Angelo Cardinal Scola Angelo Cardinal Scola
Function:
Patriarch of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Seven Most Holy Apostles
Birthdate:
Nov 07, 1941
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian «L’Europa ponte di dialogo per tutto il Mediterraneo»
Apr 13, 2009
A Venezia il convegno organizzato dal Mcl. Il cardinale Scola: «Camminare insieme con la propria identità» Il Patriarca latino Twal: correggere 60 anni di errori in Medio Oriente

> Ci auguriamo che il nostro pluralismo mediterraneo, come pure la nostra unità, continueranno ad esistere nonostante l’invasione di altre culture, nonostante una globalizzazione selvaggia ». Lo ha detto il patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal, portando la sua testimonianza al convegno su «Il mare al centro delle terre per un nuovo slancio del dialogo sociale europeo nel Mediterraneo » organizzato dal Movimento cristiano lavoratori, da Efa e da Eza. Da qui la necessità di un dialogo tra l’Europa e i popoli del Mediterraneo, come ha sottolineato il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, introducendo i lavori. Ma quale dialogo? «Un dialogo – ha specificato Scola – che suppone dei soggetti in campo; che non deve essere un falso monologo, un parlarsi privo di ascolto». Un dialogo che utilizza l’interlocutore come puro specchio per riaffermare propria identità, e che pertanto «riduce questo dialogo a un monologo disperato ». Insomma, «bisogna imparare a camminare insieme, ma certi del proprio volto e della propria identità, e tesi ad afferrare i fenomeni storici in corso per orientarli e farli convergere nella direzione della pace». Facendo leva sull’esperienza di cinque anni di efficaci rapporti, attraverso il Centro Oasis, tra Venezia, anzi l’Europa e i Paesi del Sud Mediterraneo, compresi quelli musulmani, Scola ha aggiunto: «Tutti dobbiamo accettare il dato che oggi è in atto una transizione rapida, e non priva di violenza, verso una civiltà di meticciato culturale». Una trasformazione, a suo parere, «che non chiede il nostro permesso per accadere, ma ci induce a orientarla affinché possa concorrere a creare una vita buona», che «non può prescindere da un buon governo». E questo dovrebbe valere anche per il Medio Oriente, dove invece – annota monsignor Twal – ci sono stati 60 anni di violenza e conflitto, « decisamente troppi». E se dopo 60 anni nel Medio Oriente non c’è ancora la pace «vuol dire che i mezzi usati sono stati fin qui sbagliati», ha detto Twal rispondendo alle domande dei partecipanti arrivati da ogni parte del Mediterraneo. « Forse, dunque, è il momento di cambiare sistema – ha aggiunto –, siamo in Quaresima e prossimi alla Settimana di Passione, e anche i nostri politici hanno bisogno di conversione: del cuore, della testa e degli stessi discorsi. Bisogna avere più fiducia reciproca». Twal, spiegando poi di essere «ottimista » sul futuro della Terra Santa, ha ancora sottolineato che la pace «non dipende solo dal governo », ma anche dalla società civile, dall’Europa e dagli Usa. E in questa prospettiva, ha precisato, il viaggio del neo-premier israeliano Benjamin Netanyahu in Giordania e in Egitto «è senz’altro positivo ed è un motivo per cui non si deve perdere la speranza». Un contributo decisivo lo porterà, in ogni caso, la visita del Papa. «L’Europa deve impegnarsi di più per la ricerca di un assetto istituzionale condiviso – ha affermato dal canto suo Carlo Costalli, presidente del Mcl – sul quale convergano gli sforzi dei Paesi del nord e del sud, che rappresenta il modo migliore, e forse l’unico, per ridurre, ove possibile, i contrasti esistenti. Un “generico partenariato”, come sembra essere stato quello degli ultimi tempi, non è più sufficiente». «Per raggiungere questi obiettivi – ha concluso – sempre più importante sarà il ruolo della società civile, che dovrà lanciare iniziative culturali, convegni, ma anche costruire opere con­crete che possano favorire la cooperazione ed il dialogo, soprattutto nei punti più caldi delle due sponde».

Source: www.avvenire.it
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