Angelo Cardinal Scola Angelo Cardinal Scola
Function:
Patriarch of Milano, Italy
Title:
Cardinal Priest of Seven Most Holy Apostles
Birthdate:
Nov 07, 1941
Country:
Italy
Elevated:
Oct 21, 2003
More information:
www.catholic-hierarchy.org
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Italian Nella laicità plurale la Chiesa propone a tutti la sua etica
Mar 06, 2011
Festa dei giornalisti: Il cardinale Angelo Scola dialoga con Ezio Mauro (“Repubblica”)
E sul "caso Berlusconi" il patriarca veneziano dice: «L'episcopato è coeso e ha i suoi canali per parlare»

Le frequenti accuse di ingerenza della Chiesa cattolica nelle faccende della politica e della società italiane si fondano su un'idea della laicità come spazio neutro, da riempire a proprio piacimento. Bisogna invece vedere nella laicità uno spazio dove «convivono soggetti personali e sociali diversi, tesi al racconto di sé in vista di un riconoscimento reciproco per generare vita buona»: l'idea del cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, è stata al centro del denso dialogo con Ezio Mauro, direttore della "Repubblica", organizzato ieri mattina in occasione del tradizionale incontro del patriarca con i giornalisti in prossimità della festa del patrono, S. Francesco di Sales.
Dopo la messa celebrata dal cardinal Scola nella cripta della basilica di S. Marco, nella sala Sant'Apollonia c'è stato il dialogo-intervista con Ezio Mauro, aperto dal saluto del direttore dell'Ufficio diocesano comunicazioni sociali, don Sandro Vigani, e del presidente dell'Ordine dei giornalisti del Veneto, Gianluca Amadori, che ha sottolineato «l'impegno di ciascun giornalista per fare un'informazione più corretta, precisa, rigorosa», che si distingua nettamente dal gossip imperante per essere più rispettosa della persona.
«La verità è la ragione morale di questo mestiere - ha detto Ezio Mauro - Il giornalista è un testimone privilegiato e nel suo lavoro, che è raccontare un punto di vista, il criterio fondamentale è la ricerca di significato». Lo stesso criterio da cui muove il patriarca Scola nel suo ultimo libro, "Buone ragioni per la vita in comune" (Mondadori), da cui il direttore della "Repubblica" ha tratto spunti di riflessione e provocazione. Come il tema della "nuova" laicità, che per Scola è basata sul necessario confronto tra prospettive diverse: «Ad esempio - ha detto il cardinale - se la visione della Chiesa è che la società è tanto più avanzata quanto più la famiglia è solida, la nuova laicità non mi vieta di parlarne, anzi, mi chiede di proporla per contribuire al dibattito pluralista».
Secondo Mauro, però, la Chiesa vive una situazione contraddittoria, in quanto portatrice di una verità universale, da un lato, e con un ruolo parziale dall'altro, «perché lo Stato è indipendente da Dio». Per Scola si deve rovesciare la prospettiva: «Non impongo, ma propongo al non credente il riferimento a Dio perché è benefico ed efficace per costruire il bene comune». Si è parlato di populismo, inteso da Mauro come la semplificazione delle regole e procedure democratiche, che sono invece un sistema di garanzia. Scola si è detto d'accordo, purché la critica al populismo non significhi svalutazione della società civile.
«Non sarei un buon giornalista - ha detto poi Mauro - se non le chiedessi un commento sulle ultime vicende italiane, a mio avviso contrassegnate, più di tutto, dalla mancanza del senso di responsabilità». «Mi perdonerà - ha replicato Scola - se le rispondo dicendo che l'episcopato italiano è molto coeso e nel rispetto del proprio compito sceglie i modi con cui comunicare i propri giudizi».

http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/220472__nella_laicit_plurale_la_chiesa_propone_a_tutti_la_sua_etica/
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