Angelo Cardinal Scola Angelo Cardinal Scola
Function:
Patriarch of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Seven Most Holy Apostles
Birthdate:
Nov 07, 1941
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Cattopolitica/ Unioni civili, l’ira di Scola. Rumors: il cardinale spinto a reagire a causa dei laici del PD milanese
Apr 11, 2012

Tanto tuonò che piovve. Il cardinale arcivescovo di Milano, Angelo Scola, ha alzato la voce sulle unioni civili. E lo ha fatto con un’intervista a Famiglia cristiana, nel corso della quale ha detto una volta per tutte che “Le unioni civili sono materia che riguarda il Parlamento e non le amministrazioni locali”. Una vera e propria “scomunica” al progetto che da tempo la giunta milanese guidata da Giuliano Pisapia sta portando avanti. E che ha causato malumori anche negli ambienti ecclesiastici sentiti da Affaritaliani. “Scola aveva deciso di non alzare la voce sull’argomento fino a dopo la visita del Papa a Milano (il VII Incontro mondiale delle Famiglie, N.d.R.). Ma è stato costretto a farlo dai laici del PD milanese. Troppo laici, da un certo punto di vista”. Infatti, come Affaritaliani ha già scritto, Scola non avrebbe voluto sollevare polemiche prima dell’Incontro mondiale.

IL PD SPACCATO - Ma l’eterna lotta tra le due anime del PD, quella laica contro quella cattolica (una parte di quest’ultima – a quanto si dice a Palazzo Marino – in cerca di “accreditamento” presso la Curia meneghina), lo avrebbe spinto ad agire. Sia pure con circospezione: “Non è un caso – dice la fonte – se il cardinale non accenna mai nell’intervista a Pisapia o al possibile registro delle unioni civili che vorrebbe varare a Milano. Proprio per evitare uno scontro frontale che al momento non ha motivo di essere”. In ogni caso, Scola è stato molto chiaro con il settimanale dei Paolini: “Generare e riconoscere veri e propri diritti soggettivi - osserva il cardinale - non è oggetto proprio di provvedimenti amministrativi: questo è il compito del potere legislativo”, tanto che “operazioni di questo tipo possiedono una preoccupante connotazione ideologica che contraddicono la stessa Costituzione, che all'articolo 29 riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio: il nome famiglia non si addice ad altre forme di convivenza”.

IL TENTATIVO FALLITO - La presa di posizione del cardinale arriva dopo quanto scritto da Affari all’inizio di questo mese: il PD milanese stava cercando una mediazione in stile “democristiano” per superare l’impasse, ossia quella di proporre l’istituzione di un registro di tutte le coppie di fatto, non solo quelle omosessuali (come ad esempio un paio di amici che coabitano nello stesso appartamento, o il parroco e la perpetua). Un argomento, proposto dalla parte cattolica più “dialogante” e meno “intransigente”, disposta a concedere qualcosa ai laici del partito democratico. “Ma dopo le parole del cardinale è tutto in discussione, a questo punto”, fanno sapere da Palazzo Marino.

http://affaritaliani.libero.it/milano/cattopolitica-unoni-civili-280312.html?refresh_ce
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