Angelo Cardinal Scola Angelo Cardinal Scola
Function:
Patriarch of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Seven Most Holy Apostles
Birthdate:
Nov 07, 1941
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Il cardinale visita le tombe di Manzoni e don Giussani
Nov 09, 2011

Alessandro Manzoni e don Luigi Giussani, il figlio dei giansenisti e il padre dei ciellini, una breve sosta silenziosa davanti al primo e un Eterno riposo per il secondo. Sono le due tombe che il cardinale Angelo Scola ha scelto di visitare ieri dopo la messa con la quale ha concluso, al Cimitero Monumentale, le celebrazioni del Giorno dei Santi: quei santi «a cui dobbiamo guardare» come «costruttori di civiltà» in «questo momento assai critico che stiamo attraversando» e quali modelli da imitare per «uscire dal travaglio che sta mettendo a dura prova le nostre terre e tutto il Paese». Santi e defunti da considerare, questo il filo conduttore della giornata nelle due omelie pronunciate in Duomo prima e al Monumentale poi, non con quella «nostalgia sentimentale rivolta al passato» che talora segna le visite al cimitero ma con la «certezza della fede nel futuro della resurrezione». Scola ripete che è questo, non il ricorso a chissà quali «meccaniche e magie», a consentirci di restare «veramente in contatto con coloro che sono già dall' altra parte» ricevendone un «aiuto a riconoscere il senso pieno della vita e la necessità di una società giusta»: se anzi non trasferissimo questi modelli del nostro «stile di vita» - puntualizza il cardinale - allora «avrebbero ragione quanti dicono che i cristiani sono soltanto gente pusillanime» che «di fronte alla paura della morte» riesce solo a «inventare quelle che per certi intellettuali - dice in Duomo e al Monumentale - sono favole e basta: no, fratelli e sorelle, la resurrezione non è una favola». Così l' arcivescovo li elenca, i santi anche lombardi da non dimenticare: «costruttori di civiltà» e «protagonisti di edificazione sociale» come «la Beata Marianna Sala, San Riccardo Pampuri, il Beato Luigi Talamoni, Santa Gianna Beretta Molla, il Beato Luigi Monza, il Beato Carlo Gnocchi, il Beato Padre Vismara, la Beata suor Enrichetta Alfieri, il Beato Serafino Morazzone». Il quale tra l' altro fu proprio quel don Serafino, venerabile curato di Chiuso appena fuori Lecco, che Manzoni ebbe per confessore: e l' autore dei Promessi sposi - spiegherà il cardinale nel pomeriggio motivando la scelta della sua tomba fra tante - ha «molto di attuale da insegnare anche alla nostra società». Società «plurale», ha ricordato ancora una volta Scola, che tutte quelle numerosissime figure come Santa Caterina da Siena e San Giovanni Bosco, San Tommaso Moro e San Massimiliano Kolbe hanno contribuito a «illuminare» con le loro storie di «carità operosa, educazione illuminata, concordia civile: tutti fattori - ha concluso - che appartengono per diritto all' identità europea». Paolo Foschini RIPRODUZIONE RISERVATA **** L' agenda Le messe presiedute oggi dal cardinale Ore 10 Sant' Ambrogio, messa per i defunti di tutte le guerre Ore 15.30 Messa per i defunti al Cimitero Maggiore Ore 17.30 Messa per i defunti in Duomo Ore 15.30 Altre messe celebrate dagli ausiliari nei cimiteri di Baggio, Bruzzano, Chiaravalle, Greco, Lambrate

http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/02/cardinale_visita_tombe_Manzoni_don_co_7_111102010.shtml
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