs, whatever their theological or ideological inclinations, will be cheering for Vlk's informal exit this weekend to go well. Certainly few figures in recent Catholic memory have done more to earn a rousing sendoff.

[Editor's Note: Pope Benedict XVI is visiting the Czech Republic Sept. 26-28, traveling to Prague, Brno, and Stará Boleslav. It's the pope's first visit to the country and his second to a former Soviet satellite state, after Poland in 2006. NCR senior correspondent John Allen will be in the Czech Republic covering the trip. Watch the NCR Today [2] group blog pages through the weekend for more of Allen's reports.]

John L. Allen Jr. is NCR senior correspondent. His e-mail is jallen@ncronline.org [3]
German „Aussöhnung ist noch nicht gelungen“
Sept 20, 2009
Vor Papstbesuch in Tschechien: Prags Kardinal Miloslav Vlk bedauert die nicht überwundenen Vorbehalte gegenüber Deutschen

Prag/Passau. Im Interview mit der Passauer Neuen Presse erläutert Kardinal Miloslav Vlk (77), wie sehr der Kommunismus die Kirche daran hinderte, den Gedanken der Aussöhnung nach der Wende auch der Zivilgesellschaft nahe zu bringen.

 Vor 20 Jahren, 1989, fiel der Eiserne Vorhang. Das bedeutete auch für die Beziehungen der katholischen Kirche in Tschechien und Bayern zahlreiche neue Kontaktmöglichkeiten. Vor allem die ostbayerischen Bistümer waren hier involviert. Wie haben Sie diese neue Nähe damals erlebt?

Vlk: Sehr konkret. Kontakte knüpften wir gleich 1990, als ich noch Bischof in Budweis war, denn bereits in Zeiten des Kommunismus halfen uns die Passauer und Linzer Diözese ideell und auch finanziell. Mit dem damaligen Passauer Bischof Eder und dem Linzer Bischof Aichern war ich persönlich befreundet. Beide nahmen an meiner Bischofsweihe teil.

 Wie waren die offiziellen Schritte der Kirchen nach der Wende?

Vlk: Die Bischofskonferenzen wechselten Briefe, in denen sie die Gegenseite um Verzeihung für vergangenes Unrecht baten und die Hand zur Versöhnung ausstreckten. Es gab die „Marienbader Gespräche“, wo versucht wurde, Wunden der Vergangenheit aufzuarbeiten. In kirchlichen Kreisen war die Bereitschaft zur Aussöhnung spürbar, und wir hofften, damit ein Zeichen für die Zivilgesellschaft zu setzen. Doch das ist leider nicht gelungen.

 Warum nicht?

Vlk: Der Kommunismus brauchte ein Feindbild und nährte die Idee des vermeintlichen deutschen Revanchismus. Den Menschen wurde eingeflößt, dass auf der anderen Seite der Grenze Leute leben, die ihre Sicherheit bedrohen, die kommen wollen, um ihnen alles wegzunehmen. Das blieb haften. Als der damalige Bundeskanzler Kohl Anfang der 90er Jahre auf die Prager Burg ging, um Vaclav Havel zu besuchen, waren hier viele gegen diese Versöhnungsgeste. Der Kommunismus bearbeitete die Mentalität der Menschen, vernichtete systematisch ihren Sinn dafür, was Recht ist, und prägte ihnen die Feindschaft gegenüber den Deutschen ein. Das muss man aufarbeiten und heilen.

 Wie war eigentlich nach dem Zweiten Weltkrieg die Einstellung der tschechischen Bischöfe zur Vertreibung?

Vlk: Unsere Bischöfe riefen damals die tschechoslowakische Regierung auf, bei der Vertreibung nicht das Prinzip der Kollektivschuld anzuwenden und Humanität walten zu lassen. Das beinhaltet ein Hirtenbrief aus der damaligen Zeit und auch ein an die Regierung adressiertes Memorandum. Leider weiß man nur wenig dazu, weil es nicht öffentlich gemacht wird. Was aber noch bekannt ist, wie erst kürzlich aus einigen Dokumenten der kommunistischen Geheimpolizei ersichtlich wurde, besprachen im Jahre 1968 der damalige tschechische Bischof Stepan Trochta und der deutsche Bischof Adolf Kindermann die Möglichkeit, ein Versöhnungstreffen deutscher und tschechischer Katholiken in Litomerice (Leitmeritz) zu veranstalten.

 Warum meinen Sie, dass nach der Wende die Versöhnungsgesten der katholischen Kirche in der breiteren Gesellschaft nicht Schule machten?

Vlk: Politiker auf beiden Seiten, aber speziell hier bei uns in Tschechien, haben es nicht als Schlüsselmoment begriffen. Im Gegenteil: Sie haben den Nationalismus als Trumpf bei den Wahlen und anderen Gelegenheiten benutzt.

 Bedeuteten die Kontakte mit den Katholiken in Bayern auch eine Starthilfe für die Kirche im nachkommunistischen Tschechien?

Vlk: Bayerische, aber auch österreichische Christen halfen bei der Erneuerung von verwahrlosten Kirchen und Friedhöfen im Grenzland, wo auch einige ihrer Vorfahren liegen. Diese Zusammenarbeit gedeiht bis heute. Ihre eigentlichen Probleme aber muss die tschechische Kirche allein bewältigen.

 Welche Probleme sind das?

Vlk:Unsere Kirche war auf den Freiraum, den sie nach der Wende erlangte, nicht genug vorbereitet. Der Kommunismus hielt sie sehr in Schach. Das Kirchenleben konzentrierte sich strikt auf die Kirchen und Sakristeien, Priester und Laien durften nicht zusammenarbeiten. Dieses Erbe heißt es zu überwinden. Laien müssen aktiv werden, und Priester müssen sich klar darüber sein, dass predigen nicht ausreicht. Es ist notwendig, das Evangelium zu leben, die Erfahrung zu machen und Zeugnis abzulegen. Eine säkularisierte Gesellschaft will sehen, nicht hören. Erschwerend kommt hinzu, dass hier von der Politik immer wieder nur die Transformation der Wirtschaft betont wird. Eine Transformation des Herzens dagegen, die Wertegrundlagen schaffen würde, wird vernachlässigt.

 Gelingt es der Kirche, hier eine Änderung zu bewirken?

Vlk: Sehr langsam, aber es geht voran. Das zeigt sich vor allem bei sehr erfreulichen Ergebnissen der Caritas.

 Sie selbst müssen eigentlich wissen, was „gelebtes Evangelium“ bedeutet, da Sie vor der Wende jahrelang ihren Priesterberuf nicht ausüben durften und sich als Fensterputzer durchschlagen mussten.

Vlk: Selbstverständlich. Alle Möglichkeiten meiner priesterlichen Tätigkeit in der Öffentlichkeit wurden mir damals genommen. Dafür hatte ich die Möglichkeit, sie innerlich auszuüben, und das bedeutete mir viel.

 Pflegen Sie noch Kontakte aus dieser alten Zeit?

Vlk: Ja, natürlich. Auch aus diesem Grund freue ich mich schon, dass ich dafür mehr Zeit haben werde, wenn ich in Rente bin. Einige meiner damaligen Freunde nehmen mir vielleicht schon übel, dass ich sie vergessen hätte. Aber es ist nicht einfach: Ein hohes Amt setzt einem Grenzen.

 Der Papst besucht Ende September Tschechien. Er stammt aus Bayern und ist damit ein unmittelbarer Nachbar. Spielt das eine Rolle in der öffentlichen Diskussion?

Vlk: Bayern ist uns nahe, nicht nur geographisch, sondern, ich glaube, auch was die Mentalität betrifft. Viele Vertriebene siedelten sich nach dem Krieg in Bayern an. Dennoch glaube ich nicht, dass es bei dem Papstbesuch eine bedeutende Rolle spielen kann.

 Wie aus Tschechien zu hören ist, verdächtigen manche Kreise den Papst, ein Sprachrohr der Sudetendeutschen zu sein. Wie begegnen Sie solchen Vorwürfen?

Vlk: Sehr einfach. Mit der Gegenfrage, ob es dafür irgendwelche Beweise gibt. Mit Verdachtsmomenten auf realer Ebene zu argumentieren, wäre unseriös.

 Es gab in Tschechien eine Diskussion, ob der Papst in seinen Ansprachen nicht lieber deutsch statt englisch oder italienisch sprechen sollte. Er hat sich für Letzteres entschieden. Auch aus Rücksicht auf die Wunden der Vergangenheit?

Vlk: Das ist ein von den Medien verbreitetes Gerücht, weiter nichts. Wir in der Kirche betonten gleich, dass die jüngere Generation heutzutage vor allem auf Englisch anzusprechen ist. Italienisch ist wiederum der Liturgie nahe. Danach werden die Sprachen ausgewählt, die der Papst bei den Veranstaltungen in Tschechien benutzen wird.

http://www.pnp.de/nachrichten/artikel.php?cid=29-25439038&Ressort=bay&Map=&BNR=0
German Priesterliche Berufung ist "ein Geheimnis zwischen Gott und Mensch"
Jul 14, 2009
Kardinal Vlk zelebrierte Festgottesdienst zum Abschluss der Eisenstädter Pastoraltagung im Zeichen des goldenen Priesterjubiläums von Bischof Iby

Eisenstadt, 09.07.2009 (KAP) Mit einer Reflexion über die tiefen spirituellen Quellen der priesterlichen Berufung und des priesterlichen Lebens hat der Prager Erzbischof, Kardinal Miloslav Vlk, den Eisenstädter Diözesanbischof Paul Iby gewürdigt. Kardinal Vlk leitete den Festgottesdienst aus Anlass des goldenen Priesterjubiläums von Bischof Iby am Dienstag im Eisenstädter Dom. Jede priesterliche Berufung und jedes priesterliche Leben müsse auch heute noch als "ein großes Geheimnis zwischen Gott und dem Menschen" begriffen werden, so Vlk. Gerade in Zeiten persönlicher Krisen und Anfechtungen sei es wichtig, sich dieses Charakters der Berufung immer wieder neu bewusst zu werden, betonte der Kardinal im Blick auf das derzeitige "Jahr des Priesters".

Im Mittelpunkt des priesterlichen Lebens müsse auf der einen Seite die Eucharistiefeier, auf der anderen Seite das konkrete Engagement für die Menschen stehen, mahnte Vlk. In beiden Fällen müsse der Priester das Wirken Jesu Christi vergegenwärtigen. "Theoretisch ist uns diese Gegenwart klar, aber in unserem alltäglichen Leben scheint sie mir nicht immer konkret genug gelebt zu werden".

Der Festgottesdienst bildete zugleich den Höhepunkt der burgenländischen Pastoraltagung, die am 6./7. Juli im Eisenstädter "Haus der Begegnung" stattfand. Die Tagung befasste sich mit dem Thema "Priester im Spannungsfeld der Zeit". Festredner war Kurienkardinal Walter Kasper. In seinem Vortrag verwies Kasper auf die bleibende Relevanz des Priestertums in der heutigen Zeit. Gerade in einer Zeit der Orientierungslosigkeit und der Sinnsuche sei das Priesteramt "ein für die Menschen notwendiger und notwendender Dienst", so Kasper.

Als weiterer Redner sprach der Wiener Pastoraltheologe em.Prof. Paul M. Zulehner über die Notwendigkeit einer "pastoralen Grundspannung" zwischen Evangelium und Kultur. Der Spagat, in dem sich der Priester entsprechend heute befinde, bestehe darin, "gleichermaßen Gott und den Menschen nahe zu sein". Darin bestehe "das Kreuz der Priester", dem sie mit Spiritualität und Liebe zu den Menschen begegnen sollten.
German Tschechische Republik: „Kommunisten kann man nicht wählen“
Jun 22, 2009

Der Erzbischof von Prag, Kardinal Miloslav Vlk, hat sich einige Stunden vor dem Beginn der Europawahlen in seinem Land (5. und 6. Juni) unerwartet in den Wahlkampf eingeschaltet. Auf seiner Website rief er die Öffentlichkeit auf, jene Parteien bzw. Politiker nicht zu wählen, die sich am Sturz der Regierung des konservativen Premiers Mirek Topolanek im März beteiligt haben. Der Aufruf des Kardinals ist vor allem gegen die Sozialdemokraten (CSSD), die Kommunisten (KSCM). Vlk schrieb, in der jüngsten Zeit habe sich eine ganze Reihe von Parteien und Politikern beim Sturz der Regierung „völlig unverantwortlich“ verhalten. „Solche Politiker kann man nicht ins Europaparlament wählen“, betonte der Kardinal. Er selbst würde seine Stimme jener Partei geben, die für die christlichen Werte kämpfe, so Vlk. CSSD-Chef Jiri Paroubek kritisierte den Kardinal scharf. In einer Reaktion betonte Paroubek, er halte den Einstieg Vlks in den Wahlkampf für „unglücklich, beispiellos in der Geschichte der Tschechischen Republik und nicht vereinbar mit der Mission der Kirchen“. Auch die KSCM verurteilte die Erklärung des Kardinals.

www.oecumene.radiovaticana.org
French Le cardinal et archevêque de Prague prend sa retraite cette année
Apr 17, 2009

Le cardinal et archevêque de Prague, Miloslav Vlk, a annoncé qu’il prendrait sa retraite cette année, mais pas avant la visite du pape Benoît XVI en Tchéquie, prévue pour la fin du mois de septembre. Comment se présente la procédure de succession et qui pourrait continuer sa mission ?
Le cardinal Miloslav Vlk a fait cette annonce aux journalistes après le service du Chemin de Croix, vendredi dernier. Il avait déjà présenté sa résignation, en 2007, mais le pape l’avait refusée et avait prolongé son mandat de deux ans. Le cardinal, qui fêtera ses 77 ans le 17 mai, a déclaré, nous citons : « J’attends et je pense que c’est réaliste, il m’a d’ailleurs été confirmé que mon mandat se terminera cette année. Je ne pense pas que cela adviendra avant la visite du pape, mais je pense qu’après ma demande sera entendue et que je pourrais prendre une retraite bien méritée. »
Les milieux bien informés affirment que la procédure de la succession à Miloslav Vlk a déjà commencé. Il s’agit de ce qu’on appelle la « terna », un dossier établi par le nonce apostolique sur la base d’une liste de trois noms de prêtres qui pourraient prétendre à la fonction d’archevêque. Cette liste est envoyée par les évêques, des prêtres choisis et des laïcs dont les noms sont tenus secrets. Qu’en est-il de la succession de Miloslav Vlk ? Réponse à cette question par le porte-parole de l’archevêché de Prague, Aleš Pištora :
« Tout ce qui touche les trois successeurs possibles de Monseigneur le cardinal est gardé dans le plus grand secret. La conférence épiscopale est la seule à être informée, et c’est elle qui a remis cette terna au nonce apostolique. Celui-ci la remettra ensuite, accompagnée de ses commentaires, au pape. »
D’après le cardinal Miloslav Vlk, la nomination du nouvel archevêque de Prague pourrait avoir lieu en octobre ou novembre prochain. Le pape peut suivre les recommandations du nonce apostolique et choisir l’archevêque parmi les trois prêtres proposés dans la terna, mais il peut aussi nommer un tout autre prêtre. Qui sera le successeur du cardinal Vlk, très actif dans le dossier des rapports entre l’Etat et l’Eglise, des biens de celle-ci, surtout à propos de la cathédrale Saint-Guy de Prague ? On parle beaucoup de l’archevêque d’Olomouc, Jan Graubner, très proche dans ses idées et ses opinions du pape Benoît XVI. Les noms d’autres prêtres sont aussi évoqués, dont le plus connu est certainement celui de l’évêque pragois Václav Malý, qui s’est fait remarquer pendant et après la Révolution de velours de 1989. Pourtant, il nous faudra vraiment attendre la décision du Saint-siège, car toutes les questions qui touchent la nomination de ses fonctionnaires sont l’objet du secret et sa violation est sanctionnée par de lourdes punitions.

www.radio.cz
German Kirche in Zeiten des Kommunismus
Apr 13, 2009
Jahrestagung der Gesellschaft Katholischer Publizisten

FREISING, 4. April 2009 (ZENIT.org).- Auf der diesjährigen Jahrestagung der Gesellschaft Katholischer Publizisten am 3. April in Freising berichtete der Erzbischof von Prag und Primas von Böhmen, Kardinal Miloslav Vlk, den rund 100 Teilnehmern von seinen Erfahrungen hinter dem Eisernen Vorhang und von der Zeit während und nach der Wende.

Schon als Kind wollte der 1937 geborene Vlk Priester werden, doch nach dem Abitur 1952 in Budweis hatten die tschechischen Bischöfe aufgrund der Ereignisse von 1948 mit Ausnahme des Seminars in Prag alle Priesterausbildungsstätten geschlossen. Sie sollten nach der, wie sie dachten, kurzen Episode des Kommunismus wiedereröffnet werden. So war es dem Abiturienten verwehrt, Katholische Theologie zu studieren, um Priester zu werden. Vlk musste sich seinen Lebensunterhalt als Monteur in einer Autofabrik verdienen. Nach dem Militärdienst nahm er, um „geistig beweglich zu bleiben", das Studium der Archivkunde an der Prager Karls-Universität auf.

1960 schloss er sein Studium mit der Promotion ab und arbeitete anschließend vier Jahre lang als Archivar an verschiedenen Archiven in Südböhmen. Seine Arbeit wurde sehr geschätzt, so dass seine Vorgesetzten meinten, sie müssten den „Genossen Vilk nur noch verheiraten“. Es sollte aber anders kommen: 1964 wurde der 27-jähringe Doktor der Archivwissenschaften Priesteramtskandidat und nahm an der Theologischen Hochschule in Leitmeritz das Theologiestudium auf. Mitten im „Prager Frühling" wurde er 1968 zum Priester geweiht. Seine erfolgreiche seelsorgliche Tätigkeit war den staatlichen Behörden zu politisch, so dass sie ihm diese von 1978 bis 1989 untersagten. Vlk ging wie viele seiner Amtsbrüder in den Untergrund und verdiente seinen Lebensunterhalt von 1978 an zunächst acht Jahre als Fensterputzer in Prag und dann als Archivar bei einer Bank.

Nach dem Fall des Eisernen Vorhangs wurde er am 14. Januar 1990 Bischof des Bistums Budweis. Papst Johannes Paul II . ernannte ihn nach dem Tod des Prager Erzbischofs František Tomášek am 1991 zu dessen Nachfolger. Im gleichen Jahr wählte ihn die Tschechische Bischofskonferenz zu ihrem Vorsitzenden. 1994 wurde er zum Kardinal kreiert. Als er im Jahr 2007 75 Jahre alt wurde und somit die Zeit für den alterbedingten Ruhestand gekommen war, bat Papst Benedikt XVI. ihn, noch zwei weitere Jahre lang im Amt zu bleiben.

Kardinal Vlk beschrieb die Kirche vor der Wende als Hort der intellektuellen Auseinandersetzung. Dankbar sei er Deutschland und namentlich dem Benno-Verlag in Leipzig dafür, mit theologischer Literatur versorgt worden zu sein.

Wie der Kardinal erklärte, sei das ursprüngliche Ansinnen des kommunistischen Staates, die Kirche in den Untergrund zu drängen, zugunsten der Strategie aufgegeben worden, mit der Kirche „zusammenzuarbeiten". Dies sei die Geburtsstunde der Friedenspriester und der vom Staat eingesetzten Bischöfe gewesen.

Gegenwärtig erlebe die Kirche von Tschechien, dass die alten kommunistischen Kräfte noch sehr aktiv seien. So habe der Kampf der Kirche um Restitution des enteigneten Kircheneigentums bis heute keine Früchte getragen. Der Kirchenbesitz belaufe sich auf einen Wert von rund 86 Milliarden Euro. Der Vorschlag, die Immobilien dem Staat zu überlassen und eine gewisse Entschädigungszahlung zu verlangen, sei erst letztens wieder zurückgewiesen worden. Unter dem Vorsitz eines kommunistischen Richters sei vor kurzen vom obersten Gericht festgelegt worden, dass die Regierung den Veiths-Dom verstaatliche müsse – aber ohne Zahlung einer Entschädigung.

Um ein Schlaglicht auf die Werteordnung in der tschechischen Gesellschaft zu werfen, berichtete der Prager Erzbischof anschließend vom Verhalten der Parlamentsabgeordneten, das ihn veranlasst habe, auf seiner Homepage die Forderung zu veröffentlichen, man solle doch die Fernsehübertragungen aus dem Parlament einstellen, da den jungen Menschen ein schlechtes Beispiel gegeben würde.

Angesprochen auf den Umgang mit den Priestern, die als Spitzel tätig waren, erklärte Kardinal Vlk, dass nach der Wende rund zehn Prozent seinem Aufruf gefolgt seien, um mit ihm über die Zusammenarbeit mit den Kommunisten zu sprechen.

Er schilderte ein bewegendes Beispiel, das zeigte, wie stark der Druck war, mit dem einzelne Priester zur Zusammenarbeit gezwungen worden waren. Man solle, so schloss der Kardinal, aber auch nicht vergessen, dass viele Priester in der Verfolgung standhaft geblieben waren.

Mit Blick auf die Herausforderungen der Gegenwart und Zukunft steht das Erzbistum Prag gerade vor einer diözesanen Synode, auf der die Fragen der Verkündigung und des kirchlichen Lebens reflektiert werden sollen. Kardinal Vlk setzt darauf, dass sich im Dialog mit der Basis seines Bistums Wege öffnen werden, um auf die aktuellen Erfordernisse besser zu antworten. Dass dieser Weg der richtige sei, beweise unter anderem die steigende Zahl der Taufbewerber, fügte er hinzu.

Auch wenn die kirchliche Stimme in den Medien noch wenig präsent sei, nehme er immerhin mit Interesse wahr, dass in manchen Medien zumindest kritische Stimmen vor allem der jungen Generation zu kirchlichen Fragen veröffentlicht würden.

So mancher der anwesenden Publizisten staunte, als der Gast aus Prag schilderte, dass er solche kritischen Beitrage sorgfältig sammle und sie zusammen mit seiner Antwort auf seiner persönlichen Homepage zu veröffentlichen.

Angesichts eines solchen Engagements kann man kaum glauben, dass sich der 77-Jährige bald einen Nachfolger auf dem Bischofssitz des heiligen Veith wünscht, der kräftiger sei als er und die Auseinandersetzungen vor allem mit dem Staat weiterführen könne. Sollte es so kommen, so darf man sicher sein, dass sich Kardinal Vlk wie damals im Untergrund auch im Ruhestand nicht davon abbringen lassen wird, ein Zeitgenosse Gottes zu sein.

Von Angela Reddemann
German Versöhnungsmedaille für Miloslav Kardinal Vlk
Mar 25, 2009
Landkreis (dz) - Goldrichtig lag offenbar die Europäische St.-Ulrichs-Stiftung mit ihren bisherigen Entscheidungen bei der Auswahl der Preisträger für den Europäischen St.-Ulrichs-Preis. Nach der Verleihung des Preises im Jahre 2003 an den Gründer der Gemeinschaft Sant’Egidio, Professor Andrea Riccardi, der in der Folge den Aachener Karlspreis erhalten hat, ist nun einem weiteren Preisträger der Europäischen St.-Ulrichs-Stiftung eine hohe Ehrung zu teil geworden. Vor wenigen Tagen wurde der Prager Erzbischof, Miloslav Kardinal Vlk, mit der erstmaligen Verleihung der Versöhnungsmedaille der tschechischen „Ackermann-Gemeinde“ (siehe Info-Kasten) geehrt.

m September 2007 hatte der Stiftungsvorsitzende, Landrat Leo Schrell, an den Prager Kardinal den Europäischen St.-Ulrichs-Preis verliehen und dabei dessen Verdienste als Brückenbauer zwischen den politischen, religiösen und sozialen Gruppierungen in der ehemaligen Tschechoslowakei im Sinne einer christlichen Versöhnung und Vergebung herausgestellt.

Für die Heilung von Unrecht eingesetzt

Ebenso würdigte die „Ackermann-Gemeinde“ jetzt den langjährigen und beispielhaften Einsatz von Miloslav Vlk für Verständigung und Aussöhnung zwischen Sudetendeutschen und Tschechen. „Kardinal Vlk hat sich auf beispielhafte Weise eingesetzt für die Bewältigung und Heilung von Unrecht und Leid in der Vergangenheit, für den Aufbau und die Ausgestaltung einer guten Nachbarschaft besonders zwischen Deutschen und Tschechen und für eine Zusammenarbeit aller versöhnungsbereiten und friedensstiftenden Kräfte im Sinne einer Erneuerung und Weiterentwicklung Europas“, heißt es in der Laudatio der tschechischen „Ackermann-Gemeinde“.
English Cardinal Vlk joins criticism of Pope over Holocaust denier
Feb 12, 2009

Prague, Feb 7 (CTK) - Czech Cardinal Miloslav Vlk has joined the critics of Pope Benedict XVI's decision to lift the excommunication of a Holocaust denier, British bishop Richard Williamson, Vlk has written on his website, daily Lidove noviny (LN) reported Saturday.

Prague Archbishop Vlk, primate of the Czech Catholic Church, wrote that Vatican had made an impression of having played down the step.

Vlk recalled that at the beginning he defended the Pope's "gesture of mercy" lifting the excommunication of four schismatic bishops, and tried to stand up against the wave of criticism it had stirred up.

Cardinal Walter Kasper, who is responsible for relations between the Vatican and the Jews, admitted that the Pope had not consulted his step with him, Vlk wrote.

"No one has apparently taken bishop Williamson's opinions into considerations during this act," Vlk added.

"As a Catholic bishop I definitely condemn any anti-Semitism as it is incongruous with the Catholic Church's doctrine," Vlk wrote.

LN writes that Czech theologist Odilo Stampach is of the view that the stance of Vlk and other church dignitaries is very surprising as the Roman Catholic Church is traditionally considered a strictly hierarchical structure with the Pope on the top having everything in control.

Stampach said the resistence towards the Vatican was a positive signal, proving that the church is opposing the "retreat from the reform course," Lidove noviny writes .

The Vatican decided to lift the 20-year-long excommunications of four traditionalist bishops on January 14. The most controversial of them is Williamson who in an interview denied the existence of gas chambers and the extent of the Holocaust. This is why his rehabilitation leashed stormy criticism.

The Pope condemned Williamson's words and expressed solidarity with the Jews at a general audience on January 28.
German Prag: Kardinal Vlk betet für schwer kranken Altpräsidenten Havel
Jan 18, 2009

Prag, 16.1.09 (KAP) Der tschechische Primas und Erzbischof von Prag, Kardinal Miloslav Vlk, hat dem schwer erkrankten früheren Staatspräsidenten Vaclav Havel brieflich seine Genesungswünsche übermittelt und ihn seiner Gebete versichert. Da Havel derzeit eine Beatmungsmaske trägt, werde seine Frau Dagmar Havlova den Wortlaut des Briefes des Kardinals dem früheren Staatsoperhaupt "verdolmetschen", so die Pressestelle der Erzdiözese Prag.

Vaclav Havel befindet sich seit Montag in der Klinik von Prag-Motol. Kardinal Vlk hat erst kürzlich in einem Gespräch betont, mit dem früheren Präsidenten verbinde ihn die Tatsache, dass Havel "ein Humanist und für Werte offener Mensch" sei.
German Kardinal Vlk: Auch EU-Fahne hat christliche Wurzeln
Jan 07, 2009
Tschechischer Primas Kardinal Vlk nahm am Fest im Prager Nationaltheater teil, bei dem die EU-Ratspräsidentschaft formal der Tschechischen Republik übergeben wurde.

Prag, 7.1.09 (KAP) Auch die EU-Fahne hat christliche Wurzeln, hat der tschechische Primas, Kardinal Miloslav Vlk, am Mittwoch betont. Vlk nahm am Fest im Prager Nationaltheater teil, bei dem die EU-Ratspräsidentschaft formal der Tschechischen Republik übergeben wurde. An der von namhaften tschechischen Künstlern gestalteten Veranstaltung waren die Spitzen der tschechischen Politik sowie der Europäischen Union mit Kommissionspräsident Jose Manuel Durao Barroso an der Spitze zugegen.

In einer Erklärung wies Kardinal Vlk auf die Symbolik der EU-Fahne mit ihren zwölf goldenen Sternen auf blauem Hintergrund hin, die nach Aussage ihres Schöpfers Arsene Heitz von der "Medaille Miraculeuse" inspiriert ist. Die Medaille ist das Vermächtnis der Marienerscheinungen der Pariser Ordensfrau Catherine Laboure (1806-1876). Catherine Laboure wurde 1947 heilig gesprochen, Johannes Paul II. besuchte 33 Jahre später persönlich die Kapelle in der Pariser Rue du Bac, wo der Ordensfrau die Marienerscheinungen zuteil wurden. Die Wahl dieses Symbols der Europäischen Union sei von der Hohen Behörde der Europäischen Gemeinschaft für Kohle und Stahl (Vorläuferin der EU) am 8. Dezember 1955 - dem Festtag der ohne Erbsünde empfangenen Jungfrau und Gottesmutter Maria - getroffen worden, so Vlk.

Wie die Pressestelle der Erzdiözese Prag ausführte, wird an bedeutenden Festtagen am Prager Erzbischöflichen Palais die Fahne der EU neben jener der Tschechischen Republik gehisst. Staatspräsident Vaclav Klaus hingegen lässt auch im Halbjahr der tschechischen EU-Ratspräsidentschaft auf seinem dem Erzbischöflichen Palais schräg gegenüberliegenden Amtssitz nur die tschechische Präsidentenfahne wehen.
German Kardinal Vlk: Kommunismus war nicht reformierbar
Sept 14, 2008
Das gewaltsame Ende des Prager Frühlings vor 40 Jahren hat nach Überzeugung des Prager Erzbischofs, Kardinal Miloslav Vlk, bewiesen, dass der Kommunismus nicht reformierbar ist.

Prag-Berlin, 8.9.08 (KAP) In seiner Grußbotschaft an eine Gedenktagung der Exil-Sektion des internationalen PEN-Klubs erklärte er, dass das von den Sowjetpanzern niedergemachte Modell eines "Kommunismus mit menschlichem Antlitz" sich nicht habe durchsetzen können. Er selbst habe damals von der "naiven Vorstellung" Abschied nehmen müssen, dass so etwas möglich sei.

Der Kardinal hatte ursprünglich persönlich an der Tagung unter der Schirmherrschaft des neuen sächsischen Ministerpräsidenten Stanislaw Pillich teilnehmen wollen, musste dann aber aus Gesundheitsgründen kurzfristig absagen. Er verwies in seiner Grußbotschaft auf sein persönliches Schicksal in der Zeit der verschärften Unterdrückung von Kirche und Gesellschaft nach Beseitigung der Dubcek-Führung. Vlk durfte sein kirchliches Amt als Sekretär des Bischofs von Budweis nicht ausüben, sondern musste stattdessen seinen Lebensunterhalt als Fensterputzer verdienen.

Der frühere deutsche Innenminister Gerhard Baum sagte, die Rolle von Schriftstellern sei im Kampf gegen Diktaturen und Unrechtssysteme oft entscheidend. An der aus Mitteln des deutsch-tschechischen Zukunftsfonds und der "Alfried Krupp-Stiftung" geförderten Tagung nahmen zeitweise auch Schüler von Dresdener Gymnasien teil.
Italian Nel 68, si è aperta una nuova speranza
Sept 09, 2008
40 anni fa le truppe del Patto di Varsavia invadevano la Cecoslovacchia: la testimonianza del cardinale Vlk.

(Radio Vaticana, 20/08/2008) Quarant'anni fa, era la notte tra il 20 ed il 21 agosto del 1968, le truppe sovietiche occupavano l’allora Cecoslovacchia per porre fine alla cosiddetta “Primavera di Praga”. Furono così respinte le istanze riformiste di Alexander Dubček, leader comunista di quella stagione, che proponeva l’attuazione di un modello socialista dal volto umano. La speranza in un reale cambiamento aveva profondamente caratterizzato quel periodo. E’ quanto sottolinea, al microfono di Amedeo Lomonaco, l’arcivescovo di Praga, cardinale Miloslav Vlk:

R. – Prima del ’68 la Chiesa era totalmente ‘nelle mani dei comunisti’. Poi, nel ’68, si è aperta una nuova speranza. I vescovi nell’estate del ’68 sono tornati nelle diocesi e c’è stata grande festa. Quando si era aperta lentamente, nel 68, questa nuova epoca, siamo stati felici. Abbiamo scritto ai vescovi chiedendogli di ritornare nelle diocesi. L’euforia era enorme ma non abbiamo riflettuto che quella speranza potesse durare così poco. Noi abbiamo creduto, sperato che il modello comunista si potesse riformare. Ma abbiamo dimenticato che il regime comunista non si può riformare mai e da nessuna parte.

D. – Che cosa resta oggi di quell’urlo di libertà soffocato dalle truppe del Patto di Varsavia?

R. – Quest’anno l’esperienza della Primavera di Praga è molto ricordata con fatti nuovi. Vengono ricordati soprattutto per la gioventù. Vengono ricordati per chi non ha vissuto quegli anni e per mostrare quanto sia pericoloso il regime comunista. Bisogna che la gente non dimentichi il rischio del comunismo.

D. – Parliamo adesso, eminenza, della sua storia personale. Lei è stato ordinato sacerdote il 23 giugno 1968, durante la Primavera di Praga. Come si sono intrecciate sulla sua strada la via sacerdotale con quella di un Paese oppresso dal regime comunista?

R. – Durante gli anni del seminario ho vissuto un periodo veramente molto duro: il seminario era ‘nelle mani del partito comunista’. C’era un poliziotto che sorvegliava tutto. Anche la fiducia tra di noi seminaristi era difficile, perchè si sapeva che c’erano delle spie. Il nostro padre spirituale, quindi, era Gesù. Il rettore del nostro seminario era Gesù.

D. – Una storia la sua, eminenza, ricca di pagine emblematiche. Nel 1978, le autorità comuniste le hanno ritirato l’autorizzazione a svolgere l’ufficio sacerdotale, che ha continuato comunque ad esercitare clandestinamente. Dal 1978 al 1986 è stato anche costretto a fare il lavavetri nel centro di Praga...

R. – Sì, un sacerdote doveva avere un’autorizzazione, una licenza, e i comunisti potevano ritirarla quando volevano. Questo io l’ho sperimentato. Dato che ognuno doveva lavorare, io sono stato costretto a cercare un lavoro. Non volevo stare in una fabbrica sotto controllo. Ho quindi trovato questo lavoro come lavavetri che mi ha permesso di essere libero nelle strade. La gente poteva incontrarmi e io potevo clandestinamente dare i sacramenti, confessare...

D. – Cosa lega la Primavera di Praga del 1968 alla cosiddetta Rivoluzione di Velluto del 1989, che poi ha portato alla nascita della Repubblica?

R. – La situazione poi, piano, piano, soprattutto negli anni ’80, per la Chiesa è un po’ migliorata. Si è creato un gruppo forte di ‘dissidenti’ contro il regime comunista. Dissidenti che sono cresciuti sempre più. La Chiesa ha collaborato con loro. E alla fine degli anni ’80 la Chiesa ha aiutato la cosiddetta Rivoluzione di velluto.
English Czech Cardinal Vlk to resume office on Monday after heart problem
Jun 14, 2008
Prague- Czech Cardinal Miloslav Vlk will resume office on Monday following his return from a two-week stay in a spa in which he convalesced after heart problems that sent him to hospital a month ago, Prague Archbishopric spokesman Ales Pistora said.

(ceskenoviny.cz, 13.06.2008) Vlk spent the two weeks in Trebon, south Bohemia.

Pistora said Vlk will go to spa once again on July 10. This time he will stay for three to four weeks in Podebrady, central Bohemia.

Vlk, 76, wrote to priests, deacons and monks last month that the time of his retirement has come close due to his health condition.

In accordance with canon law, Vlk asked the Pope for the opportunity to retire last year when he turned 75.

Pope Benedict XVI, however, did not accept Vlk's resignation and extended his service by two more years.

Pistora said it is to be expected that Vlk will again ask the Pope for allowing him to retire next year.

Vlk wrote in his letter that he was exhausted also due by the ongoing negotiations on the government bill on property settlement between the state and churches in which he took part.

He also participated in the lawsuit for the St Vitus' Cathedral at Prague Castle that the court eventually said belongs to the state earlier this year.
German Kardinal Vlk kontra Präsident Klaus
Jan 18, 2008
Der Erzbischof würde einen Wechsel auf der Burg begrüßen – das belegt ein Gesprächsband mit ihm.

(Prager Zeitung, 17. 1. 2008) Böhmens Primas Miloslav Kardinal Vlk ist ein streitbarer Christ. Erst kürzlich bestätigte er diesen Ruf neuerlich: Präsident Václav Klaus wirft er vor, ein Heuchler zu sein. Vlk ist empört. Klaus sagte den Abgeordneten der Christdemokratischen Partei bei einem Gespräch vor einer Woche zu, kein Veto gegen den Staatsvertrag Tschechiens mit dem Vatikan einlegen zu wollen. Vlk zweifelt an der Ernsthaftigkeit dieser Zusage. Klaus habe doch bislang genau das Gegenteil kundgetan. Nun gehe es ihm aber bei der Präsidentschaftswahl Anfang Februar um jede Stimme – auch um die der Christdemokraten –  so Vlk.

Der Kardinal – das Amt bekleidet er seit 27. März 1991 – hat mit Klaus ohnehin noch einige Rechnungen offen. Eines vergisst er dem Nachbarn auf der Prager Burg gewiss nicht: Der hatte noch als tschechischer Ministerpräsident die katholische Kirche einem „touristischen Verein“ gleichgesetzt. Ein boshafter Vergleich, den Vlk in dem Buch „Wird Europa heidnisch?“ als exemplarisch für die säkularisierte Gesinnung in Tschechien zitiert. Der Band gibt auf 200 Seiten die Aufzeichnungen zahlreicher Gespräche des Politologen Rudolf Kučera mit dem Erzbischof wieder.

Wer nur die Antwort auf die im Titel gestellte Frage sucht, wird auf Seite 151 fündig. Der Kardinal verleiht seiner Zuversicht Ausdruck, dass Europa christlich bleibt oder „aufs neue werden wird“. Trotz – vielleicht sogar dank – seiner unguten Erfahrung mit dem Kommunismus und dem Leben in einer weitgehend atheistischen Gesellschaft hält er ungebrochen an seiner Zuversicht fest. Die fußt auf dem Glauben, dass „der Mensch ohne seine Identität, das heißt ohne die Liebe, die Gottes Gabe ist ..., nicht leben kann“.

Wird Europa heidnisch?, Miloslav Kardinal Vlk im Gespräch mit Rudolf Kučera, Sankt Ulrich Verlag, Augsburg, 2000, ISBN 3-929246-42-2
English Cardinal Miloslav Vlk: Changes take generations
Dec 26, 2007

Cardinal Miloslav Vlk, the Archbishop of Prague, is the head of the Roman Catholic Church in the Czech Republic. Under the previous regime, he clashed repeatedly with the communist authorities, who for many years denied him authorization to exercise his ministry.

(radio.cz/en, 25-12-2007) Cardinal Miloslav Vlk, who is 75, has led the Czech Catholic Church since 1991, in what has been a period of transition – and coming to terms with its actions under the totalitarian regime. He has engaged in many disputes with the Czech state over a number of problems, most notably the church’s property restitution claims.

For this special Christmas programme, Cardinal Miloslav Vlk spoke to Radio Prague about this and other issues.

“The Catholic Church does not depend so much and so directly on any political changes. The change that came on November 17, 1989, was of course a significant one – the Roman Catholic Church, along with other churches, received freedom. It was necessary, after 50 years, to reconstruct the Church and to revive the system. This was one of the major tasks we faced. Those administrative, outside changes are not as substantial as the changes on the inside. By that I mean increased emphasis on evangelizing; being in touch with the public and bringing them the message of the Gospel. In this particular area, our experience is that it cannot be done with words, because our secular society does not pay much attention to preaching. It does however pay attention to models and examples.”

Another significant change involved lay people and their role in the everyday life of the Church.

“The other change that was needed was to get lay people more involved in the life of the Church. Under communism, the role of laymen in the Church was marginalized. Only priests who were granted so-called state approval could do active work, and lay people could not do anything. This wasn’t easy to do, either, because after 40 years of communism, people were used to being inactive and being guided all the time. This transformation, this revival, was very important.”

The Czechs have a reputation of being perhaps the most atheist nation in Europe, if not in the world. How deep do the roots of Czech secularity go?

“Secularization in our country follows a long history of spiritual division in our nation. Our country was among the first in Europe where the Reformation started. The Hussite movement was the first Reformation phenomenon in Europe, and that was the moment when the single spiritual stream in our nation split in two. Since that period of the 15th century this has been present in our nation to this day. After WWI, the motto was 'Away from Vienna', meaning away from the Habsburgs; another motto said 'Away from Rome'. The Church was blamed for allying itself with the Monarchy, which was in fact not true. The intelligentsia during the First Republic had socialist inclinations and was very left-wing. This perfectly prepared the ground for communism. To sum it up, when you look at our spiritual history, and especially that of the last century, the secularization is perfectly understandable.

One of the controversies between the state and the Czech Catholic Church has erupted over the issue of charities and other organizations established by churches. Currently they need to be approved by the Culture Ministry which is something Cardinal Vlk strongly rejects.

“After the fall of communism, an act was adopted on relations between the Church and the state. This act from 1991 was very broad; it was designed in the euphoria of the time, and it suited us well. But in 2001, the post of the Culture Minister was held by Pavel Dostal, and he was, together with some of his colleagues, a real enemy of the Church. They worked to narrow the freedom of the Church. They prepared this amendment which meant that every organization established by any church had to be approved by the Culture Ministry. We appealed to the Constitutional Court immediately in 2001, and the Court did away with the passages of the act in question. But the government made a new amendment with basically had the same content. This time the Constitutional Court did not cancel anything and denied us our constitutional rights. This is a sign that Czech courts base their judgements on ideology, that they do not respect the law and the constitution. The Constitutional Court not respecting the constitution is a scandal.”

Yet another argument involves St Vitus Cathedral at Prague Castle, the most prominent place of worship in the country. The communists expropriated it, and now the state has no intention of giving it back. That must be something which churchmen outside this country have trouble comprehending.

“I don't think many of them understand that. Around Europe, various cathedrals are run by the state, that’s not the issue. Here the problem is that the communist state 'nationalized' the cathedral. This was done in contrary even to the communist laws of the time. After 1989, courts in Prague confirmed three times that the cathedral belonged to the state. Regarding this issue, we are going to take further steps, and even take the case to the European Court of Human Rights. Because this is a flagrant breach of the constitution and of our rights, and we are going to defend them.”

On the other hand, the Catholic Church has scored one milestone success. This year, a property restitution settlement deal was signed between the Church and the state.

“The proposition was designed by the state and the individual churches, working together. It entails physical restitution of property for Catholic orders and congregations, while our dioceses gave up their claims and will receive financial compensation. The details are still being worked out, but it seems that after 18 years of absence of political will, it might happen in the end.”

Is the Catholic Church ready to stand on its own, independent of the state?

“This is a matter of justice, you know. If something was stolen, it has to be given back. Partially, this will be settled by physical restitution, the other part will be settled by financial compensation. And we would like to use that compensation to establish economic models that will sustain us.”

Czech Catholics, headed by Cardinal Miloslav Vlk, have had to deal with the legacy of their life under the communist regime. The authorities put the Church under constant pressure not to stand up against their rule. One of the tools communists applied was an informal organization of Catholic priests called Pacem in Terris, or Peace on Earth.

“Pacem in Terris was an organization without application forms. Under communism, the head of the district 'National Committee', as the local authorities were called, would summon the priests from his or her district once a year. Everybody who attended was considered to be in. The whole thing was in fact done just to make an impression, and for the media. It was a sort of psychological pressure on everybody who disagreed with the regime – look, even the Catholic Church is in line with the regime. That was the meaning of it. I would not take this cause too seriously because it was all arranged by the state. “

Perhaps more sinister is the fact that some priests collaborated with the communist secret police, known, as the StB, and provided information on their fellow clergymen. Cardinal Miloslav Vlk says the Church has dealt with this issue, too.

“After the fall of communism, in 1992 to be exact, I sent out a community letter to the priests in which I called upon all those who collaborated to come to see me. I talked to them and when they described what was going on. I understood that they were under exceptional pressure. But the nature of collaboration remains in question. What did they do? I believe that people should be really careful when talking about the collaboration with the StB. I would not just go by the list of collaborators. Being on that list does not necessarily mean that the person collaborated. As early as in 1990, we as the Church went on a pilgrimage of repentance to Velehrad, where we distanced ourselves from it, we expressed pity and apologized. In 1992, I wrote pastoral letters in which we distanced ourselves from it again. Which category of people who collaborated in our country – teachers and so on – did the same? None. The Church did the maximum it could have done. It is a stain, no doubt, but is should be judged with justice.”

Christmas, a time of commemorating the birth of Jesus Christ, has in modern times turned into a festival of shopping and a celebration of consumption. Does Miloslav Vlk see any sings of the times changing?

“Things don’t change with a swing of a magic wand. It is a matter of a change of the spiritual climate in the society. Such an organic change takes generations. To make it happen, the state and the Church and other institutions have to work together. The lack of a spiritual dimension in society has a very anti-social impact, and the state itself should be interested in helping bring the change about. The outlook for any society without such a spiritual dimension is indeed very problematic.”

And finally, where does Cardinal Vlk go to shop for Christmas presents?

“Of course I don't put on my cassock and go shopping for Christmas presents in the supermarket. That's obvious. My co-workers here help me and they know where to get things.”
German Kardinal Vlk verurteilt Antisemitismus
Nov 15, 2007
Der Prager Erzbischof, Kardinal Miloslav Vlk, hat bei einer Gedenkkundgebung für die Opfer der Novemberpogrome 1938 jegliche nazistischen und antisemitischen Haltungen verurteilt.

(Radio Vatikan, 14/11/2007) „Als katholischer Bischof" bekunde er sein „tiefes Bedauern" über den Holocaust, „an dem leider auch einige christliche Völker beteiligt" gewesen seien, so der Kardinal in seiner Ansprache bei der „Altneuschul", der ältesten in Betrieb befindlichen Synagoge Europas.

Mit seiner Teilnahme an der Kundgebung drücke er seine „Solidarität in einer ernsten Gefahr aus, da einige Menschen die Ruchlosigkeit des Holocaust leugnen oder bagatellisieren und sich sogar schamlos zu den Gedanken bekennen, die ihn bewirkt haben", so Vlk. Er versicherte den Teilnehmern der Kundgebung, dass „rassistische, neonazistische und antisemitische Einstellungen" von der katholischen Kirche scharf verurteilt werden.

Der Auftritt Kardinal Vlks fand in den tschechischen Medien große Beachtung.
German St.-Ulrichs-Preis an Kardinal Vlk
Sept 18, 2007
Pressemitteilung vom 17.09.2007
Bayerisches Staatsministerium des Innern.

Verleihung des Europäischen St.-Ulrichs-Preises 2007 an Prager Erzbischof Kardinal Vlk

Beckstein: "Kardinal Vlk baut Brücken zwischen politischen, religiösen und sozialen Gruppierungen innerhalb Tschechiens, aber auch zwischen den Völkern Europas"

"Trotz des während des Kommunismus persönlich erlittenen Unrechts war und ist Kardinal Vlk ein Mann, der Brücken zwischen den politischen, religiösen und sozialen Gruppierungen innerhalb Tschechiens, aber auch zwischen den Völkern Europas baut", betonte Innenminister Dr. Günther Beckstein anlässlich der Verleihung des Europäischen St.-Ulrichs-Preises 2007 an den Prager Erzbischof Miloslav Kardinal Vlk am 15. September 2007 in Dillingen. Bereits im Herbst 1989 verurteilte er in einem "Versöhnungsbrief an die aus ihrer Heimat vertriebenen katholischen Böhmerwälder" die Vertreibung der Sudetendeutschen als "zutiefst unmoralische Tat". Bei der Verleihung des Bundesverdienstkreuzes 1999 hatte Bundespräsident Roman Herzog, ebenfalls Träger des St.-Ulrichs-Preises, Kardinal Vlk als einen "Baumeister der Brücke der Versöhnung zwischen Tschechen und Deutschen und als einen der wichtigsten Pfeiler dieser Brücke" bezeichnet. Beckstein wies weiter darauf hin, dass Kardinal Vlk immer wieder betont, ein vereintes Europa benötige eine "geistliche Dimension", eine Dimension der Werte: "So wie Sie bin auch ich zutiefst davon überzeugt, dass es ohne Gott und ohne den christlichen Glauben in Europa nicht weitergeht. Unser Kontinent lässt sich nicht in einem geschichtslosen, säkularisierten Raum finden. Wir müssen uns rückbesinnen auf die gemeinsamen christlichen Wurzeln, verbunden mit der Kenntnis der wechselvollen Geschichte des Christentums in Ost und West". Beckstein würdigte auch das Eintreten von Kardinal Vlk für die Überbrückung der Kluft zwischen Protestanten und Katholiken: "Auch ich meine, dass das aufrichtige Miteinander und die glaubwürdige Gemeinschaft aller christlichen Kirchen untereinander der beste Garant für das Evangelium, für das menschliche Leben in der Gemeinschaft und für die Schwachen in unserer Gesellschaft ist".
German Die Zeit als Fensterputzer war für ihn ein Segen
Sept 15, 2007
Nein, Miloslav Kardinal Vlk kennt Dillingen noch nicht. Am Samstagnachmittag wird der Prager Erzbischof erstmals das "Schwäbische Rom" besuchen.

(Augsburger Allgemeine, 14.09.07) Dillingen - Der 75-Jährige erhält heute im Goldenen Saal der Akademie den Europäischen St. Ulrichspreis. Der Kardinal ist der siebte Preisträger und steht dabei in einer Reihe mit Alfons Nossol, Alois Mock, Helmut Kohl, Roman Herzog, Marion Gräfin Dönhoff und Andrea Riccardi von der Gemeinschaft Sant' Egidio. "Es ist für mich eine große Ehre, diesen Preis in der Reihe dieser bekannten Persönlichkeiten zu bekommen", sagt Kardinal Vlk, der vorab auf Fragen der Donau-Zeitung geantwortet hat (siehe Seite 25).

Zehn Jahre Berufsverbot

Die Karriere als Priester lief für Miloslav Vlk nicht immer glatt. Der Erzbischof hat in seiner Laufbahn auch Tiefen erlebt. In Zeiten des Eisernen Vorhangs verhängten die Kommunisten in der Tschechoslowakei gegen ihn zehn Jahre Berufsverbot. "Und weil damals ein Gesetz galt, dass jeder arbeiten musste, habe ich eine Arbeit gesucht - die Tätigkeit als Fensterputzer, in der ich einigermaßen frei war." Der Erzbischof hat diese Zeit als fruchtbar erlebt: "Diese ¿schmutzige Arbeit¿ in Zeiten der Verfolgung habe ich, in der Hand Gottes, als einen großen Segen erfahren ¿"

Gottesdienst um 17 Uhr

Dillingen ist für einen großen Festtag gerüstet. Die Stadtkapelle Dillingen spielt gegen 16.45 Uhr auf dem Ulrichsplatz vor der Dillinger Studienkirche auf. Kardinal Vlk, der künftige bayerische Ministerpräsident und Laudator Günther Beckstein, Ulrichsstiftungs-Vorsitzender Leo Schrell und Bischof Walter Mixa werden mit vielen weiteren Repräsentanten des öffentlichen Lebens ins Gotteshaus einziehen. Um 17 Uhr beginnt der Pontifikalgottesdienst, zu dem die Bevölkerung eingeladen ist.

Für Musik sorgen die Augsburger Domsingknaben und die Dillinger Barockbläser. Am anschließenden Festakt im Goldenen Saal der Akademie können dagegen wegen der begrenzten räumlichen Gegebenheiten nur geladene Gäste teilnehmen. Für die Polizei ist die Preisverleihung ein Großkampftag. "Günther Beckstein hat Sicherheitsstufe eins, Kardinal Vlk ebenfalls", sagt Landratsamts-Pressesprecher Hermann Stark, der die Preisvergabe akribisch geplant hat. »
German Skepsis bezüglich alter Messe
Jul 21, 2007
Der tschechische Primas Kardinal Miloslav Vlk hat sich skeptisch zur Messfeier nach "altem Usus" geäußert.

(Radio Vatikan, 20/07/2007) Ungelöst sei etwa die Frage, "ob es möglich ist, für eine solche Feier den Volksaltar zu benützen, der Ausdruck der konziliaren Liturgie ist", schreibt der Prager Erzbischof auf seiner Webseite. Auch wisse er nicht, ob in der Tschechischen Republik "irgendwo jenes lateinische Messbuch aus dem Jahr 1962 zur Verfügung steht, nach dem der Priester im 'alten Usus' zu zelebrieren hat". Es sei "möglich, dass die neue Erlaubnis da und dort in den Pfarren eine gewisse Verwirrung bei der Feier des Gottesdienstes hervorrufen kann". Der Text des päpstlichen Schreibens werde ins Tschechische übersetzt und als Ganzes veröffentlicht werden. Er werde den Text mit der vorangegangenen Erlaubnis Johannes Pauls II. und gegebenenfalls mit der höheren Norm vergleichen, mit der Liturgiekonstitution des Konzils, so der Prager Erzbischof. Danach würden detaillierte Richtlinien über die Anwendung des Erlasses herausgegeben werden. Den "Lefebvrianern" werde das freilich "nicht genügen", so Kardinal Vlk abschließend. Die Möglichkeiten, die ihnen das neue Dokument gebe, hätten sie bereits vorher gehabt und "das, was sie ablehnen - einige Konzilsdokumente - könne 'Summorum pontificum' nicht lösen".
French Le cardinal Vlk a atteint l'âge du départ à la retraite
May 17, 2007
L'heure de dresser des bilans et de changer de cap semble être venue pour le cardinal Miloslav Vlk. Ce jeudi, le primat tchèque a 75 ans.

(radio.cz, 17-05-2007) Historien et théologien de formation, prêtre dans des paroisses de campagne, ouvrier et laveur de carreaux. Les débuts des années 90, au lendemain de la chute du régime communiste, voient monter Miloslav Vlk dans la hiérarchie ecclésiastique du pays. En 1991, il remplace le très charismatique Frantisek Tomasek, âgé alors de 92 ans, à la tête de l'Eglise catholique... Le parcours difficile et mouvementé de Miloslav Vlk ressemble en bien des points à celui qu'ont connu nombre de ses compatriotes qui se sont ouvertement opposés au régime communiste ou qui ont refusé de collaborer.
Atteignant l'âge de 75 ans, Miloslav Vlk est appelé à renoncer à ses fonctions car, selon le droit ecclésiastique, c'est l'âge du départ à la retraite pour un évêque. Selon ses propres paroles, il a présenté sa démission il y a un mois. Le pape l'acceptera-t-il ? Ce n'est pas sûr. Tomas Halik, prêtre et enseignant universitaire, explique :

« Chaque évêque ou archevêque âgé de 75 ans doit présenter sa démission. Mais d'habitude, quand il n'y a pas pour cela une raison grave - une maladie par exemple - le pape l'invite à continuer encore dans sa fonction, en général un, deux ou trois ans. Je pense que cette règle sera confirmée également chez nous ».
En attendant l'heure du repos, immédiate ou plus tardive, le cardinal Miloslav Vlk s'apprête à écrire des livres, histoire de récapituler entre autres les dix-sept années écoulées. Une période qu'il caractérise lui-même comme dramatique, du fait notamment des rapports tendus entre l'Eglise et l'Etat et découlant en premier lieu de l'absence d'un Traité entre la République tchèque et le Vatican et des questions d'ordre patrimonial qui sont loin d'être résolues.... « Les choses ne vont pas aussi vite qu'on le voudrait », aime dire aujourd'hui Miloslav Vlk pour qui le mot « patience » est devenu désormais un mot fondamental. Si la déception n'entre pas effectivement dans son vocabulaire - et pour cause selon beaucoup - un brin d'amertume se fait pourtant sentir dans certains de ses propos. Dans une récente interview pour la presse, le cardinal Vlk a par exemple déclaré : « Au lendemain de la chute du régime communiste, la cote de l'Eglise était élevée... aujourd'hui, la religiosité au sein de la population est faible.... la sécularisation a atteint son apogée. »
German Glückwünsche für Miloslav Kardinal Vlk
May 16, 2007
Der diesjährige St.-Ulrichs-Preisträger, Miloslav Kardinal Vlk, feiert am morgigen Donnerstag, 17. Mai, seinen 75. Geburtstag.

(Augsburger Allgemeine, 15.05.07) Dillingen - Am 15. September wird Landrat Leo Schrell erstmals als Vorsitzender der Europäischen St.-Ulrichs-Stiftung in einem Festakt den Prager Erzbischof Kardinal Vlk mit dem St.-Ulrichs-Preis ehren. Laudator der Preisverleihung wird der designierte bayerische Ministerpräsident, Staatsminister Dr. Günther Beckstein, sein.

In einem Schreiben an den Kardinal gratuliert Schrell zum Geburtstag: "Eminenz, hochwürdigster Herr Kardinal, nach einem nicht immer einfachen und oft von Leid und persönlichen Schwierigkeiten geprägten Leben können Sie am Fest "Christi Himmelfahrt" Ihren 75. Geburtstag feiern. Im Namen der Bürgerschaft des Landkreises Dillingen, des Vorstands der Europäischen St.-Ulrichs-Stiftung sowie persönlich gratuliere ich herzlich zu Ihrem Ehrentag und wünsche Ihnen alles erdenklich Gute, insbesondere stabile Gesundheit, weiterhin volle Schaffenskraft und Gottes gutes Weggeleit für die bevorstehenden Jahre.

Wenn ich bewusst alle Bürgerinnen und Bürger des Landkreises in den Glückwunsch einbeziehe, dann vor dem Hintergrund, dass Sie sich in Ihrem geistlichen Wirken in großer Dialogfreude der gelebten Ökumene und dem Gespräch mit allen Menschen guten Willens zugewandt haben. Ihr unermüdlicher Einsatz für ein friedliches Zusammenleben von Menschen und Völkern unterschiedlicher Kulturen ist umso bemerkenswerter, als Sie in den dunklen Jahren der leidvollen Geschichte Ihres Landes Verfolgung, Demütigung und persönliche Entbehrungen haben erleiden müssen.

Der klare Stil, die Unerschrockenheit und die Dialogbereitschaft Ihrer priesterlichen Berufung haben auch in der Bevölkerung unseres Landkreises zu einer hohen Wertschätzung und Anerkennung Ihres Wirkens geführt.

In der Vorfreude, Ihnen in wenigen Monaten den Europäischen St.-Ulrichs-Preis verleihen zu können, grüße ich Sie herzlich aus dem "schwäbischen Rom".
German Kardinal Vlk beklagt schlechtes Verhältnis zwischen Staat und Kirche in Tschechien
May 05, 2007
Rechtsstreit um den Prager Veitsdom geht in die nächste Runde.

(tschechien-online.org, 5.5.2007) Prag - Nach Ansicht von Kardinal Miloslav Vlk (Foto) ist das Verhältnis zwischen Staat und Kirche in Tschechien so schlecht wie in keinem anderen postkommunistischen Land Europas.

Entsprechend äußerte sich Vlk gestern Abend zum Abschluss einer zweitägigen Tagung von Kardinälen und Bischöfen aus Tschechien, Ungarn, Slowenien, Kroatien und der Slowakei in Prag, berichtet die Tageszeitung Lidové noviny (Prag).

"Wir waren uns einig, dass das Verhältnis Staat-Kirche in Kroatien und Ungarn am besten ist." Und in Polen sei die Position der Kirche auch schon vor der Wende von 1989 relativ stark gewesen, so Vlk. Er kritisierte, dass in Tschechien weder die Rückgabe des zu kommunistischen Zeiten enteigneten Kirchenbesitzes geklärt sei, noch die Finanzierung der Glaubensgemeinschaften. Auch sei Tschechien das einzige mitteleuropäische Land, das noch keinen Staatsvertrag mit dem Vatikan abgeschlossen habe.

Besonders gut stünde die tschechische katholische Kirche dafür auf dem Gebiet der Medien da. So sei Tschechien das einzige postkommunistische Land mit einem katholischen Fernsehsender (TV Noe). Unterdessen wurde gestern eine neue Runde im Rechtsstreit um den Prager Veitsdom eröffnet, um dessen Eigentumsrechte sich Kirche und Staat seit 14 Jahren streiten. Die Gerichtsverhandlung wurde jedoch gleich nach der Eröffnung vertagt.

Der Grund: Die staatliche Seite forderte den Rücktritt von Vlk als Nebenkläger. Nun muss zunächst diese Frage separat geklärt werden, bevor der Prozess wieder fortgesetzt werden kann.
German „Das Niveau der tschechischen Politik ist wirklich unter null“
Apr 16, 2007
Die katholische Kirche muss heute den Prager Veitsdom an den Staat zurückgeben. Kardinal Vlk tobt.

(Die Presse, 16.04.2007) Prag. Vierzehn Jahre schon währt der juristische Streit darüber, wem die berühmteste Prager Kathedrale, der Veitsdom, gehört – der katholischen Kirche oder dem Staat. Unter dem Druck eines neuen Gerichtsurteils sieht sich die Kirche gezwungen, die Kathedrale heute, Dienstag, wieder an den Staat zu übergeben. „Wir stehen in dieser Sache auf verlorenem Posten“, klagt der Prager Kardinal Miloslav Vlk im Interview mit der „Presse“ und spricht von einer „schreienden Ungerechtigkeit“.

Kommunismus noch in den Köpfen

„Im Ausland meint man, Tschechien ist Teil der EU, und damit sei alles in Ordnung. Der Fall der Kathedrale zeigt, dass es leider nicht so ist. Der Kommunismus ist zwar zusammengebrochen, aber in den Köpfen steckt er immer noch drin. Auch bei den Politikern“, bemerkt Vlk.

Dreimal hatten Gerichte bestätigt, dass der Dom auf dem Gelände der Prager Burg der Kirche zustehe. Das Höchstgericht habe jetzt eine anders geartete, eine „rein politische Entscheidung“ getroffen, „die rechtlich unhaltbar“ sei. Hinzu komme, dass der Vorsitzende Richter schon zu kommunistischen Zeiten Urteile gefällt habe, betont der Kardinal.

Die Kirche sei entschlossen, wegen der Kathedrale notfalls das Verfassungsgericht oder den europäischen Menschenrechtsgerichtshof in Straßburg anzurufen. Der Fall, so Vlk, stehe exemplarisch für den „generellen Unwillen des Staates, die offenen Fragen mit der Kirche zu lösen“.

Seilschaften zwischen Politik und Justiz

Vor allem die sozialdemokratischen Regierungen hätten auf eine Blockadetaktik gesetzt und versucht, die der Kirche auch in der Verfassung zugesagten Rechte zu beschneiden. Das sei auch vom Verfassungsgericht moniert worden. „Das für uns zuständige Kulturministerium, voll von erbitterten Gegnern der Kirche, scherte sich aber nicht um die Meinung des Verfassungsgerichts“, betont Vlk und fügt hinzu: „Was für ein Unding in einem Land, das sich als Rechtsstaat begreift. Das Niveau der Politik ist hier wirklich unter null.“

Doch auch die neue, von den Konservativen geführte Prager Regierung betrachte Kirchenfragen nicht als vorrangig. Das größte Problem stellten aber die Gerichte dar. „Zwischen staatlichen Organen und Gerichten gibt es regelrechte Seilschaften, die teilweise noch aus der totalitären Zeit stammen. Gegen diese Maschinerie kann die schwache Kirche nur schwer etwas ausrichten.“ Die Gründe für die kirchenfeindliche Atmosphäre vor allem in Böhmen sieht der Kardinal unter anderem in der weit in die Geschichte zurückreichenden nationalen Emanzipation der Tschechen. „Die verlangte nach Symbolen nationaler Größe. Der Heilige Wenzel auf dem Denkmal in Prag wird weniger als Heiliger denn als böhmischer Heerführer dargestellt.“ Besonders geschmacklos sei es gewesen, dass nach 1948 Jan Hus als „erster Kommunist“ gepriesen worden sei.

Transformation der Herzen vergessen

Vlk bekennt sich nachdrücklich zur Aufarbeitung der Stasi-Verstrickungen des Klerus. Die Kirche sei die erste Institution gewesen, die sich schon 1990 damit befasst habe. „Mir ist aber vor allem wichtig, wie sehr die Kirche unter dem Regime und der Staatssicherheit gelitten hat. Die Verfolgung war allgegenwärtig.“

Vlk beklagt in dem Interview auch die „fehlende moralische Dimension“ in der tschechischen Gesellschaft. „Eines haben die Politiker bei allen Transformationen vergessen – die Transformation der Herzen.“

„Kleinmütig“ sei es, so Kardinal Vlk auf eine weitere Frage, dass Europa einem Gottesbezug in einer Verfassung keine Chance gebe wolle: „Europa verschweigt seine Vergangenheit, wenn es sich nicht grundlegender Werte entsinnt. Die Kommunisten haben uns unsere Vergangenheit abgeschnitten. Doch wenn man einem Baum die Wurzeln kappt, kann er nicht mehr leben. Das gilt auch für den Menschen, die Gesellschaft und für Europa.“
French « Je ne vois pas un vrai politicien chrétien sur la scène politique tchèque »
Apr 07, 2007

[www.radio.cz/fr, 06-04-2007] Sécularisation de la société, perte de valeurs, chrétiens et politique. Tels sont les thèmes qui sont évoqués dans un entretien avec le cardinal Miloslav Vlk publié dans l'édition de ce vendredi du quotidien Hospodarske noviny.
Miloslav Vlk Miloslav Vlk
« La religiosité au sein de la population tchèque est faible », constate le cardinal Miloslav Vlk déplorant le côté « commercial » des fêtes de Pâques qui, pour beaucoup, ne comportent qu'une dimension folklorique. Selon ses paroles, « les gens sont aujourd'hui extrêmement superficiels... La vie est trop rapide, ils n'ont pas le temps de s'arrêter, de réfléchir ou de méditer, de percevoir les choses non seulement avec la raison, mais aussi avec le coeur ».
Au lendemain de la chute du régime communiste, la situation se présentait pourtant différemment. La cote de l'Eglise était élevée, la soif des gens de valeurs spirituelles était considérable. Cet état de chose a commencé à changer dans les années 90, la sécularisation atteignant aujourd'hui son apogée. « Les gens ont succombé au bien-être matériel », estime Miloslav Vlk. Son ton est peut-être plus sévère que jamais :
« L'individualisme et l'égoïsme augmentent, l'agressivité et le bizutage dans les écoles vont bon train. On ne saurait tomber plus bas. Les gens se comportent comme des rapaces. L'accent absolu sur l'individualisme est exacerbé... L'Eglise en revanche privilégie la communauté, l'aide à autrui. Autant de valeurs qui disparaissent de la société tchèque ».
La politique chrétienne existe-t-elle ? « L'Eglise n'aspire pas au pouvoir ou à une influence politique. Dans la politique, chaque chrétien est pour soi », répond le cardinal Vlk, car « le temps du cléricalisme est révolu ». Cela dit, il ne voit pas sur la scène tchèque une véritable figure politique chrétienne. Et de conclure : « Nous n'avons pas de valeurs partagées en commun. Le programme de formation de l'individu aux valeurs fait défaut. Les écoles et l'Etat l'ignorent... Il faut pourtant définir des valeurs ou des principes communs. Nous voulons tendre la main pour coopérer ».
German ,Das Niveau der tschechischen Politik ist unter Null’
Mar 28, 2007
Kardinal Miroslav Vlk über neue Wege der Seelsorge im Land mit den meisten Atheisten weltweit.

Prag (www.kath.net / KIN, 27. März 2007) Die Lebensgeschichte von Miroslav Vlk klingt für heutige Ohren sehr ungewöhnlich. Nein, er hat es nicht vom Schuhputzer zum Millionär geschafft, aber immerhin vom Fensterputzer zum Kardinal.

Wie so viele Priester in der früheren Tschechoslowakei durfte Vlk in der Zeit des Kommunismus seinen Priesterberuf nicht ausüben. Er musste seinen Lebensunterhalt durch die Arbeit als Fensterputzer, später als Archivar einer Bank bestreiten.

Diese Zeit möchte der 74-Jährige trotz aller Widerwärtigkeiten nicht missen: „Die Verfolgung hat uns geholfen, Gott treuer zu sein. Wer hätte uns auch sonst helfen können?“

Am Anfang, als die Kommunisten die Macht ergriffen, glaubte so mancher in der Tschechoslowakei noch, die Amerikaner würden eingreifen. Aber das war nur eine Illusion, und wahrscheinlich war der Wunsch der Vater des Gedankens.

„Nur Gott war unser Licht“, sagt der Kardinal. Und was sieht man heute? „Die Kommunisten sind weg. Aber Gott ist nicht verschwunden! Er ist immer da!“

Einer aktuellen Umfrage zur Folge glaubt die Hälfte der Bevölkerung Tschechiens nicht an Gott. Damit ist der Nachbarstaat das am stärksten atheistisch geprägte Land der Erde.

Für Kardinal Vlk ist das jedoch kein Grund zum Resignieren. Vielmehr zeigt er mit Zuversicht auf die Seelsorge, die sich gewandelt hat. Sein Klerus müsse sich einfach auf diese Situation einstellen und neue Wege beschreiten, betont der Prager Erzbischof.

Manche Priester nutzen zum Beispiel Beerdigungen als Gelegenheit zur Neu-Evangelisierung. Beisetzungen sind oftmals das einzige Ereignis, bei dem viele Menschen mit der Kirche in Kontakt kommen. Die Geistlichen gestalten ihre Predigten so, dass die Trauergäste die wesentlichen Glaubens-Inhalte kennen lernen.

Die Erfahrungen geben Ihnen Recht. Der Kardinal erkennt eine „Sehnsucht nach Gott“ und freut sich über die wachsende Zahl von Menschen, die sich taufen lassen wollen. In seinem Erzbistum wurden im vergangenen Jahr 65 Erwachsene feierlich als Taufbewerber in das so genannte Katechumenat aufgenommen. Die meisten von ihnen sind zwischen 20 und 25 Jahre alt.

Bei allem Optimismus macht sich der ehemalige Präsident des Rates der Europäischen Bischofskonferenzen durchaus auch Sorgen: „Die Gesellschaft verliert die Gemeinsamen Grundwerte.“ Vor allem wird die Achtung vor dem menschlichen Leben immer geringer, Egoismus macht sich breit.

Viele Menschen seien zudem der Politik überdrüssig geworden. "Das Niveau der Politik ist unter Null. Die Menschen verlieren den Geschmack an der Politik", bringt es der Kardinal auf den Punkt. Dabei sei es doch ausgesprochen wichtig, sich für andere und für die Gesellschaft einzusetzen.

„Gott hat uns nach seinem Bilde erschaffen, und das Leben füreinander ist etwas, was mit dem Blut in unseren Adern fließt. Eine Gesellschaft kann nicht auf Egoismus aufgebaut sein, sondern es gehört zur menschlichen Identität, sich einander zu öffnen.“

Ein Ort für Suchende

Was kann die Kirche tun? Vor allem muss sie nach Ansicht des Prager Erzbischofs Zeugnis ablegen. Das gelebte Zeugnis findet Beachtung und löst in den menschlichen Herzen einen Widerhall aus. „Wir kämpfen nicht; wir mischen uns auch nicht in die Politik ein“, sagt der Kardinal.

Die wichtigste Herausforderung, die sich der Kirche heutzutage stellt, besteht seiner Meinung nach darin, bei aller Aktivität vor allem ihr geistliches Leben zu vertiefen. Besonders liegt dem Erzbischof die Einrichtung von Seelsorge- und Jugendzentren am Herzen, in denen nicht nur Gläubige, sondern auch Suchende einen Ort finden, an dem sie in Kontakt mit der Kirche kommen können.

Wichtig seien solche Zentren vor allem in großen Wohnsiedlungen. Nach Einschätzung Vlks seien sie dort nicht nur ein Mittel der Evangelisierung, sondern auch eine Auffangstelle für Menschen, die ihren Platz in der Gesellschaft und ihre innere Heimat noch nicht gefunden haben. Solche Begegnungsstätten können ein wichtiger Beitrag zur Gesundung der Gesellschaft sein.

Diese Initiativen werden vom weltweiten katholischen Hilfswerk „Kirche in Not“ unterstützt. Ebenso erfährt durch das Hilfswerk die Priesterausbildung im Erzbistum Prag finanziellen Beistand. Derzeit bereiten sich 25 Männer auf die Priesterweihe vor - viel zu wenige laut Kardinal Vlk.

Der Dank für die Hilfe kommt mit „barer Münze, aber in anderer Währung“ zurück, nämlich durch die Zusicherung des Gebets. „Viele werden die Kirche aufgrund ihrer Werke verstehen - eine Kirche, die dient, hat ein Antlitz, das den Menschen etwas sagt.“
French Le cardinal Miloslav Vlk, archevêque de Prague sur le point de prendre sa retraite
Mar 15, 2007
L'archevêque de Prague, le chef de l'Eglise catholique romaine tchèque, le cardinal Miloslav Vlk, a annoncé sur son site internet qu'il avait l'intention de prendre sa retraite.

[radio.cz, 14-03-2007] Il a indiqué : « En vertu de la loi canonique, tous les évêques catholiques doivent remettre au pape leur résignation, lorsqu'ils arrivent à l'âge de 75 ans. Le pape décide de l'adoption ou non de cette démission.
Le cardinal Miloslav Vlk Le cardinal Miloslav Vlk
Malheureusement, la coutume veut qu'il n'accepte pas cette démission tout de suite, bien que l'évêque, comme moi par exemple, aimerait bien partir à la retraite immédiatement. » Il est de coutume, aussi que l'évêque qui résigne à sa fonction propose les noms de ses successeurs. Le cardinal Miloslav Vlk a envoyé sa demande de résignation au Vatican et l'a accompagnée d'une proposition de trois noms de personnalités qui pourraient lui succéder. Cela ne veut pas dire, pour autant, que le pape ne choisira pas une autre personne. Les informations qui ont filtré, laissent entendre que le successeur du cardinal Vlk pourrait être l'évêque de Hradec Kralove, Dominik Duka ou celui d'Olomouc, Jan Graubner. Les médias spéculent aussi sur d'autres personnalités du clergé catholique, mais les spécialistes pensent que la fonction d'archevêque de Prague ne pourra être occupée que par un évêque disposant d'une grande expérience dans la vie pratique du clergé et de la société. Dans une interview sur les ondes de la station de radio commerciale, Impuls, le cardinal Miloslav Vlk s'est assez longuement étendu sur les relations entre l'Eglise et l'Etat. Ces dernières se sont quelque peu envenimées, ces derniers temps, après la décision de la Cour suprême de rendre le sanctuaire le plus important de la République tchèque, la cathédrale Saint-Guy, à l'Etat.

Cette dernière avait été restituée à l'Eglise sur une décision judicaire. Le cardinal Vlk regrette que cette question n'ait pas été réglée définitivement pendant la période où il était en fonction, si son départ à la retraite à l'âge de 75 ans en mai prochain est accepté par le pape. L'archevêque de Prague regrette aussi que la question de la restitution des biens du clergé et celle du Traité entre la République tchèque et le Vatican ne soient toujours pas réglées.

Et pourquoi l'archevêque de Prague serait-il heureux que le pape accepte sa résignation immédiate ? « Je pense qu'en 17 ans, depuis mon entrée en fonction, j'ai vécu assez de problèmes, de soucis, d'attaques et de souffrances. Nous avons aussi 40 ans du régime communiste derrière nous, et cette période n'était pas des plus roses. »
English Cardinal against handing Prague Cathedral over to state - press
Mar 06, 2007
Prague- Czech Cardinal Miloslav Vlk does not want to hand over the St Vitus Cathedral back to the state even though the latest court decision cancelled the previous rulings according to which the church owned the cathedral, the daily Mlada fronta Dnes (MfD) writes today.

(ceskenoviny.cz, 06.03.2007) "The Supreme Court's verdict does not at all state that we should hand the cathedral over. This is just the interpretation of the Presidential Office. As we see it, the dispute returned to the district court and the verdict is yet to come," Vlk told the paper.

The district court is to deal with the case in May.

The dispute over the ownership of the cathedral, which is part of the Prague Castle where the Presidential Office is also seated, has been lasting for more than 13 years. Last autumn it seemed that the dispute ended when the state handed the cathedral to the church following a court ruling, but then the Supreme Court cancelled the decision in February.

But Supreme Court deputy chairman Pavel Kucera said that the verdict "actually meant that no further court decisions were needed for the cathedral to be returned to the state."

The cardinal nevertheless opposed Kucera's view and told MfD that the church wanted a clear official decision in writing.

The Presidential Office and the Metropolitan Chapter, representing the church and state, are to discuss the handover today, the paper writes.

Petr Hajek, spokesman for President Vaclav Klaus, said he expected the chapter to hand the cathedral over today.
Spanish El cardenal de Praga Vlk agota su mandato enzarzado con la prensa
Feb 25, 2007
El cardenal Miloslav Vlk, primado de la Iglesia Católica en la República Checa a punto de agotar su mandato al frente de la primera diócesis del país, está enzarzado con la prensa y apesadumbrado por la devolución al Estado de la catedral de San Vito.

(Terra Actualidad - EFE, 25-02-2007) Al purpurado, nombrado arzobispo de Praga en 1991, le llueve las críticas desde los medios de comunicación (especialmente de los diarios 'Lidové Noviny', 'Tyden', 'Mlada Fronta'), que hacen ahora balance de su gestión y definen con trazos oscuros su labor en estos casi tres lustros.

El contraataque de Vlk es casi diario: 'Me asombra que alguien tenga el valor y la frescura de mentir tan abiertamente. ¿Dónde están la profesionalidad y ética periodísticas? Espero que mi exposición sea leída por sus lectores y vean la mala calaña de sus redactores', indica hoy en su página web.

Son muchos los problemas, de índole pastoral, teológica, de disciplina o institucional acumulados en estos años, como un seminario vacío, una faculta de Teología Católica en crisis, voces contestatarias en los umbrales de la Iglesia, sobre todo procedentes de movimientos afines al cismático obispo francés Marcel Lefebrve o unas relaciones Iglesia-Estado regidas todavía por leyes comunistas.

A esta serie de contratiempos se unen ahora las invectivas de algunos periodistas que arremeten contra el cardenal por su gestión de la problemática de los sacerdotes que colaboraron con los órganos de represión policial (Stb) durante el comunismo.

A Vlk, según él mismo indicó, acudieron en la democracia cerca de cuarenta curas que actuaron como informadores de la Stb, y manifestó su deseo de que estos trapos sucios salieran a la luz, y que ellos mismos se reconciliaran con la ciudadanía dando la cara.

A diferencia de Polonia, que se vio en enero sacudida por la confesión de colaboración del arzobispo de Varsovia, Stanislaw Wielgus, la situación en Checoslovaquia fue distinta, según Vlk, en parte porque todas las diócesis checas fueron descabezadas, y sólo en Praga pudo ejercer un administrador apostólico, Frantisek Tomasek, fiel a Roma.

El cardenal quiere cooperar con los historiadores del Ministerio del Interior, que custodian archivos de la policía secreta, para documentar la historia de la Iglesia durante los años de persecución.

Y es que hubo no pocos ministros sagrados que colaboraron con distintas asociaciones de clérigos promovidas por el Partido Comunista Checoslovaco (KSCM), tales como el Movimiento por la Paz del Clérigo Católico (MHKD) o 'Pacem in terris'.

Y por si fuera poco, le estalla en sus manos el asunto de la Catedral de Praga, por lo que no es un secreto que Vlk desee vehementemente que el papa Benedicto XVI acepte su renuncia en mayo, tal como ha expresado esta semana.

El reciente fallo del Tribunal Supremo ha devuelto este litigio de propiedad sobre la Catedral de San Vito a sus orígenes, hace ahora trece años, cuando la jerarquía católica incoó el proceso judicial para verificar el verdadero titular del edificio sagrado.

Vlk y sus juristas consideran que la nacionalización de san Vito no fue concluida por el régimen comunista (1948-1989), según la legalidad entonces vigente, y que por tanto la Iglesia católica nunca perdió la propiedad.

Magistrados de primera y segunda instancia de Praga se atuvieron a los argumentos, y la Iglesia pasó de nuevo a administrar la catedral en junio pasado, por lo que la reciente decisión del Supremo, publicada el 16 de febrero, fue una ducha de agua fría y se ha convertido en otra corona de espinas para el cardenal, resignado a finalizar sus días en el cargo en pie de guerra.

Dicho veredicto sólo deja abierta la puerta a un pacto de restitución, por decretarse al Estado como legítimo propietario de la Catedral, aunque esta vía de reconciliación podría constituir una calle sin salida.

La razón es que a fecha de hoy no se ha promulgado en la nación eslava una ley que permita la restitución a personas jurídicas, incluida la Iglesia.

La sentencia del alto tribunal fue rubricada por un juez ex miembro del Partido Comunista Checoslovaco (KSCM), lo que enardeció aún más la inmediata reacción de Vlk, cuyo asesores podrían dirigirse el Tribunal de Justicia de Estrasburgo.

El dignatario eclesiástico, que en mayo cumple 75 años y sufre de diabetes, presentará en breve su dimisión, según establece el derecho canónico.

Una de las alegrías del viejo dignatario sería la visita de papa Benedicto XVI en el otoño, aunque se encuentra subordinada al viaje del pontífice a la sede la ONU, según informaron a Efe fuentes diplomáticas.
English Cardinal angry about judge's past in St Vitus' case
Feb 22, 2007
Czech Cardinal Miloslav Vlk considers unacceptable that Supreme Court judge František Formánek, who decided the Church vs state dispute over the ownership of Prague St Vitus' Cathedral, was a member of the Communist Party (KSČ) before 1989, the daily Mladá fronta Dnes (MfD) writes today.

(Prague Daily Monitor/ČTK, 21 February 2007) "We are surprised that former communists who had been judges under the totalitarian regime decided upon the case. It is embarrassing. It is unacceptable for both the Church and this country that a democratic state defends incorrect steps taken by the communist regime," Vlk told the paper.

The Supreme Court last week cancelled the verdicts of lower instance courts according to which it was the Church who owned the cathedral.

The dispute over the cathedral that is part of the Prague Castle has been lasting more than 13 years.

Judge Istvanek was a member of the KSČ for four years. He said this was no reason why he could be considered biased.
English Cardinal Decries Misuse of Secret-Service Files
Feb 12, 2007
Prague Prelate Asks Media Not to Exaggerate Reports.

ROME, FEB. 12, 2007 (Zenit.org).- The archbishop of Prague is repeating his concern about the misuse of secret-service archives.

Cardinal Miloslav Vlk called the current campaign a "grave manipulation of the materials contained in the secret service archives" of Eastern European countries.

The Czech cardinal made these statements last week in Rome, where he was attending the congress of bishop-friends of the Focolare Movement.

In several former Communist countries, the publication of the dossiers of the state security services has been used to accuse some priests of collaborating with Communist regimes.

Cardinal Vlk, 74, said he believes that the issue has been amplified by the news media, which is publishing lists of reports made by the police of Communist regimes, in order to "conceal its own responsibilities."

According to the cardinal, all the names that are on these lists are not those of priest-collaborators. Rather, he explained that the names of priests who were questioned are automatically on the lists. Their statements cannot be considered collaboration, the cardinal clarified.

"I am not trying to deny that there was reprehensible conduct for serious reasons, but I would like to urge journalists not to amplify too much the data related to collaborations," he added.

The cardinal also asked journalists to reject highlighting the Church alone, adding that there are responsibilities in all sectors.
German Kardinal Vlk fordert Stb-Kommission für Tschechien
Feb 02, 2007
Das Gremium soll Verstrickungen von katholischer Kirche und Staatssicherheitsdienst untersuchen.

(Tschechien Online, 1.2.2007) Prag - Der tschechische Kardinal Miloslav Vlk (Foto) hat die Einrichtung einer Kommission angeregt, die die Verstrickungen von katholischer Kirche und dem ehemaligen kommunistischen Staatssicherheitsdienst in der Tschechoslowakei analysieren soll.

Vlk hatte sich gestern mit Innenminister Ivan Langer und dem Leiter des Ministeriums-Archivs Pavel Žáček getroffen, um Einzelheiten des Projekts zu besprechen.

Die Kommission soll mit Wissenschaftlern aus staatlichen Archiven und Kirchenhistorikern besetzt werden.

Vlk erklärte, unter anderem sollten "objektive Tatsachen" analysiert werden, die einzelne Geistliche zur Kollaboration mit dem kommunistischen Regime bewegt hätten.

"Die Praktiken der Staatssicherheit waren sehr hart, wenn es darum ging, Mitarbeiter zu gewinnen", betonte der Kardinal. Auch Geistliche hätten dem Druck oft nicht standgehalten: „Nicht jedem Menschen ist es gegeben, ein Held zu sein.“

Langer und Žáček begrüßten den Vorstoß Vlks. "Ich denke, es ist notwendig, unsere Kräfte zu verbinden. Wir haben in unserem Archiv jede Menge Material, zu dessen Bearbeitung wir aber Kenntnisse der Kirchengeschichte benötigen", so Žáček.

Vlk sichtete gestern auch kurz die Akte, die der StB einst über ihn angelegt hatte. Über manche Fotos, die StB-Mitarbeiter von ihm gemacht hätten, sei er überrascht gewesen, weil sie aus so kurzer Entfernung aufgenommen seien, meinte Vlk. Er habe zwar gewusst, dass er beobachtet wurde, die Spitzel aber häufig dennoch nicht bemerkt.

Bislang hatte die katholische Kirche Tschechiens auf freiwillige Bekenntnisse ihrer Geistlichen gesetzt. Diesie Linie hatte die Bischofskonferenz noch in der vergangenen Woche in einer Erklärung bekräftigt. Die nun angestrebte Einrichtung einer Historikerkommission wertet die Tageszeitung Lidové noviny (Prag) als eine "persönliche Initiative" von Kardinal Vlk.
French Collaboration des prêtres avec la StB : l'Eglise catholique tchèque veut créer une commission de lustration
Feb 01, 2007
Peu de temps après le scandale qui a secoué la Pologne, l'Eglise catholique tchèque entend faire à son tour la lumière sur le passé des prêtres qui ont collaboré avec la Sécurité d'Etat (StB) de l'ancienne Tchécoslovaquie communiste.

[radio.cz/fr, 01-02-2007] Récemment, à l'issue de la Conférence épiscopale, le cardinal Miloslav Vlk a ainsi proposé qu'une commission baptisée « Otevrena minulost » - « Passé ouvert », soit créée.

Une commission au sein de laquelle siègeraient employés des archives du ministère de l'Intérieur et chercheurs de l'Eglise. Et c'est dans cette optique que le plus haut dignitaire ecclésiastique en République tchèque a rencontré, mercredi, le ministre Ivan Langer, et visité les archives du ministère.
« Je suis venu ici car j'aimerais me faire une idée plus complète de la situation réelle à l'époque et approfondir les recherches dans certains cas, a précisé le cardinal. J'ai avec moi une liste de plus de quarante personnes que j'ai rencontrées dans les années 90 et qui m'ont avoué leur collaboration. Aucune d'entre elles ne s'est toutefois exprimée publiquement et c'est pourquoi je me suis excusé en leur nom. D'un autre côté, tout le monde ne peut pas être un héros. Les méthodes de harcèlement de la StB pour parvenir à ses fins étaient très dures et certains ont cédé à la pression. C'est aussi la raison pour laquelle il convient de s'efforcer de porter un jugement le plus objectif possible sur les circonstances dans lesquelles certains prêtres ont été amenés à collaborer, sur le travail qu'ils ont ensuite effectué et établir s'ils ont fait du tort à quelqu'un. »
Le cardinal Miloslav Vlk Le cardinal Miloslav Vlk
L'idée de Miloslav Vlk est donc de mettre sur pied un groupe de travail où représentants de l'Eglise et chercheurs du ministère de l'Intérieur s'échangeraient des informations manquantes à l'une ou l'autre partie. Une initiative à laquelle est favorable Pavel Zacek, directeur des archives du ministère. « Cette commission se consacrera aux relations entre l'Eglise et la police secrète, a-t-il expliqué. Je pense qu'il est nécessaire d'unir nos forces, car bien que nous disposions d'un nombre important de documents, nous avons besoin de connaître l'histoire de l'Eglise et de certains de ses membres. Cela est important pour comprendre le contexte dans lequel la StB est parvenue à obtenir la collaboration des prêtres. »
En Pologne voisine, début janvier, Stanislaw Wielgus, fraîchement nommé archevêque de Varsovie, avait été contraint de démissionner après avoir reconnu avoir collaboré avec l'ancienne police politique communiste. Une affaire qui avait remué l'opinion publique polonaise et entraîné la mise en place d'une commission semblable à celle que le cardinal Vlk souhaite voir se créer aujourd'hui en République tchèque.
Spanish Cardenal checo aplaude renuncia de Arzobispo polaco
Jan 19, 2007
El Primado de la República Checa, Cardenal Miloslav Vlk, respaldó la decisión de Mons. Stanislav Wielgus de renunciar al cargo de Metropolitano de la Arquidiócesis de Varsovia (Polonia) debido a sus pasadas conexiones con la antigua policía secreta del régimen comunista.

BRATISLAVA, 09 Ene. 07 (ACI).- “Considero que se trata de una actitud correcta, a la luz de las posibles consecuencias para la credibilidad de la Iglesia”, dijo el Cardenal Vlk, al señalar que casos similares se han producido  en la República Checa.
Según el Purpurado, que sufrió persecución durante los días de la dictadura comunista, en los archivos de la antigua Policía Secreta checa, conocida como una de las más brutales y represivas del bloque soviético, figuran nombres de sacerdotes que colaboraron con el régimen; aunque la Iglesia ha destacado que es difícil culpar a todos los colaboradores, considerando los métodos violentos, incluyendo la tortura, que los servicios secretos utilizaban para “reclutar” a miembros del clero.
English Czech Cardinal says Polish Church should do penance
Jan 13, 2007
Polish Catholic bishops should take a joint approach to church dignitaries´ cooperation with former communist secret police and they should call on the Church in Poland to do penance for this, Czech Cardinal Miloslav Vlk said today, reacting to the resignation of the archbishop of Warsaw.

Prague, Jan 9 (CTK) - Stanislaw Wielgus resigned from the post on Sunday, after admitting his cooperation with the secret police under the communist regime. According to public opinion polls, a half of Poles believe that all priests and church dignitaries should undergo screening so that further similar controversies are eliminated.

"If, for example Radio Maryja continued to sweep the whole thing under the carpet, it is impossible to start solving the problem," said Vlk, the Czech Catholic primate and archbishop of Prague.

He thus supported the realists among the Polish Catholic dignitaries against the ultra-conservative stream represented by Radio Maryja, a Polish station defending Wielgus against what it calls "enemies of the church" and "the liberals´ effort to gain control of the capital."

Vlk did not suggest flat screening of Polish priests. He recommended that Polish bishops and priests jointly organise a large national penitent pilgrimage to Czenstochowa and call on the individual priests involved to recognise their guilt and apologise in their minds, and in front of God and church.

Vlk said that Czech Catholics do not want to sweep the cases of Czech priests´ cooperation with the former Communist secret police (StB) under the carpet either. He said he would like many painful fates to be disclosed by those who suffered under StB´s oppression.

"This may show how many managed to resist the pressure, though StB left their names figuring on its list [of cooperators]. It would probably show [Czech] priests´ stands in a positive light. Almost none of them cooperated [with StB] for ideological reasons," Vlk said.

According to speculations, up to several hundreds of Czech Catholic priests might have cooperated with StB before 1989. One of the "suspects" is Ostrava-Opava Bishop Frantisek Lobkowicz, who, however, has dismissed any knowledge of such cooperation.
English PM Topolanek, Cardinal Vlk want to settle state-church problems
Dec 21, 2006
Prague- Prime Minister-designate Mirek Topolanek and Cardinal Miloslav Vlk told journalists after their meeting today that they would settle long-lasting problems between the state and the Czech Catholic Church together in the future.

(ceskenoviny.cz, 21.12. 2006) "By our meeting we want to show that we have the will to communicate and settle problems," Topolanek said.

Catholic primate Vlk said after the meeting that he felt the political will to solve the problems.

"It is the beginning of a dialogue and a sign that there is the will to solve the problems that still exist between the church and the state," Vlk said.

Former Social Democrat (CSSD) culture minister Vitezslav Jandak who was also in charge of church issues set the improvement of relations with churches as one of its priority goals when he took office. However, representatives of Jiri Paroubek's (CSSD) government said at the end of their election term that they were unable to fulfil this goal in the current situation.

The Czech Republic is one of the few European countries that has not yet signed an agreement with the Vatican. President Vaclav Klaus voiced his open disagreement with the text of the document in the past.

Three years ago Vlk met with Klaus before Christmas but he has not met Vlk since then.

"The prime minister is a man who should discuss the questions of the church-state relations with us, while the president also has his representational function. Maybe this is the reason why we do not meet," Vlk told CTK today.
Spanish "Sociedad sin Dios" necesita recuperar valores perdidos
Dec 13, 2006
"Luego del colapso del comunismo muchas personas en nuestro país llegaron a la Iglesia y buscaron a Dios.

KÖNIGSTEIN, 13 Dic. 06 (ACI).- Pero cuando se abrió el camino hacia la prosperidad, la orientación hacia Dios se perdió. Hoy, ‘cosechamos’ los frutos de este rumbo equivocado: una sociedad sin Dios", dijo el Arzobispo de Praga, Cardenal Miroslav Vlk, durante su visita a la sede de la organización Ayuda a la Iglesia Necesitada (AIN)

El Purpurado indicó que "hemos perdido los valores fundamentales que incluyen el respeto por el otro y por la vida. El egoísmo se expande cada vez más y lo que nuestra sociedad necesita son los valores que ha perdido".

El Arzobispo destacó el rol de los laicos comprometidos, especialmente cuando se acentúa la escasez de sacerdotes. "Este año en Praga tenemos 65 catecúmenos entre 20 y 25 años. Los más importante es nuestro testimonio cristiano", agregó.

"Hoy, la Iglesia en República Checa tiene muchas posibilidades de difundir su fe, pero no muchos medios para hacerlo, principalmente debido a que no han sido restituidas del todo las propiedades de la Iglesia", dijo.
English Radical religious groups connected with extremists
Oct 05, 2006
Czech Catholic bishops believe that certain radical religious groups in the country, shielding themselves with Christianity and the Catholic Church, are connected with foreign reps of political extremism, both abroad and at home, but police said today they have no such information.

Prague, Sept 22 (praguemonitor.com) - According to the press centre of the Czech Bishops´ Conference, Cardinal Miloslav Vlk recently spoke about extremism with the U.S. and Israeli ambassadors to the Czech Republic and with Rabbi Karol Sidon.

The church has nothing in common with these streams, Vlk, Primate of the Czech Catholic Church, told them in this connection.

Vlk said he believes that the radicals are connected with representatives of nationalism, anti-Semitism, Islamism and neo-Nazism, as well as with American fundamentalists.

The fundamentalists, he said, introduce at their lectures in the Czech Republic the anti-American spirit and train extremist groups in the country.

He said these groups draw from American sources not only ideological inspiration, but probably also financial support.

Catholic bishops, who dealt with links between radical groups in the church and politics and with sympathies of certain Catholic circles with extremism in the spring already, mention the ultra-right Lipovy kriz (Linden Cross) association, the National Unification party and others.

The bishops link extremist thinking mainly with the international Lefebvrist movement that, according to Vlk, has separated from the church, but presents itself as its voice.

One of those who spread radical ideas is according to the bishops the Te Deum journal that the church does not consider to be Catholic.

Its editorial board protested through CTK today against the accusations of sympathies for "anti-Semitism, neo-Nazism and Islamism."

Michal Semin and Martin Cejka from the journal said that Vlk´s words are based on "the ill will to socially ostracise the Catholics who point to the negative consequences of liberalisation processes in the Catholic Church" that according to them result in the decreasing numbers of believers, clergymen as well as laymen.
English Madonna show abuses religious symbols, says cardinal ahead of singer's Prague debut
Sept 12, 2006
The US pop star Madonna has been all over the Czech media recently, ahead of her first ever concerts in the Czech Republic. The two shows take place at Prague's Sazka Arena on Wednesday and Thursday and sold out in record time, despite unusually high ticket prices.

(radio.cz, 05-09-2006) But not everyone welcomes Madonna's visit: the head of the Czech Roman Catholic church, Cardinal Miroslav Vlk, has issued a strong statement condemning Madonna's show. I asked his spokesman Martin Horalek why.

"His main objection is to the use of the cross and the crown of thorns and such religious symbols in Madonna's show - he said this is abuse or misuse of religious symbols. The Catholic Church is against the misuse or abuse of religious symbols just for a better or bigger...effect of some singer's show."

In your press statement you describe Madonna as the "so-called Madonna" but as far as I know that's really her name, it's not her stage name. So why do you say "so-called Madonna"?

"The reason is that there is some kind of connection with the name of the Holy Mary, and she uses it as well as her...singer's name - there is still some close connection with the religious symbol of Holy Mary. Cardinal Vlk thinks this is also some kind of abuse of the religious symbol of Our Lady."

Her full name is Madonna Ciccone - she has an Italian background. Don't you think that she is perhaps influenced by Catholicism in her work? Perhaps a Protestant singer wouldn't think of being "crucified" during a show, and it simply reflects her background.

"She is certainly affected by Catholicism, it's pretty clear. But I think that she probably has some kind of problem with the Catholic Church and her faith. This is probably the root of why she still uses these religious symbols in her show, why she her daughter has the name 'Mary from Lourdes' and so on. It's pretty clear."

She's perhaps not the best singer in the world but she has managed to sustain her career for around 25 years now, partly by shocking people. Wouldn't you think it could be better to simply ignore her, and in a sense turn the other cheek?

"This is always a question. If we don't say our opinion people criticise us for being a silent church. My personal opinion is that in things like the Madonna concerts or the book The Da Vinci Code the popularity is so huge that in these cases it is probably cleverer to say loudly the statement of the Church, the position of religious people."
German Papst Benedikt XVI. kann nicht nach seiner vergangenen Tätigkeit beurteilt werden
May 17, 2006
Der Prager Erzbischof Kardinal Miloslav Vlk hält von den von Papst Benedikt XVI. genannten Prioritäten vor allem das Vorhaben für wichtig, die Impulse des Zweiten Vatikanums zu verwirklichen und an Johannes Paul II. anzuknüpfen.

(radio.cz, 11-5-2006) Das Zweite Vatikanum habe, so Vlk, in den sechziger Jahren des vergangenen Jahrhunderts die Kirche der modernen Zeit geöffnet. Kardinal Vlk zufolge ist es voreilig, den neuen Papst nach dessen vergangener Tätigkeit in der Kongregation für Glaubenslehre zu beurteilen. Es sei, so Vlk, unangemessen, den Papst als einen "großen Inquisitor" zu bezeichnen. Josef Ratzinger könne, so der tschechische Kardinal, im Amt des "Bischofs der ganzen Kirche" nicht als Präfekt einer römischen Kongregation handeln. Das Konklave war den Worten von Kardinal Vlk zufolge überraschend kurz. Das habe er nicht erwartet, heißt es in einem am Sonntag veröffentlichten Text, den der Kardinal der Nachrichtenagentur CTK zur Verfügung stellte. Miloslav Vlk war der einzige tschechische Kardinal, der an der Papstwahl teilnahm.

An der feierlichen Inauguration von Benedikt XVI. nahmen im Vatikan neben kirchlichen Würdenträgern aus Tschechien auch Staatspräsident Václav Klaus und Außenminister Cyril Svoboda teil.
German Kardinal Vlk kritsiert Prager Kirchenpolitik
Mar 04, 2006
Verhältnis von Staat und Kirche "in unverständlicher Weise vernachlässigt"

(Tschechien Online, 17.2.2006) Prag - Der Prager Erzbischof Kardinal Miloslav Vlk hat der tschechischen Regierung Versagen in der Kirchenpolitik vorgeworfen. Auch 16 Jahre nach dem Fall des Kommunismus werde das Verhältnis des Staates zur Kirche "in unverständlicher Weise vernachlässigt", so Vlk in einem Kommentar in der Tageszeitung Lidové noviny (Prag).

Kultusminister Vítězslav Jandák habe – wie auch andere Regierungsvertreter der vergangenen fünf Jahre – vieles versprochen, aber seine Versprechungen bislang nicht erfüllt.

Enttäuscht zeigte sich Vlk vor allem darüber, dass für eine Ratifizierung des Konkordats mit dem Vatikan in dieser Legislaturperiode vermutlich die Zeit zu knapp sei.

Tschechien ist eines der letzten mitteleuropäischen Länder, das noch keinen Staatsvertrag mit dem Heiligen Stuhl abgeschlossen hat.

Vlk monierte zudem die erst kürzlich vom Parlament verabschiedete Novelle zum Kirchengesetz. Diese verstoße gegen die verfassungsrechtlich garantierten Rechte der Kirchen. Die Auseinandersetzung um Konkordat und Kirchengesetz spiegele "die Gedanken derer, die das Wirken der Kirchen und ihres möglichen Einflusses in der Gesellschaft fürchten", schreibt Vlk.

In diesem Zusammenhang habe Papst Benedikt XIV. immer Geduld gepredigt, und diese sei nun wohl auch von Nöten, so der Kardinal.
German Der Kampf um die Kathedrale
Nov 06, 2005
In einem bizarrem Streit um den berühmten Veitsdom hat diese Woche die katholische Kirche in Tschechien gegen den Staat gesiegt. Vorläufig.

(Sächsische Zeitung, 29. Oktober 2005) Prag. Der Vorgang ist absurd, und dennoch spielte er sich seit Jahren so auf der Prager Burg, dem Hradschin, ab: Wenn der tschechische Erzbischof Kardinal Miloslav Vlk „seine“ Kathedrale – den weltbekannten Veitsdom – betrat, lief er Gefahr, von der Wache als möglicher Kirchenräuber festgesetzt zu werden. Um derlei Unbill zu entgehen, musste der Kardinal jedesmal die staatliche Burgverwaltung informieren, bevor er in den Dom ging. Denn das von Kaiser Karl IV. (1316 bis 1378) initiierte und vor allem von dem Deutschen Peter Parler gebaute Gotteshaus ist rein juristisch kein Haus der Kirche.

Enteignung in den 50er Jahren

Die religionsfeindliche kommunistische Partei hatte Mitte der 50er Jahre befunden, der Hradschin mit dem Dom gehöre „dem Volk“. So begründete sie nassforsch die Enteignung der Kathedrale. Die war bis dahin seit Jahrhunderten selbstverständlich in Kirchenhand. Die Kommunisten aber argumentierten etwa, dass der Bau, für den 1344 der Grundstein gelegt worden war, nur mit öffentlichen Geldern fertig gebaut werden konnte. Plötzlich entdeckten sie auch ihre Liebe zu den Böhmens weltlichen Herrschern. 22 wurden im Veitsdom gekrönt, einige sind dort begraben, zudem birgt der Dom die königlichen Krönungsinsignien. Bei den meist herzlich gottlosen Tschechen stieß dieser Verweis auf offene Ohren.

Nach 1989 bemühte sich die katholische Kirche um Rückgabe des Doms. Doch mehr als ein eigener Schlüssel sprang nicht heraus. Als dann 1994 ein Stadtbezirksgericht den Dom an die Katholiken zurückgab, legte die Präsidialkanzlei Berufung ein – unter dem Druck der empörten Öffentlichkeit. Die argwöhnte sogar, die Kirche könnte den Veitsdom „aus Geldgier ans Ausland verschleudern“. Damals unterschrieben 107 der 200 Parlamentsabgeordneten eine Petition gegen die Übergabe. Kommentatoren rauften sich die Haare – bis 1995 ein Gericht das Urteil kassierte. Es sprach den Dom indes auch nicht mehr dem Staat zu. So ging auch ein Vorschlag von Kardinal Vlk ins Leere, die Kirche könne zu Gunsten des Volkes auf den Dom verzichten. Der Streit sei unwürdig und müsse beendet werden.

Ringen um riesige Besitztümer

Vlks Bedingung war nur, dass das Verstaatlichungsdekret aufgehoben werde und ein neues Gesetz die Eigentümer- und Nutzungsrechte festlege. Die Kirche müsse an der Domverwaltung beteiligt sein und ihn ungehindert für religiöse Zwecke nutzen können. Zu dem Gesetz kam es nie – doch ohnehin hätte die Kirche den Dom nicht „verschenken“ können; sie besaß ihn ja gar nicht mehr.

Nun hat ein Prager Gericht am Dienstag den Dom wieder der katholischen Kirche zugesprochen. Aber endgültig ist die Lösung wieder nicht – der Staat hat schon Berufung angekündigt. Kardinal Vlk hielt sich daher mit Jubel zurück: „Wir müssen Geduld haben, Geduld und nochmals Geduld. Aber wir sind das schon gewöhnt.“ Denn die Gegner werden nicht aufgeben, weil das Urteil zum Anlass zur Restitution des übrigen, riesigen Kircheneigentums werden könnte. Die jedoch wollen in Tschechien fast alle Leute von Einfluss verhindern.
English Cardinal Vlk welcomes return of St. Vitus Cathedral to Catholic Church
Oct 30, 2005
Reacting to a ruling that was 13 years in the making, Prague Archbishop Cardinal Miloslav Vlk yesterday welcomed the court decision that said, St. Vitus Cathedral, perhaps Prague's best-known symbol around the world, belongs to the Catholic church and not the state.

PDM staff with CTK) 26 October 2005 - St. Vitus Cathedral at Prague Castle and the adjacent real estate belong to the church, the Prague 1 District Court ruled yesterday.

Czech courts have been dealing with the dispute between the state and the church about the cathedral for 13 years.

Vlk said the latest legal round was a good sign that Czech courts have started working properly and that it was a victory of justice.

He said that it was also a sign of hope that further cases of arbitrariness connected with the Communist regime would be set right, too.

But the case is hardly over.

"We will still appeal," Milada Sipkova, lawyer for the Office of the Government Representation in Property Affairs (UZSVM), said.

According to yesterday's ruling, the cathedral, along with the land and the tower at St. Vitus Cathedral, belong to the Saint Vitus Metropolitan Chapter. A part of the adjacent land belongs to the All Saints Collegiate Chapter at Prague Castle, according to the district court.

"This is a clear response to those who claimed, using the Communist vocabulary, that the cathedral belongs to all the people," Czech Catholic primate Vlk told CTK, adding that it was nonsense to claim that church could purloin the precious national heritage, and "take it away to the Vatican."

Several years ago, Vlk voiced the church's readiness to donate the cathedral to the nation. "At that time, the government and Prime Minister Vaclav Klaus refused this as they wanted to settle the affair through a law, but I could not accept it. Now the time of our willingness is gone," Vlk said.

"We are glad that the 13-year ordeal is nearing the end," Vlk said about the protracted trial.

He said that there was still no general arrangement of property disputes between the state and the church.

When the state took charge of church heritage after the Communist take-over, it did not fulfill its duty, Vlk said.

"It is right to say that as far as the cathedral is concerned, at least its outer part, the Prague Castle Administration, did care for very well. Inside, some things have been damaged or lost," Vlk said.

Some houses at Prague Castle that the church is also claiming, such as the well-known Vikarka wine bar, have been empty for years and are falling apart, Vlk said.

"One can see that the Prague Castle Administration does not need them," he added.

"In same cases, I do not find a decent word for the behaviour of the Prague Castle Administration," Vlk said.
French Le cardinal Miloslav Vlk évoque ses souvenirs du Saint-Père
Apr 06, 2005
Des drapeaux noirs flottent sur les églises tchèques en signe de deuil. Des centaines de Tchèques envisagent de se rendre à Rome pour participer aux obsèques du pape Jean-Paul II. Avant son départ pour Rome, le cardinal Miloslav Vlk a confié à la radio publique tchèque quelques souvenirs qu'il gardera du temps où Jean-Paul II était encore le cardinal Karol Wojtyla.

(Radio Prague, 05-04-2005) Des avions spéciaux et des bus seront mis à la disposition de ceux qui désirent assister aux funérailles du pape, mais il n'y aura pas de train spécial. Ceux qui resteront chez eux pourront suivre une retransmission en direct de la cérémonie à la télévision publique tchèque.

Côté officiel, la République tchèque sera représentée à Rome par le président de la République Vaclav Klaus, le ministre sortant des Affaires étrangères Cyril Svoboda et probablement aussi par le Premier ministre Stanislav Gross.

L'Eglise catholique tchèque envoie aux funérailles son primat, le cardinal Miloslav Vlk. Ce dernier sera également l'unique ecclésiastique tchèque à participer au conclave qui élira le successeur de Jean-Paul II. Théoriquement, Miloslav Vlk est, lui aussi, candidat au Saint-Siège, mais il ne pense pas qu'il puisse être élu. Estimant que la tâche de celui qui remplacera Jean-Paul II au Vatican sera extrêmement difficile, il avoue qu'il ne voudrait pas être dans la peau du successeur de ce pape exceptionnel.

"Je me rends compte de la responsabilité ou de la co-responsabilité de l'avenir de l'Eglise que je dois assumer avec les autres cardinaux en ce moment. Mais je sens que je ne suis pas seul dans cette responsabilité car la mort de Jean-Paul II m'a profondément convaincu que Dieu est avec son Eglise, comme il l'a dit: Et voici que je suis avec vous pour toujours."

Avant son départ, le cardinal Vlk a évoqué aussi quelques souvenirs personnels qui illustrent le rapport de Jean-Paul II vis-à-vis de l'Eglise et du peuple tchèques.

"Evidemment, en tant que slave et ressortissant d'un peuple voisin qui nous est très proche, il avait de très étroits rapports avec nous. Il était alpiniste, il se rendait dans les Hautes Tatras en Slovaquie. On sait qu'il a ordonné en secret des prêtres pour l'Eglise souterraine dans notre pays.

En 1974, il est venu assister aux obsèques du cardinal Trochta, mais le régime communiste ne l'a pas autorisé à concélébrer la messe. Il connaissait donc la situation sous le communisme non seulement chez lui mais aussi chez nous, et il ne l'a pas oublié après avoir été élu pape.

En 1994, lorsque j'ai été élu cardinal, je suis venu au Vatican avec de nombreux ecclésiastiques de Prague et le pape nous a accordé une audience. Il a parlé du christianisme et il a dit : 'Nous, Polonais, nous avons reçu le christianisme de vous, de vos saints.' Et bien sûr cela était d'un grand réconfort pour nous, Tchèques, qui souvent manquons d'assurance."
French Le cardinal Vlk vote pour l'Europe
Dec 06, 2004
Le cardinal Miloslav Vlk, archevêque de Prague, considère que l'intégration de son pays dans l'Union européenne favorisera un Etat de droit. Entretien 01-12-2004.

La Croix. Que pensez-vous de l’intégration de la République tchèque dans l’Union européenne ?
Cardinal Miloslav Vlk. L’Église catholique tchèque, dès le début de la campagne pour le référendum, s’est engagée en faveur du «oui», disant clairement que notre pays ne peut ni ne doit rester isolé. Certains ont pensé que nous aurions peur des influences venant de l’Ouest, mais nous sommes déjà sécularisés et individualisés! Parmi les principaux changements que nous attendons de cette intégration européenne, il y a le fait de devenir un État de droit.

La Croix. C’est-à-dire ?
Cardinal Miloslav Vlk. Sous le régime communiste, les consignes du Parti passaient avant le droit et les Tchèques avaient appris à contourner les lois. Aujourd’hui, mieux faire respecter le droit peut contribuer à libérer les esprits. On peut aussi espérer que l’application du droit aide à débloquer le dossier des biens de l’Église. Ces biens – terres, bâtiments… – confisqués par l’État communiste ne nous ont pas été rendus et c’est toujours l’État qui les gère. Nous ne demandons pas de tout récupérer – d’autant que bon nombre de ces biens ont été vendus ou détruits – mais de retrouver les bâtiments dont nous avons besoin pour des œuvres caritatives. Nous proposons aussi de créer une fondation, financée par l’État et par des dons de particuliers, qui nous permettrait de développer nos activités caritatives et d’entretenir nos bâtiments.

La Croix. Quel soutien recevez-vous sur ces projets de la part de la population tchèque ?
Cardinal Miloslav Vlk. Lors de la dernière grande collecte pour la Caritas (organisée dans tout le pays à l’occasion de la fête des Rois mages avec mobilisation des enfants), 1,5 million d’euros a été récolté : un record! Ce qui montre que la population serait prête à soutenir une telle fondation. De manière générale, la Caritas a une très bonne image et est perçue comme «l’Église utile» : de plus en plus de Tchèques, souvent non croyants, «adoptent» des enfants de pays défavorisés pour leur payer leurs études.

La Croix. Qu’en est-il du P. Karel Simandl, secrétaire général de la Conférence épiscopale, qui a démissionné en raison de ses anciennes activités d’espionnage?
Cardinal Miloslav Vlk. En 1993, une loi a interdit aux anciens collaborateurs des services secrets d’exercer des responsabilités dans la fonction publique. Cette loi ne valait pas pour l’Église. Après avoir entendu tous les prêtres de mon diocèse ayant collaboré avec la police secrète, j’ai découvert que la plupart avaient été forcés de collaborer sous la contrainte de menaces, contre eux ou contre leur famille. Je leur ai alors demandé de s’excuser chacun publiquement pour ce qu’ils avaient fait, mais ces démarches personnelles n’ont pas été faites. Je me suis alors moi-même excusé au nom de ces prêtres, dans un article publié en 1993.

La Croix. Le cas du secrétaire général est-il très différent ?
Cardinal Miloslav Vlk. Oui, et beaucoup plus grave… Son dossier a été découvert l’an dernier dans les listes officielles du ministère de l’intérieur mais nous n’avons pas perçu alors l’importance de ce qu’il avait fait. Il avait été contacté par la police communiste dès ses années de séminaire. C’est d’ailleurs parce qu’il avait accepté de collaborer qu’il a pu rester au séminaire (alors interdit). Entre 1974 et 1989, il a activement collaboré avec la police, en raison de ses activités au Vatican, transmettant notamment des informations sur le séminaire tchèque de Rome où étaient envoyés des jeunes ayant quitté le pays clandestinement. L’évêque du P. Simandl doit le rencontrer prochainement. Sans doute l’enverra-t-il auprès d’une communauté tchèque à l’étranger.
German Die Kirche hat Gott zu oft in den Tabernakel verbannt
Dec 02, 2004
Es gebe so etwas wie einen "Tabernakel der Gesellschaft": "Wenn Menschen in Gemeinschaft mit Gott leben, erfährt auch der nicht gläubige Mensch etwas davon."

(Leipzig, 12. Januar 2000) - "Leben in Freiheit - nach der samtenen Revolution" - dieses Thema hatten die katholischen Akademien der ostdeutschen Bistümer über die Eröffnungsveranstaltung ihrer Reihe "Die zehn Gebote" geschrieben.

Und wer hätte authentischer zu diesem Thema sprechen können, als der Referent, den die Veranstalter zu diesem Abend am 12. Januar 2000 in die Leipziger Propsteikirche eingeladen hatten? Der heutige Erzbischof von Prag, Kardinal Miloslav Vlk, hat in seinem Leben hautnah erfahren, was es heißt, in Unfreiheit oder in Freiheit leben zu können.

Zehn Jahre lang hatten ihm die kommunistischen Behörden in der damaligen Tschechoslowakei die Ausübung des Priesteramtes verboten, den größten Teil dieser Zeit arbeitete er als Fensterputzer in Prag. "Man kann alles verlieren, aber darin Freude und Frieden finden", fasst er die Erfahrungen aus dieser Zeit zusammen. Und: "Die Jahre als Fensterputzer waren die wichtigste Vorbereitung auf das Bischofsamt."

Wie in anderen Ländern des ehemaligen Ostblocks würden die Menschen in seiner Heimat heute die Freiheit, die sie vor zehn Jahren errungen haben, nicht mehr schätzen. Entweder - wenn sie nur auf die materielle Seite sähen und es ihnen heute vermeintlich schlechter gehe als zu kommunistischen Zeiten - "sehnen sie sich wie die Juden in der Wüste zurück zu den Fleischtöpfen Ägyptens". Oder sie würden die Freiheit dermaßen überbetonen, dass sie völlig desinteressiert daran sind, wie es Menschen um sie herum gehe.

Eine solche "übertriebene Betonung der Freiheit des Einzelnen öffnet aber der Auflösung der Gesellschaft Tür und Tor", warnte der Kardinal.

Und übertragen auf ethnische Gruppen fügte er hinzu: "Wenn ganze Völker ihre Freiheit falsch verstehen und sich in Form des Nationalismus in sich selbst verschließen, ist das das Ende Europas." Die "negative Spiritualität des Egosimus" müsse deshalb dringend durch eine "Kultur der Solidarität" ersetzt werden, forderte der Erzbischof. In vielen anderen Bereichen - etwa der Wirtschaft, der Wissenschaft oder der Kommunikation - sei inzwischen die Notwendigkeit des gemeinsamen Handelns erkannt worden.

Die zentrale Sehnsucht des Menschen von heute sei die Freiheit. Die Menschen aber verwechselten sie häufig mit der Durchsetzung des eigenen Willens, statt zu erkennen, dass Freiheit auch immer Verantwortung für andere bedeutet, sagte Vlk. Die Menschen im ehemaligen Ostblock hätten den Umgang mit Freiheit nie gelernt. Christen könnten hier einen wichtigen Beitrag für den Aufbau der Gesellschaft und Europas leisten, indem sie den rechten Gebrauch von Freiheit in Offenheit für andere Menschen vorleben. So könne das Christentum wichtig für die Gesellschaft werden.

Der postmoderne Mensch drehe sich um sich selbst als Zentrum, aber "er ist auf der Suche nach Transzendenz. Jeder Mensch hat den Wunsch, geliebt zu werden, selbst zu lieben und nützlich zu sein." Hier sieht Vlk Chancen für eine Neuevangelisierung.

Den Menschen des Mittelalters, die nicht lesen und schreiben konnten, sei die christliche Botschaft durch die gemalten Armenbibeln vermittelt worden. "Auch heute sind viele Menschen religiöse Analphabeten. Die Bibel, die sie verstehen können, ist unser konkretes christliches Leben." Die Kirche habe Gott zu oft in den Tabernakel verbannt, kritisierte Vlk. Das verstehe der moderne Mensch nicht mehr.

Aber es gebe so etwas wie einen "Tabernakel der Gesellschaft": "Wenn Menschen in Gemeinschaft mit Gott leben, erfährt auch der nicht gläubige Mensch etwas davon." Doch dazu Aber es gebe so etwas wie einen "Tabernakel der Gesellschaft": "Wenn Menschen in Gemeinschaft mit Gott leben, erfährt auch der nicht gläubige Mensch etwas davon." "müssen wir weg vom Gott der Philosophen, hin zum Gott Abrahams, Isaaks und Jakobs, zum Gott, der gesagt hat: ,Ich bin da'!"

Kardinal Vlk nutzte die Veranstaltung auch, um sich bei der katholischen Kirche im Osten Deutschlands zu bedanken: Aber es gebe so etwas wie einen "Tabernakel der Gesellschaft": "Wenn Menschen in Gemeinschaft mit Gott leben, erfährt auch der nicht gläubige Mensch etwas davon." "In kommunistischer Zeit war die DDR für uns ein wichtiges Zufluchtsland, und wir haben von hier viel Hilfe erfahren."Aber es gebe so etwas wie einen "Tabernakel der Gesellschaft": "Wenn Menschen in Gemeinschaft mit Gott leben, erfährt auch der nicht gläubige Mensch etwas davon."

Besonders erinnerte er an zahlreiche Treffen von Christen aus der damaligen Tschechoslowakei, die in der DDR unter dem Schutz der ostdeutschen Bischöfe stattfanden. Ein spezieller Dank galt auch dem Leipziger St. Benno-Verlag und unserer Zeitung. "Meine Bibliothek besteht zum größten Teil aus Benno-Büchern und der Tag des Herrn hat mir geholfen, die deutsche Sprache zu lernen."
German Ökumenischen Treffens mit der Fokolarbewegung nahestehenden Bischöfen
Dec 02, 2004
Ein fruchtbarer ökumenischer Dialog ist ohne Gemeinschaftserfahrung nicht möglich, so der Erzbischof von Prag, Kardinal Miloslaw Vlk bei einem ökumenischen Treffen, das am Montag in Rocca di Papa bei Rom seinen Auftakt nahm und an dem der Fokolarbewegung nahestehende Bischöfe sowie Vertreter aller christlicher Konfessionen teilnahmen.

(ZENIT.org, 28. November 2003) Rom - Das Treffen stand unter dem Motto "Die Anwesenheit Christi unter den Seinen und der Dialog des Lebens".

Einem Bericht von Radio Vatikan zufolge sagte Kardinal Vlk: "Ich persönlich bin wirklich davon überzeugt, dass es ohne diese tiefe Gemeinschaftserfahrung auch keine Ökumene und keinen echten Dialog geben kann. Ein theologischer Dialog hingegen kann ohne sie schon gar keine Früchte tragen".
English The jubilee anniversary of Radio Free Europe. May 4, 2001.
Dec 02, 2004
“In the past I used to be a faithful listener to Radio Free Europe, which served as a source of truthful, undistorted information. I have remained one of your listeners to this day.”

Mr President, Mr Dine, Guests, Ladies and Gentlemen,

It gives me pleasure to greet you on this jubilee anniversary of Radio Free Europe. I am glad that we are marking this occasion at a time when the radio station is vigorous, strong, and acting in the service of promoting democracy and the vital reconstruction of a society which is frequently weighed down by a heavy load: a power perpetuating the legacy of the communist past in the minds of a number of people. There is an ever present need to challenge this.

You yourselves have looked back on history -- just recently we had a chance to listen to the top feature, "Events and Opinions" by Olga Kopecka-Valeska. I would just like to contribute a small retrospective to those days and admit that in the past I used to be a faithful listener to Radio Free Europe, which served as a source of truthful, undistorted information. I have remained one of your listeners to this day.

Ten years ago, in the thanksgiving service in Munich on the 40th anniversary of RFE, I described in my sermon what RFE meant to us.

Those more adept are here to give a more profound appreciation of your wonderful, useful, and high-quality endeavor. They will certainly evaluate the professional contribution of RFE to our current media. I would like to express my personal recognition, admiration, and gratitude to your journalists for their work.

It may appear that the original mission of RFE -- to disseminate truthful information -- is no longer topical today. I do not share this opinion. May it suffice to look around -- near and far -- and we will frequently come across certain attempts to politicize the spreading of truthful information. These efforts are not entirely dissimilar to the strivings at the beginning of the Cold War, when the totalitarian regime used the media for its ideology and tried to bridle truth to serve its purposes. That is why I am convinced that RFE's mission remains ever topical today for our society and nations.

In the past, your service was also of vital importance for the Church, completely deprived of free communication and a free media. You played an extremely significant role, especially in the course of the Second Vatican Council. As a representative of the Catholic Church, I would like to express my sincere gratitude for your important work and wish you well in your mission in our country for long years to come.

God bless your endeavors.
English On Role of Church under Communism
Dec 02, 2004
Head of the Catholic church in the Czech republic, Cardinal Miloslav Vlk, has spoken on Radio Free Europe about the recent Pope's visit to Cuba and about the 50th anniversary of a communist coup in Czechoslovakia back in 1948, when communists took over and our country embarked on the road of socialism.

(Radio Prague, 1997) "The Church has been everywhere, today in Havana as well as yesterday in Prague," said Cardinal Vlk adding that "the Church has always meant support to freedom and other human and democratic values. The communists were well aware of it and that's why after the so-called Victorious February they exerted gigantic pressure against the church and its spiritual face."

According to Miloslav Vlk, the communists in Czechoslovakia had removed the spiritual elite of the Church and damaged a big part of its structures. The Church, though, lived on, because its internal structure was so strong. Under the church towers small cells used to live - small groups of people with their spiritual representatives - the clergymen.

That was a place where people used to come voluntarily, despite unfavourable conditions and the fact that their very existence had been endangered, concluded Cardinal Vlk.
English The Church Deserves Better Treatment
Dec 02, 2004
The Cardinal said that in Czech society there was a tendency to isolate and marginalize the role of the Catholic Church and make the faith a private and personal matter only.

(UTC, 15.05.2002) The Czech Cardinal Miloslav Vlk has complained about alleged efforts to marginalize the role of the Catholic Church in society.

In an in-depth interview conducted on the eve of his seventieth birthday, the Cardinal said that in Czech society there was a tendency to isolate and marginalize the role of the Catholic Church and make the faith a private and personal matter.

The trend in Europe is the exact opposite but we are sadly lagging behind, Cardinal Vlk noted, attributing this fact to more than four decades of communism. The Cardinal said that despite this he was optimistic about the future, because since the fall of communism people had gradually re-embraced spiritual values.
German Kardinal Königs Offenheit
Dec 02, 2004
"Ich habe Kardinal König in Budweis 1990 kennen gelernt", erzählt Kardinal Miloslav Vlk, Erzbischof von Prag. "Früher war dort der Eiserne Vorhand. Als ich Bischof von Budweis geworden bin, habe ich ihn eingeladen, um über das Konzil zu sprechen."

(Stephansdom.com, 2004) Kardinal König und Kardinal Vlk wurden gute Freunde und sahen viele Sachen ähnlich. "Ich habe seine Weisheit, Offenheit und Verankerung im Glauben bewundert. Viele haben in ihm ein Vorbild gesehen."

Der Prager Erzbischof betont, dass die vielen Menschen beim Begräbnis des Wiener Alterzbischofs Zeugnis für sein Wirken waren. "Man schätzte ihn für seine Offenheit."
German Katholische Fakultät vor dem Aus?
Dec 02, 2004
Die Existenz der ältesten Fakultät der Prager Karlsuniversität - der katholischen Theologie - ist ernsthaft gefährdet. Sollte es ihr nicht gelingen, ihre Struktur innerhalb von drei Monaten Grund legend zu ändern, droht die Auflösung durch das Schulministerium.

(Tagesecho, 14.01.2002) An dem Ultimatum, das Ivan Wilhelm, Rektor der Karls-Universität, der katholischen Fakultät am Samstag vor versammelter Studentenschaft stellte, gibt es nichts zu deuteln: Entweder die Fakultät erhöhe das Niveau ihrer Lehre, ändere die Aufnahmeverfahren und ihr Statut und mache die Veranstaltungen einer breiteren Öffentlichkeit zugänglich, oder das Schulministerium entziehe ihr die Akkreditierung.

Letzteres wäre nicht nur gleichbedeutend mit einem weitgehenden Lehrverbot, sondern hätte auch zur Folge, dass der Fakultät künftig keine Mittel mehr aus dem Staatshaushalt zuständen.

Die Diskussion um die katholische Fakultät zieht sich bereits durch die ganzen 90er Jahre. Unter ihrem ehemaligen Dekan Vaclav Wolf geriet sie in Konflikt mit tschechischen Bischöfen, der Universitätsleitung sowie dem Vatikan. Ihr wurde Ultrakonservatismus, einseitige Glaubensauslegung sowie die Nichtrespektierung des 2. Vatikanischen Konzils vorgeworfen.

Dadurch, dass die Fakultät Frauen und Laien praktisch nicht als ordentliche Studenten zum Studium zuließ, käme sie quasi einem Priesterseminar gleich und verfolge eigennützige Zwecke, so die Kritiker. Renommierte Theologen wie Tomas Halik verließen die Fakultät, die zudem über ein Statut verfügt, das weder den Vorschriften des Hochschulgesetzes noch denen des Vatikans gerecht wird. Nach mehrfachen erfolglosen Appellen an die Leitung der Fakultät, die Institution zu modernisieren, übertrug das Schulministerium schließlich mitte Dezember vergangenen Jahres jegliche Kompetenzen für die Fakultät auf den Rektor der Universität.

Dieser rief nun am Samstag auch die Studenten auf, sich an der Modernisierung ihrer Fakultät zu beteiligen. Gleichzeitig warnte er, dass er diejenigen, die sich gegen Veränderungen sperren, nicht tolerieren werde. Auf die Befürchtungen einiger Studenten vor Änderungen in der Glaubenslehre reagierte Kardinal Miloslav Vlk, der hinter den Modernisierungsplänen steht, mit dem Hinweis, dass Wilhelm keinerlei Schritte unternehmen werde, ohne vorher Kirchenvertreter zu konsultieren.

Bei der Modernisierung der Fakultät wird dem Rektor Mikulas Lobkowic, ehem. Präsident der Katholischen Universität Eichstätt und gebürtiger Prager, als neuer vorübergehender Dekan der Fakultät zur Seite stehen. Er kommt Ende der Woche von Bayern in die tschechische Hauptstadt. Auf eine Anfrage von Radio Prag war Lobkowic am Montag nicht bereit, sich über die bevorstehende Umstrukturierung zu äußern.

Zur Begründung sagte er, er wolle der Katholischen Fakultät durch voreilige Urteile nicht ihr momentan ohnehin kompliziertes Leben erschweren, sondern sich zunächst vor Ort einen Überblick verschaffen.
German Kritik am Staat-Kirche-Verhältnis
Dec 02, 2004
Mit dem Wallfahrtsgottes- dienst zum Gedenktag der heiligen Slawenapostel Cyrill und Method in Velehrad wurde am Samstag auch in der Tschechischen Republik der Mitteleuropäische Katholikentag feierlich eröffnet.

(Kathpress, 6.7.2003) Prag - Kardinal Miloslav Vlk stellte in den Mittelpunkt seiner Predigt den engen Zusammenhang der Cyrill und Method-Tradition mit der WenzelsTradition. Als Inhaber eines der sieben Schlüssel zur böhmischen Kronkammer habe er vor wenigen Tagen deren Eröffnung beigewohnt.

Die böhmischen Kroninsignien mit der Wenzelskrone sind derzeit unter anderem aus Anlass der Amtsübernahme von Präsident Vaclav Klaus kurzfristig der Öffentlichkeit zugänglich.

Die mystische Aura, die die Kroninsignien nach wie vor umgebe, deute auf ein "unbewusstes Bekenntnis" auch zu den christlichen Wurzeln der tschechischen Staatlichkeit hin.

Angesichts dessen sei es "paradox", dass in der Tschechischen Republik ein "Gesetz über die Kirche" die Tätigkeit der Kirche zu behindern drohe und der Abschluss eines Grundvertrages mit dem Heiligen Stuhl auch vierzehn Jahre nach der "Wende" nicht möglich sei, sagte Vlk in Anwesenheit des christdemokratischen Stellvertretenden Ministerpräsidenten und Außenministers Cyril Svoboda.
German Gemeinschaft ist Voraussetzung für theologischen Dialog
Dec 02, 2004
24 Bischöfe aus 12 Nationen und 10 Kirchen weilten zusammen mit der Gründerin und Präsidentin der Fokolar-Bewegung Chiara Lubich an der 20. ökumenischen Begegnungswoche für Bischöfe, die dieses Jahr in Baar im Kanton Zug durchgeführt wurde.

(Kipa, 20.11.01) Baar ZG - Eine ganze Woche lang nahmen sich die 24 Bischöfe aus der anglikanischen , lutherischen, orthodoxen, syrisch-orthodoxen und der römisch-katholischen Kirche Zeit, um "sich kennenzulernen, miteinander ins Gespräch zu kommen, eine Gemeinschaft zu werden", wie sich der Moderator der Woche, der Prager Erzbischof Kardinal Miloslav Vlk, ausdrückte.

Weitere Kirchenverantwortliche vor allem aus der Schweiz, unter ihnen Vertreter der reformierten Landeskirchen, der christkatholischen und methodistischen Kirche, der evangelischen Freikirchen und andere stiessen am Montag an einer offenen Tagung dazu.

Bei dieser hochkarätigen und ökumenischen Zusammenkunft von Persönlichkeiten ging es nicht in erster Linie darum, theologisch strittige Fragen zu besprechen, sondern "im Leben die Spiritualität der Gemeinschaft, die die Fokolar-Bewegung den Kirchen vermittelt, zu vertiefen, uns im Leben dieser Spiritualität zu üben", führte Kardinal Vlk weiter aus.

Nachdem an den bisherigen Begegnungswochen für Bischöfe verschiedener Kirchen eher das Gemeinsame betont wurde, hat man dieses Mal begonnen, auch die Unterschiede zu benennen, erklärte der Prager Erzbischof weiter. "Jedes Mal, wenn unter Vertretern verschiedener Kirchen eine tiefe Gemeinschaft entsteht, stellt sich schmerzlich die Frage nach der gemeinsamen Feier der Eucharistie."

Dieses Mal hätten sie erlebt, dass die "tiefe Einheit in Christus, die wir hier zu verwirklichen versuchen, eine Vorbereitung ist, damit die gemeinsame Eucharistie möglich wird."

So hätten die theologischen Differenzen zu diesem Thema in einem Klima der Freundschaft und des gegenseitigen Zuhörens ausgesprochen werden können. Auch über die Rolle des Papstes wurde gesprochen, ganz im Sinne des Aufrufs von Papst Johannes-Paul II. in der Enzyklika "Ut unum sint", den er im kürzlich erschienenen Brief an Kardinal Kasper, anlässlich der Plenarversammlung des Päpstlichen Rates für die Einheit der Christen, wiederholt hatte.

"Alle hier anwesenden Bischöfe werden zu Hause in ihren Kirchen dieses Thema besprechen. An der nächsten Begegnungswoche für Bischöfe werden wir die verschiedenen Ansichten zusammentragen und die Schlussfolgerungen aus diesem Gespräch dem Papst zukommen lassen", betonte Kardinal Vlk.
German Gegenwärtig nicht nur in der Liturgie
Dec 02, 2004
Aus einer Predigt anläßlich des Partnerschaftstags und der Bistumswallfahrt des Bistums Magdeburg

(Bistum Magdeburg, 11.09.2004) Ich muss gestehen, als ich diese Predigt für die Messe vorbereitete, wusste ich noch nichts von diesem schönen Leitwort der Wallfahrt „mit Christus unterwegs“. Durch Gottes Fügung habe ich aber genau dieses Wort aufgegriffen.

Ich will hier nun auch keine belehrende Predigt halten, sondern als Nachfolger des heiligen Adalbert – Vojtèch, möchte ich eher einen Austausch machen, Ihnen eine Erfahrung meines Glaubens aus den vergangenen kommunistischen Zeiten übergeben.

Am Anfang des Kommunismus war ich als junger Christ, der in einer guten religiös-traditionellen Familie auf den christlichen Grundlagen erzogen worden war, mit dem geheimen Ideal im Herzen, Priester werden zu wollen, mit vielen anderen dem starken kommunistischen ideologischen Druck im alltäglichen Leben ausgesetzt. In dieser Situation schien es mir, dass mein guter Glaube nicht fest genug, nicht hinreichend tragend war, um uns – manchmal allein, den Feinden ausgesetzt – genug Kraft zu geben. Ich war fromm und fühlte mich stark in der Kirche, zusammen mit den anderen Glaubenden. Ich glaubte fest, dass Jesus – zu dem ich eine persönliche Beziehung hatte, wirklich in der göttlichen Eucharistie unter uns gegenwärtig ist. Ich hatte keine Zweifel an seiner Gegenwart.

Am Ende der Messe war ich aber oft sehr traurig, wenn ein süsses melancholisches Abschiedslied gesungen wurde:
„Adieu, meine Freude, Eucharistischer Jesu. Wenn ich dich verlassen soll, gehe ich mit grossem Schmerzen …Ich kehre zurück in die schlechte, böse Welt, unter die Schmerzen und Sorgen…“

Ich war dann wieder allein unterwegs…Der Glaube an die Allgegenwärtigkeit Gottes half wenig…Er war zu wenig konkret… In Polen, zum Beispiel, wo viele Christen da waren, gab es eigentlich die Situation des Alleinseins nicht…

Deswegen war es für uns eine grosse Sache, als die Liturgiekonstitution des Zweiten Vatikanischen Konzils im 7. Art. über die vierfache Gegenwart Jesu gesprochen hat – viermal wird wird dort gesagt „presens adest“.

Jesus ist gegenwärtig nicht nur in der Liturgie der Kirche, sondern auch real in der Welt, unter den Glasubenden, mit uns unterwegs: überall „wo zwei oder drei versammelt sind in meinem Namen, da bin ich unter ihnen“/ Mt 18,20/. Diese Stimme Jesu haben wir auch heute im Evangelium gehört.

Es war damals eine sehr starke Sache für uns, die wir uns in den Wäldern und Bergen oft versammelt haben, um uns der Kontrolle der Polizei zu entziehen. In der Mitte unserer gelebten gegenseitigen Liebe im heiligen Geist haben wir Jesus, der wirklich gegenwärtig war, gespürt. Es war eine neue grosse Chance nicht nur für uns, sondern auch für die Familie – die später auch „Ecclesiola“, kleine Kirche oder „Hauskirche“ gennant wurde.

Aber dann, später, nach dem Zusammenbruch des Kommunismus, spürte ich mehr und mehr einen tiefen Schmerz, der bis heute andauert. Ich war tief enttäuscht, als ich gesehen habe, und bis heute bin ich enttäuscht, wenn ich sehe, dass diese Lehre des heiligen Geistes im Konzil wieder für manche Glaubenden, für manche Pfarreien bis heute nur schöne Theorie geblieben ist oder eine schöne Tatsache für die Meditation. Dabei hat doch Papst Paul VI. in seiner Enzyklika Mysterium fidei betont, dass diese Gegenwart Jesu unter uns real, wirklich, ist.
German Der Prager Kardinal Vlk wünscht integrationsfähigen Präsidenten
Dec 02, 2004
Der scheidende Staatspräsident der tschechischen Republik, Vaclav Havel, hat gestern den Prager Veitsdom besucht, um den Reliquien des heiligen Wenzel seine Reverenz zu erweisen.

(Radio Vatikan, 4.2.2003) Der Prager Kardinal Miloslav Vlk hieß den Staatsmann an dem geschichtsträchtigen Ort, willkommen. „Ich habe ihn begrüßt als den, der seine Funktion in die Hände des heiligen Wenzel geben will, der immer den Herrschern die Verwaltung des Landes anvertraut. Der Präsident hat gesagt, dass er seinen Nachfolger unter den Schutz des heiligen Wenzel stellt."

Derzeit ringt die tschechische Republik noch um eben diesen Nachfolger. Die Kirche wünscht sich eine integrierende Persönlichkeit, so Kardinal Vlk.

„In diesem Moment unserer Geschichte ist es sehr wichtig, diese integrierende Funktion. Es gibt Streitigkeiten, und der Präsident soll keiner Partei angehören, über den Parteien stehen. Wir würden uns sehr freuen, wenn er auch die geistliche Dimension des Lebens der Gesellschaft so unterstreicht, wie es Präsident Havel gemacht hat."

Dem Kardinal liegt eine gelungene Zusammenarbeit der Kirche mit der Gesellschaft am Herzen. In den letzten zehn Jahren sei dies nicht immer so gut gewesen, und trotz einer Annäherung seien nicht alle Probleme gelöst worden.

Die Zusammenarbeit soll sich so entwickeln, dass den Politikern und der Bevölkerung bewusst wird, dass Kirche eine wichtige Rolle für die Demokratie hat und niemand anderer diese Rolle übernehmen kann.

Zum bevorstehenden Beitritt zur EU meint Vlk, die Tschechen könnten ihre Erfahrungen aus dem Kommunismus einbringen. Der Kommunismus sei ein politischer Stil, der den Menschen nicht berücksichtige und der dem Einzelnen keine Zukunft, keine Perspektive lasse.

Der Kommunismus wollte den Menschen nicht anerkennen. „Wir Christen und alle haben erfahren: Ohne Gott geht es nicht vorwärts. Gott ist nicht ferne, sondern nahe, diese Erfahrung könnten wir mitteilen", meinte Kardinal Vlk.
German Erfahrung als Fensterputzer
Dec 02, 2004
Als Fensterputzer in Prag, erinnerte sich der Kardinal, habe er nach einer neuen Identität gesucht, bis er das Kreuz als Begegnungsart mit Christus erkannt habe. Seine damalige "Zeit des Kreuzes" sei die "gesegnetste meines ganzen priesterlichen Lebens" gewesen.

(APD, 09.05.2000) Der Erzbischof wurde 1932 in Südböhmen geboren. Nach der Schulzeit arbeitete er in einer Maschinenfabrik in Budweis, bis er zum Militärdienst eingezogen wurde. In Prag studierte er anschliessend Archivwissenschaften, bis er 1964 in das Priesterseminar eintrat und das Theologiestudium begann. Nach der Priesterweihe 1968 war er Bischofssekretär in Prag.

Von 1971 bis zur Wende 1989 wurde Vlk vom Staat zuerst zwangsversetzt und ihm schliesslich das Priesteramt entzogen. Als Fensterputzer in Prag, erinnerte sich der Kardinal, habe er nach einer neuen Identität gesucht, bis er das Kreuz als Begegnungsart mit Christus erkannt habe. Seine damalige "Zeit des Kreuzes" sei die "gesegnetste meines ganzen priesterlichen Lebens" gewesen.
English Catholics not Wary of Protestant Woman Bishop
Dec 02, 2004
"The cardinal personally has absolutely no problem with it. Even if he wanted to, he does not have the right or the power to intervene with another church."

(January 27, 1999) The Czech branch of the Roman Catholic Church downplayed comments by Cardinal Miloslav Vlk that seemed to indicate he is resisting the election of the first female bishop in Czech history.

Vlk's spokesman Daniel Herman claimed that Vlk had not intended to intervene in the affairs of the Hussite Church. "The cardinal personally has absolutely no problem with it. Even if he wanted to, he does not have the right or the power to intervene with another church."

Herman said that Vlk, the head of the Roman Catholic Church in the Czech Republic, expressed his concern that Silerova's possible appointment might generally worsen relations among various churches. As an example he mentioned the Eastern Orthodox Church, which has a worldwide history of fierce opposition to women in the clergy.

Describing past relations as good, both churches expressed their hope in maintaining them. According to Herman, Vlk's statement, not made for the public, was intentionally misinterpreted by an as-yet unidentified person present at the meeting of the Ecumenical Council.

"Certain individuals may be troubled by the possibility of a settlement between the churches and the state," he said, referring to the ongoing debate about the restitution of church property. "It was an attempt to create some tension," Herman said. "The cardinal doesn't want any tensions."
English The new European Charter is influenced by the ideas of the French revolution
Nov 29, 2004
“Even though nowadays many European politicians do not want to have much to do with Christendom, Europe is Christian by its historical roots,”[italic] said Miloslav Cardinal Vlk, archbishop of Prague, during a recent visit to the HQ's of the Catholic charity Aid to the Church in Need (ACN).

(ACN NEWS 10/11/2003) The new European Charter which avoids mentioning these roots is, according to the Czech Cardinal, “influenced by the ideas of the French revolution. But remember, the founder fathers of the European Union (EU) were Christians, too,” he explained.

With a view to the future new member states of the EU, Cardinal Vlk expressed his hope that
“Christians in those countries will bring a new, Christian lifestyle” into the EU.

Asked about the situation of the Church in his own country, the Cardinal described it as
“not good, since the pending question of restitution of Church property has not yet been cleared.” He went on to explain that a restitution law approved in 1991 had never been implemented and that “the current social democrat government – in power since 1998 – is not interested in restitution, but rather in controlling” the Church.

“There are strong pressure groups against the Church namely among politicians and lawyers,” he added. According to the Cardinal, such pressure groups are also behind the non-ratification in parliament of an agreement between the Czech Republic and the Holy See which had already been signed by the government.

In the Czech Republic as well as in the secularised Europe,
“new evangelisation is necessary and laity must commit themselves to this task,”[italic] the Cardinal stated.

As projects of priority in his archdiocese, Cardinal Vlk listed a teachers’ seminary near Prague, a journalists’ school and the construction of churches and pastoral centres in the suburbs surrounding the capital. In 2002, ACN supported pastoral projects in the Czech Republic with more than $2 million.
German Jan Hus: Wir müssen die Geschichte neu schreiben
Nov 29, 2004
Pro-Oriente-Symposium: "Jan Hus könnte zu einer neuen Brücke zwischen den getrennten Kirchen werden"

(Adventistischer Pressedienst, April 8, 2000) Wien, Österreich - "Wir müssen die Geschichte neu gemeinsam und ohne Emotionen schreiben": Diesen Appell richtete der tschechische römisch- katholische Primas, Kardinal Miloslav Vlk, an die Teilnehmer des Hus-Symposiums der Stiftung "Pro Oriente" Mitte März 2000 in Wien.

Es sei eine grosse ökumenische Aufgabe, Rolle und Anliegen des tschechischen Reformators (1370-1415) im Licht der neuesten wissenschaftlichen Forschungen zu sehen, darzustellen und diese Erkenntnisse unter "die breite Öffentlichkeit" zu bringen, sagte Kardinal Vlk, einem Bericht des Evangelischen Pressedienstes "epd-ö" zufolge.

Die Gestalt des Jan Hus könnte dann zu einer Brücke zwischen den getrennten Kirchen werden, erklärte Vlk bei dem Symposium, an dem auch der evangelische Kirchenhistoriker Prof. Dr. Alfred Raddatz mitwirkte. Grundsätzlich ging Kardinal Vlk davon aus, "dass die christlichen Kirchen gemeinsam die Wahrheit suchen und erforschen müssten".

Kardinal Vlk amtiert derzeit auch als Präsident des Rates der Europäischen Bischofskonferenzen (CCEE), mit Sitz in St. Gallen.
German Kardinal Vlk legte Veto gegen Dekan Wolf ein
Nov 29, 2004
Professor Wolf habe die Tendenz, die Kirche in ein Ghetto zu schliessen und mit der Gesellschaft nicht zu kommunizieren.

(Radio Prag Nachrichten 1.3. 2000) Vaclav Wolf wird nicht zum Dekan der Katholischen theologischen Fakultät der Karlsuniversität werden. Darüber informierte der Sprecher der Tschechischen Bischofskonferenz Daniel Herman am Dienstag die Nachrichtenagentur ctk.

Kardinal Miloslav Vlk, der als Prager Erzbischof Kanzler der Fakultät ist, hat gegen die Wahl des kontroversen Professors Wolf zum Dekan sein Veto eingelegt. Der Kardinal entschied sich dafür nach einer Beratung mit tschechischen Bischöfen und mit der Kongregation für katholische Erziehung in Rom.

Wolfs Wahl zum Dekan der Fakultät würde ihre weitere Entwicklung negativ beeinflussen, meinte der Kardinal. Wolf habe die Tendenz, die Kirche in ein Ghetto zu schliessen und mit der Gesellschaft nicht zu kommunizieren.
German Prags Kardinal entzieht einem altgedientem Theologen die Lehrerlaubnis
Nov 29, 2004
Jetzt hofft der Kardinal auf eine Modernisierung der Fakultät.

(Radio Vatikan 15.5.2002) Der Prager Kardinal Miloslav Vlk hat dem früheren Dekan von Prags Theologischer Fakultät, Vaclav Wolf, die kirchliche Lehrerlaubnis entzogen. Vlk folgt damit der Bitte aller tschechischen Bischöfe.

Jetzt hofft der Kardinal auf eine Modernisierung der Fakultät. Wolf gilt als Hauptschuldiger an einer schweren, sogar existenzbedrohenden Krise der Fakultät.

Das Unterrichtsministerium hat nach einer Prüfung gedroht, ihr das Recht auf Erteilung akademischer Grade abzuerkennen. Vor einigen Monaten verlor die Fakultät einige Kompetenzen und bekam den Rektor der Karlsuniversität als Übergangsverwalter. All das, weil Wolf als Dekan die Fakultät angeblich auf eine “extrem rückwärtsgewandte Linie” gebracht habe.

Bis heute etwa dürfen dort nur Priester-Anwärter studieren, keine Laien und Frauen. Nach Ansicht von tschechischer Bischofskonferenz und Kardinal Vlk hat sich Wolf durch sein Verhalten und seine Standpunkte als Hochschullehrer disqualifiziert.

Der Konflikt der beiden Wölfe - Vlk heißt auf deutsch ebenfalls „Wolf" - dauert schon seit Jahren an. Der Kardinal weiß den Vatikan und die Bischofskonferenz hinter sich, der langjährige Dekan aber stützte sich auf eine Mehrheit des Lehrkörpers. Schon 1996 hatte Vlk Wolfs Ablösung als Dekan durchsetzen können.
German Gott in der europäischen Verfassung
Nov 29, 2004
Während der Abschlußmesse zur Deutsch-Tschechische Tagung zur Katholischen Soziallehre „Christliche Visionen für unser gemeinsames Europa“

(14.7.2003) „Wenn der Name Gottes aus der europäischen Verfassung gestrichen wird, habe ich Angst um Europa. Das lehrt uns die Geschichte“, sagte Kardinal Vlk in seiner Predigt, nicht weil er als Euroskeptiker sei, vertrete er diese Haltung, sondern gerade weil er beim Referendum mit Ja für Europa gestimmt habe.
English Interview: A Spiritual Dimension is Necessary for Europe
Nov 11, 2004
Under the former Communist regime, Vlk (68) had to carry out his priestly ministry in secret, while earning his living as a window cleaner.

(Zenit.org, Oct. 24 2000) For seven years now, he has led the Council of Episcopal Conferences of Europe (CCEE), which just ended it general assembly in Leuven. He has led the CCEE with the sensitivity typical of the Church in the East -- heroic in her resistance to communism and also critical of neo-capitalism.
--Q: Eminence, the European Union is facing important objectives. First of all, extension to include countries of the East. As CCEE president, in addition to being bishop of this geographic area of Europe, what judgment can you make on these challenges?
--Cardinal Vlk: We have given much time to these reflections in our assembly. Among other things, we wished to meet with some representatives of the European institutions to know in what way the Churches of Europe might help in this process. Unification cannot take place only for political, economic and financial reasons. Those who are responsible also say this: A spiritual dimension is necessary, which gives perspective to a road that is often difficult and resisting, for a greater unity of European peoples.
The same conclusion is reached by those who, like me, have lived under communism. Without spiritual motivation and, I wish to add, profoundly religious motivation, the countries of the East would not have been able to free themselves from dictatorship and oppression.
--Q: However, in Eastern European society doubts and fears are spreading in regard to a decided integration from on high. There are even those who have compared Brussels' Eurocrats with former Soviet bureaucrats.
--Cardinal Vlk: It is true, there is a fear of loss of national identity, especially where there is strong religious tradition as, for example, in Poland. I think that on this point the European Union must do everything possible to apply the principle of subsidiarity: All those decisions that can be made at levels closer to the people should have precedence over decisions at the central level.
--Q: For many, talk of European unification means opening the doors to secularization, yes?
--Cardinal Vlk: Look here, until some time ago it was thought that the process of secularization was irreversible. At the beginning of the century, the German sociologist Max Weber formulated this theory but he later realized that this was not so and he formulated the thesis of the persistence of religion in the modern world. However, there are those who prefer to repeat old topics and close their eyes to reality. It is a mentality that resists death; suffice it to read the recent Charter of the Fundamental Rights of the European Union.
--Q: Why has the assembly of European bishops given so much attention to this document?
--Cardinal Vlk: Because the idea of a charter of rights might imply a decisive step for the European Union. A step in the direction of giving an explicit ethical foundation to the communitarian path of our continent.
--Q: In fact, there is talk of the possibility of inscribing the charter in the Union's treaties, transforming it into the nucleus of the future European Constitution. What do you think of this?
--Cardinal Vlk: For the time being, the charter that will be approved at the Nice summit will have no juridical value; they are only recommendations. However, with perspective, it could become the preamble of a European Constitution. The judgment of the European bishops is that the charter must be profoundly revised. If it were inscribed in the treaties as it is, it would cause many problems and harm the process of extension of the European Union.
--Q: In your opinion, why has there been a desire to exclude any reference to European religious tradition in the charter's preamble?
--Cardinal Vlk: It's as if some groups, which are very strong politically, were afraid to recognize the reality of the Christian faith and to acknowledge its decisive contribution to European construction. I know very well that some give importance to laicism and they do not wish to betray the ideals of the French Revolution. However, as I said earlier, the world moves on, and one cannot look at the religious phenomenon through the lens of 18th-century thinkers.
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