Angelo Cardinal Scola Angelo Cardinal Scola
Function:
Patriarch of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Seven Most Holy Apostles
Birthdate:
Nov 07, 1941
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Scuola e Stato, la proposta del cardinale Scola
Jul 24, 2006
"Lo Stato smetta di gestire la scuola e si limiti a governarla". E' la proposta avanzata dal patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola, in un'intervista al Corriere della Sera

(korazym.org, 17/07/2006) "Lo Stato smetta di gestire la scuola e si limiti a governarla". E' la proposta avanzata dal patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola, secondo il quale "in un contesto di meticciato di civiltà come è il nostro non soltanto il modello di scuola unica limita il tasso di libertà del Pese, ma riduce scuola e università a cenerentole". In una intervista al Corriere della Sera il cardinale afferma quindi di ritenere che sia "tempo che la gestione passi alla società civile, superando la connessione tra laicità, neutralità e unicità della scuola di Stato".

"Il nostro Paese - afferma - ha bisogno di innovazione coraggiosa in questo ambito. Su questo diritto fondamentale occorre aprire un dialogo a tutto campo. La mia non è una perorazione per la scuola cattolica, che pure per me riveste un'importanza considerevole; nè il solito lamento sulla crisi della scuola e dell'università". È invece, prosegue, un "tentativo di dare qualche suggerimento, a partire dalla preoccupazione pedagogica essenziale per la Chiesa. Di avanzare una proposta che possa entrare nel dibattito culturale. Nell'ottica di una nuova laicità, che esca da un puro schema dialettico del rapporto Stato-Chiesa, e raccolga le istanze profonde di una democrazia fatta di 'libertà realizzatè, credo - rileva - che il Paese dovrebbe avere il coraggio di una scelta radicale per la libertà di educazione".

Una idea che non cerca di accreditare un maggiore spazio per la scuola cattolica: "Questa - precisa Scola - sarebbe una lettura miope". Il patriarca di Venezia apre poi anche alle altre religioni affermando che "il meticciato di civiltà non è una scelta, è un processo. Non è una opzione, è un fenomeno. Se rispetta tutti i criteri di accreditamento che lo Stato dovrà garantire, non vedo perchè un gruppo di islamici non possa aprire una scuola. Cos' penso che in una scuola gestita dai cattolici si possa insegnare la cultura islamica o ebraica". Un no fermo arriva, però, davanti all'ipotesi di scuole senza l'ora di religione: "Una scuola libera che in Italia rinunciasse all'ora di religione secondo me sbaglierebbe - dice - per avere cura dell'educazione non si possono non considerare le 'traditiones' e, in Italia, il peso del cattolicesimo".

Le reazioni. Un tema, quello lanciato dal cardinale, che ''merita riflessione e approfondimento'' commenta il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, aggiungendo che intende fare questa riflessione nell'interesse della scuola italiana, che e' - tiene a precisare - ''la scuola di tutti e per tutti''. E se i giovani di Forza Italia vedono nelle parole del Patriarca la possibilita' di avviare un dibattito ''serio e pacato'' sullo stato dell'educazione nel nostro Paese, un dibattito ''che non puo' essere rimandato, proprio alla luce della direzione intrapresa dal ministro Fioroni, che oltre ad aver inserito la dizione 'pubblica istruzione', ha mortificato l'autonomia scolastica'', il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, non condivide affatto quanto affermato da Scola. ''Penso - spiega - che la scuola in una societa' che diventa sempre piu' meticcia debba essere unitaria e cioe' pubblica per comprendere tutte le etnie, le religioni e i punti di vista in una costruzione unitaria che e' quella della convivenza in cui ognuno rispetti l'altro ma si confronti con lui quotidianamente''. Danno invece manforte al Patriarca di Venezia sia Luca Volonte' (Udc) sia Riccardo Pedrizzi (An). Per il primo la liberta' di educazione, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi come, ad esempio, la Francia, ''e' assolutamente carente in Italia''; per il secondo e' giusto passare dalla scuola dello Stato alla scuola della societa' civile: ''E' tempo - dice - che la famiglia recuperi la propria sovranita' e liberta' di scelta assieme al senso di responsabilita' sull'avvenire dei propri figli''.
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